Forum Trentino Alto Adige - Sud Tirol

Una petizione alla Provincia di Bolzano su elettroshock e contenzione (12.03.08)

Elettroshock e misure di contenzione nella psichiatria in Sudtirolo 

Ricorrono quest’anno i 30 anni dalla promulgazione della legge 180, la cosiddetta legge Basaglia che chiuse per sempre in Italia l’orrore dei manicomi, dichiarò superato il trattamento tradizionale della malattia mentale a favore di un percorso di assistenza, cura e riabilitazione che deve avvenire il più possibile senza segregazione o contenzione, ma nel contesto sociale che ha provocato il disagio mentale. A distanza di 30 anni, tuttavia, troppo poco si è fatto per dare vita a una cura alternativa del disagio mentale. Da notizie recentemente apparse sulla stampa, parrebbero tornare – a coprire questa carenza di trattamenti alternativi – i metodi tradizionali dell’elettroshock, della contenzione, dei trattamenti obbligatori

 

Merano, 21-23 di novembre 2007: “Soteria e no restraint”

Si è tenuto a Merano il 21, 22 e 23 di novembre il convegno “Soteria e no restraint”.  Il convegno è stato sponsorizzato dalla Provincia Autonoma ufficio aggiornamento per il personale laureato, e dall’Azienda Sanitaria. Il primo giorno il convegno ha avuto luogo presso l’ospedale “Franz Tappeiner”, il secondo e il terzo nella casa Basaglia. Ciò per consentire il primo giorno di visionare direttamente il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura dell’Ospedale di Merano a quanti volessero verificare quanto veniva detto in sala, nei giorni successivi per permettere di verificare quanto le alternative all’ospedalizzazione siano indispensabili a limitare il ricorso all’ospedalizzazione dei casi psichiatrici acuti allo stretto necessario. Soteria è una parola greca che significa salvezza. Il dott. Loren Mosher inventò negli anni ’70 in California una comunità per giovani psicotici che veniva gestita liberamente, con le porte aperte e senza contenzioni. Il modello si estese successivamente alla città di Washington D.C. e quindi sbarcò in Europa. Una simile comunità venne realizzata a Berna e quindi vennero aperti dei reparti con elementi di “Soteria” in diversi ospedali psichiatrici tedeschi e austriaci. Nel frattempo Franco Basaglia a Gorizia iniziava a sciogliere le contenzioni estendendo lo stesso concetto a tutto quell’ospedale psichiatrico. Quel modello, detto di “no restraint” (“keine Fixierungen”) fu esteso in Italia a diversi ospedali psichiatrici di Italia e portò alla riforma psichiatrica italiana, con la legge 180-833 del 13 maggio 2008, di cui nel prossimo maggio 2008 ricorre il trentesimo anniversario. Nell’applicazione pratica della legge 180-833 tuttavia non tutta la psichiatria del Paese rispettò la regola fondamentale di non legare mai i pazienti ai loro letti. La ricerca progress acuti nel 2004 dimostrò infatti che nei 321 reparti psichiatrici ospedalieri di tutto il Paese nell’85% dei casi sopravvive la pratica della “contenzione”. Ciò significa tuttavia che nel 15 dei reparti psichiatrici negli ospedali non si lega mai. E il fatto che ciò si faccia significa che è possibile, se lo si vuole. In quindici SPDeC del Paese non solo non si legano mai i pazienti ai loro letti, ma anche si opera con la porta aperta. Uno di questi è il Servizio Psichiatrico ospedaliero di Merano. La porta aperta non significa in nessun caso abbandonare i pazienti tuttavia. Ed è questo che il pubblico di esperti fu invitato a verificare di persona il primo giorno del convegno.

Il primo giorno si è susseguita una carrellata di intervenuti nordamericano ed europei. Prima la vedova del dott.Loren Mosher, la signora Judy Schreiber da San Diego in California. Poi il dott.Jean Luc Roelandt da Lille (F) che ha portato i saluti del dott. Matt Mujen, direttore dell’ufficio europeo della WHO (Copenaghen). Il prof. Hans Pfefferer Wolf dell’Università di Hannover, il dott. Thodoros Megaloeconomou da Atene, il prof. Vito Flaker, dell’Università di Lubiana e molti altri.

Il secondo giorno è stata la giornata degli intervenuti italiani, rappresentanti di realtà dove si opera senza contenzioni. Il dott. Gaetano Interlandi, da Caltagirone (CT), il dott. Luciano Sorrentino da Torino, la dott.ssa Horska da Perugina, il dott. Gallotta da Roma, il dott. Mezzana da Trieste. Tutti questi ed altri hanno portato il loro contributo spiegando come essi realizzano lo scopo di ridurre la repressività del loro approccio psichiatrico in ospedale.

Il terzo giorno una tavola rotonda ha visto assieme il parlamentare europeo Joseph Kusstatscher dei Verdi, il segretario confederale Alfred Ebner della CGIL/ASGB, la dott.ssa Enrica Dal Negro, in rappresentanza del dott. Andreas Fabi, direttore Generale dell’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige e della dott.ssa Irene Pechlaner, direttrice del comprensorio sanitario di Merano. Inoltre la signora Margit Morini, presidente dell’Associazione Parenti e amici degli ammalati psichici della provincia di Bolzano, il dott.Friedrich Walburg, presidente dalla DGSP (Deutsche Gesellschaft fuer Soziale Psychiatrie) di Koeln. Si addivenuti alla conclusione che la contenzione, al pari della tortura, è da superare in tutta Europa, oltreché nel resto dell’Italia e che vanno chiusi gli ospedali psichiatrici negli altri Paesi europei sul modello italiano.   

 

Gli incontri precedenti:

L’incontro del 26 maggio è stato un ulteriore passo verso la formalizzazione del Forum Trentino Alto Adige – Sud Tirol. Oltre a predisporre una prossima iniziativa pubblica per comunicarne ufficialmente la nascita ed il programma operativo, si son delineate le prime linee d’azione.

Il primo impegno che il Forum si assume è quello di costituirsi quale centro di documentazione ed informazione, sia nel campo della legislazione e normativa vigente che della situazione di applicazione delle stesse. Parte quindi un’azione di monitoraggio tra i servizi trentini per portare in evidenza “buone e cattive pratiche” attuate in materia di salute mentale. Contestualmente i dati raccolti verranno inviati al Progetto Progres Acuti, progetto dell’Istituto Superiore della Sanità per la rilevazione, su tutto il territorio nazionale, dello stato dei servizi e delle strutture.

Altra iniziativa che ha preso avvio è la costituzione di un Forum Donne locale, su iniziativa della casa delle donne maltrattate