Forum Sardegna

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27.10.08 - Cagliari: blitz nell'SPDC
L'ASARP: Leggiamo sulla stampa locale, con i soliti titoli ad effetto “Caos psichiatria, blitz in reparto presto l’inchiesta del Parlamento”, della visita fatta dall’Onorevole Carlo Ciccioli (vice presidente della Commissione Affari Sociali della Camera), dall’Onorevole Giorgio Oppi (componente della stessa Commissione ed ex Assessore Regionale alla Sanità della Regione Sardegna) e da altri Onorevoli rappresentanti del Consiglio Regionale e del Parlamento Italiano, al Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura di Cagliari. Le visite ai servizi, i blitz (meglio se dei NAS), le ispezioni sono cosa buona e giusta se servono per scoprire e denunciare situazioni di “malasanità” e abusi (come promosse da più parti),  ma pare (da quanto scrivono i nostri attenti giornalisti) che la visita volesse “far luce su quello che sta succedendo in Sardegna” e in particolare sull’Amministrazione Regionale accusata di non “cogliere la differenza tra psichiatria ideale e psichiatria reale”; accusata di essere prigioniera della “scuola di Trieste” che  utilizza il metodo dei “pochi farmaci e molta accoglienza”; accusata di essere “prigioniera dell’ideologia del 68 e di essere troppo tollerante”. Accusata di una serie di altre stupidaggini. Da di cosa parlate?

Il Forum sardo: A Cagliari, lunedì nel SPDC del SS. Trinità, c'è stato il blitz, freddamente architettato dai soliti mandanti (ahimè nostri indegni corregionali), del vicepresidente della Commissione Affari Sociali e Sanità della Camera -on. Ciccioli- (tra l'altro autore di un disegno di legge di riforma della 180) accompagnato da diversi parlamentari sardi della maggioranza più l'on. Giorgio Oppi dell'UDC. La gravità dell'episodio non sta nel blitz in se, ma nel fatto che è stata trasmessa all'opinione pubblica sarda, grazie al controllo  esercitato su certa stampa locale, una versione precostituita che non ha tenuto in nessun conto ciò che i commissari hanno visto e sentito durante la visita in SPDC! In linea con l'attacco all'ASS Triestina anche da noi in Sardegna si vuole fare passare un politica socio sanitaria fortemente innovativa come quella avviata dalla Giunta Soru e realizzata dall'ottimo assessore regionale alla Sanità -Nerina Dirindin-, e finalizzata a realizzare praticamente il diritto alla salute dei cittadini sardi, come un'impostazione ideologica che considera la malattia mentale non come una patologia ma come una malattia sociale. La salute mentale funge sempre da apripista, così come lo è stata la L. 180 per la L. 833, oggi chi vuole contrastare la politica sanitaria regionale si accanisce sulla psichiatria che attualmente subisce una strumentalizzazione a dire poco indegna. Coloro che come rappresentanti del forum sardo salute mentale parteciparono con me all'audizione  in commissione sanità del Consiglio Regionale Sardo nel marzo '07 ricorderanno sicuramente il concetto chiaramente espresso in quell'occasione dal membro della Commissione -Dott. Mondino Ibba-(che successivamente si è ben distinto come paladino dei poveri psichiatri perseguitati), il quale esplicitamente sosteneva che:  "la psichiatria è indiscutibilmente una disciplina medica e pertanto nessuno ha il diritto di sindacare ciò che gli psichiatri fanno perchè solo a loro compete stabilire ciò che è bene e ciò che è male per i malati". Proprio qui sta l'essenza del profondo conflitto politico-professionale in corso perchè si scontrano due concezioni opposte di società: da un lato chi ritiene che esistano cittadini di serie A e cittadini di serie B, dall'altro chi considera i diritti tali solo se sono garantiti per tutti senza alcuna discriminazione (così come recita in modo ammirevole la nostra costituzione tuttora in vigore). Credo che questo sia il momento di schierarsi per gli psichiatri sardi e per tutti gli operatori e cittadini, perciò chi vuole discutere di tali questioni può partecipare all'incontro del 7 novembre presso la sede dell'ASARP, padiglione E all'interno del comprensorio di Villa Clara a Cagliari, alle ore 16.

da La Nuova Sardegna del 27 marzo 2008 - di M.G. Giannichedda
E’ per diverse ragioni sconcertante la pagina a fondo nero ospitata a pagamento sull’Unione Sarda  domenica 16 marzo. Si tratta di una protesta, firmata tra gli altri dall’Ordine dei Medici di Cagliari e Oristano, dalla sezione sarda della Società Italiana di Psichiatria e da diverse sigle sindacali, contro la sospensione dal servizio dello psichiatra Gianpaolo Turri, primario del SS. Trinità di Cagliari, “reo – scrive il manifesto – di essere non allineato con gli amministratori aziendali e regionali della sanità” che, con questa sospensione, avrebbero “scritto una pagina nera nella storia della Sanità Sarda”. Di qui la prima ragione di sconcerto. Gli autori del manifesto omettono un “particolare” di non poco conto: Turri è stato sospeso a seguito del rinvio a giudizio per omicidio colposo, in relazione a una vicenda che è doveroso riassumere

 

 

Sulla questione Cagliari:

Dobbiamo rispondere all'invito di Gisella Trincas di inviare attestati di solidarietà e quante più comunicazioni possibili agli indirizzi che ci segnala con un testo del tipo: 

Esprimiamo il nostro disappunto per il durissimo attacco che i media e alcune lobby stanno portando contro il lavoro di cambiamento nella salute mentale che si sta realizzando in Sardegna. Guardiamo con attenzione e speranza a quanto la Regione sta facendo e alla crescita diffusa di nuove culture e nuovi servizi che cominciano a dare risposte concrete alle persone che vivono l'esperienza del disagio mentale e alle loro famiglie

La lettera inviata al Presidente Soru dal Coordinamento Sardo delle Associazioni dei Familiari e degli Utenti

I messaggi di solidarietà:  

Il Comunicato stampa dell'Ass. nazionale educatori professionali sardi

Nicola Pasa, Presidente Associazione Mondo di Holden: Esprimo la mia solidarietà di utente e cittadino, ma anche come presidente di un’associazione di utenti liguri e membro del Coordinamento Ligure degli Utenti, all’Unasam, al Presidente Soru e al direttore dell’asl Giovanna Del Giudice, per la vergognosa campagna condotta dall’Unione Sarda e i partiti di Centro Destra contro il vento di cambiamento che ha contraddistinto la Salute Mentale sarda negli ultimi anni e che sta seminando buone pratiche e civiltà culturale e morale. Noi utenti liguri siamo accanto a chi tenta con coraggio e determinazione di portare avanti un programma di rinnovamento e reale tutela per la salute e i diritti, i nostri diritti. Non abbia a temere Gisella Trincas sempre più gli utenti ritrovano la parola e la voglia di battersi per i propri diritti e la propria salute, la parte più illuminata dei famigliari, di cui ella è rappresentante potrà contare sul nostro entusiasmo e la nostra voglia di cambiare le cose. Non vogliamo che si speculi sulla nostra pelle e vogliamo dire noi cosa pensiamo possa farci star bene e cosa non ci piace della Salute Mentale. Mi sembra che in Sardegna le cose vanno nella direzione da noi auspicata e così deve continuare. Coraggio e non mollate  

Coord. Ass.ni UNASAM di Puglia: La forza del vento contrario al cambiamento che le Istituzioni sarde portano avanti con difficoltà, ci pone in una condizione di forte disagio. l'impegno profuso dal Presidente della Regione Sardegna - SORU assieme al suo esecutivo, rappresenta per tutti noi, un preziosissimo modello da imitare. Nel significare tutta la nostra solidarietà agli Utenti e la vicinanza alle Donne e gli Uomini delle Istituzioni, del Coordinamento Sardo e della Presidente dell'UNASAM - Gisella Trincas, richiamiamo l'attenzione dei Media, affinchè si pongano quali comprimari di quel cambiamento posto in essere dalla meravigliosa "Primavera Sarda". Mario Tursi

Lorenzo Toresini : Egregio signor Presidente Soru, con la presente Le vorrei esprimere la solidarietà che un modesto operatore della Salute Mentale può esprimerLe per l’impegno ed il coraggio con cui Ella sta sostenendo e portando avanti la difficilissima lotta contro la manicomialità nei servizi psichiatrici solo apparentemente riformati dalla legge 180. Lo sforzo che la Giunta regionale Sarda, per la Sanità rappresentata dalla dott.ssa Dirindin, e a livello tecnico a Cagliari dalla direttrice del Dipartimento di Salute Mentale dott.ssa Giovanna Del Giudice, stanno sostenendo, rappresentano semplicemente ciò che si deve fare per la restituzione della dignità e dei diritti a quei cittadini che hanno avuto la sfortuna di appartenere al mondo della cosiddetta Sragione. Come diceva Franco Basaglia, la Sragione assieme alla Ragione appartiene alla vita, a tutti noi. In particolare la contenzione (il legare al letto i pazienti) rappresenta una barbarie che la legge 180 non è ancora riuscita a cancellare e a debellare in tutto il Paese. Ritengo che la contenzione fisica delle persone, che non configura MAI uno stato di necessità, vada assimilata semmai alla tortura. Signor Presidente: come mai se viene legato un dissidente politico in Cina, in Birmania o in Irak Amnesty international raccoglie le firme, e se viene torturato un paziente in Italia nessuno si scandalizza? Anche al tempo del Nazismo l’uccisione dei pazienti non destava scandalo. Si scandalizzi assieme a noi, per favore, signor Presidente. Ciò che succede in Sardegna è importante per tutti i pazienti psichiatrici di Italia, anche dell’Alto Adige, Provincia autonoma ove mi trovo attualmente ad operare. Da noi a Merano la contenzione è stata abolite nel 2001 Dott. Lorenzo Toresini Primario del Servizio di Salute Mentale del Comprensorio di Meran. Azienda Sanitaria dell’Alto Adige

Di contenzione si può anche morire
 

Gisella Trincas: Oggi (19.02.08) si è tenuta a Cagliari l'udienza preliminare per decidere sul rinvio a giudizio per omicidio colposo del responsabile del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura Dott.Paolo Turri e della Psichiatra Dott.ssa Cantone (vedi gli antefatti subito di seguito).  La vicenda riguarda la morte del Signor Giuseppe Casu, ambulante di Quartu S.Elena, avvenuta nel SPDC di Cagliari mentre si trovava legato al letto di contenzione da sette giorni a seguito di un Trattamento Sanitario Obbligatorio disposto dal Sindaco di Quartu S. Elena (per approfondimenti vedi sezione Contenzione). Su tale vicenda l'Associazione Sarda per l'Attuazione della Riforma Psichiatria aveva chiesto l'apertura di un'inchiesta da parte della ASL di Cagliari i cui esiti sono stati comunicati anche alla Commissione Regionale Diritti Civili che aveva presentato una interrogazione all'Assessore Regionale alla Sanità. L'apertura dell'inchiesta giudiziaria è stata avviata dalla famiglia del Signor Casu la cui giovane figlia, Natascia, segue passo passo ogni momento della terribile vicenda. Si è costituito da subito anche un Comitato che sostiene fortemente la famiglia e tiene correttamente informata l'opinione pubblica. La decisione assunta dal GUP di rinvio a giudizio consente quindi di fare piena luce su quanto veramente accaduto e dovrà chiarire se il Signor Casu è morto a causa della contenzione (come temiamo).

Ciò che ci angoscia è che, nonostante questa tragica vicenda, le pratiche al SPDC di Cagliari non cambiano di una virgola. E anzichè stare in assoluto silenzio perchè la gravità del fatto l'avrebbe richiesto, abbiamo assistito, da parte di alcuni psichiatri dello stesso Servizio, ad una girandola di dichiarazioni pubbliche sulla bontà e terapeuticità di contenzione  ed elettroshock (vedi sezione Elettroshock) e improperi lanciati verso i responsabili del processo di cambiamento che sta investendo la nostra regione (associazioni dei familiari comprese).

Altra questione che non potrà passare sotto silenzio è la responsabilità del Sindaco di Quartu S.Elena rispetto all'attivazione di un trattamento sanitario obbligatorio per una generica "agitazione psico motoria". Pensate che tanti testimoni presenti e le foto di un fotografo descriverebbero una realtà ben diversa. Il processo si aprirà il 14 aprile.

Con grande preoccupazione ma anche con la ferma convinzione che non dobbiamo ne possiamo tacere quando vengono lesi i diritti fondamentali della persona umana, vi invio un abbraccio.

Da l' Unione Sarda del 23 gennaio 2008

Gisella Trincas: Cari Amici, vi invio l'ultimo intervento apparso oggi sull'Unione Sarda (quotidiano molto impegnato a mettere in cattiva luce l'operato dell'attuale Giunta Regionale) in ordine allo straordinario processo di cambiamento che ha investito la nostra regione con l'arrivo dell'Assessore alla Sanità Nerina Dirindin che finalmente ha ascoltato e accolto le richieste delle associazioni dei familiari. Il firmatario dell'articolo (che si firma Psichiatra- Direttivo SIP SARDEGNA) è il primario del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura di Cagliari. Su tale Servizio molto forti sono le critiche dei nostri familiari in quanto (nonostante il vento di cambiamento) le cattive pratiche non vengono messe minimamente in discussione: porte chiuse, contenzione fisica e farmacologica, chiamate alle forze dell'ordine per effettuare contenzioni, clima di forte manicomialità. Mi piacerebbe sentire cosa ne pensate.

L'articolo

Alice Banfi: Il dott. Gian Paolo Turri, sarà pure uno psichiatra ma o non ha ben compreso cos’è il modello bio-psico-sociale o finge di non sapere di cosa si tratta. Tale modello non prevede affatto un tipo d’intervento od un altro, gli interventi sono (dovrebbero essere) soggettivi. Piuttosto, il modello bio-psico-sociale prevede che si “guardi” il disagio psichico di una persona da più punti di vista, appunto quello biologico, quello psicologico e quello sociale, così da poter indagare tutti i possibili fattori di causa e poter comprendere a fondo il disagio stesso. (Ci sarà poi chi avrà bisogno di un supporto farmacologico e chi no, ecc.) Se poi qualcuno “guarda con celata ostilità” agli interventi chiamati dal dott. Turri “biologici e psicoterapeutici”, ovvero: l’uso di psicofarmaci dei quali pare nessun paziente possa fare a meno, (in particolare gravi schizofrenici e depressi, la storia dice il contrario –es. Soteria- Ma ripeto ossessivamente che ogni intervento deve essere soggettivo), e agli interventi… “terapeutici” come ad esempio “gli atti medici consapevoli e deontologicamente corretti”, non lo si può biasimare. Grazie dott. Turri, ma preferirei morire che venir salvata dal suo “atto medico”, la contenzione. Le posso assicurare che dopo ripetute contenzioni passerebbe anche a lei la voglia di vivere. Per quel che riguarda il progresso della psichiatria negli ultimi 40 anni… Lei dov’era? Contenzione, porte chiuse degli S.P.D.C e sdoppiare un reparto sovraffollato lo chiama progresso? Molti di voi non avranno visto i manicomi ma sapete alla perfezione come riprodurli. Dopo aver letto il suo articolo non mi stupisce che persone come me, persone che soffrono di disagio mentale vengano guardate da lei e dai suoi colleghi “in modo molto più scientifico”, come fossimo dei topolini rincoglioniti. Spero possa leggere questa lettera, e si possa rendere conto che non sono un topolino.

vito inserra: conosciamo quanto sia misurato il tuo comportamento nel trattare di ciò che ci occupiamo; per questo sono ancor più preoccupato di quanto ci dici; in una regione nella quale si sta compiendo uno sforzo di trasformazione culturale nella lettura della psichiatria e nell'approccio al disagio mentale e alle fragilità che comporta, saper di queste cose innervosice ancor di più!; immagino cosa possa accadere in tutti quei luoghi in cui le cose sono dormienti e tutto sembra non esistere per noi; credo che tale impianto vada inserito in quelle località da "girotondare", visto anche l'associazione di tutto rispetto a cui appartiene tale signor responsabile del relativo servizio, così come discusso nel nostro ultimo incontro romano a proposito della giornata del 13 maggio prossimo; sarebbe opportuno fare arrivare alla testata del quotidiano che richiami una posizione ufficiale del nostro forum; per quanto mi riguarda potrai mettere anche la sottoscrizione del Tavolo Regionale SM Marche, qualora decidessi di dichiarare ai media la vostra posizione in merito; un abbraccio forte e solidale; ciao gisella;

Nicola Pasa: La parte più interessante dell'articolo dell'unione sarda è nella coda, come il veleno dello scorpione. La contenzione trova una giustificazione ideologica ancora una volta dal punto di vista della pericolosità sociale della persona sofferente. Il dottore, autore dell'articolo, sostiene che in questi 40 anni la psichiatria ha fatto progressi, io la penso diversamente. Perché  ancora una volta come 40, 50, 60 anni fa e potrei andare più indietro nel tempo, la psichiatria, almeno quella rappresentata dal dottore in questione, si propone come istituzione votata alla repressione e al controllo sociale. Gli utenti sono pericolosi per gli altri e quindi è giusto sottoporli a contenzione, e quindi è giusto che siano rinchiusi, la riflessione del dottore riabilita il manicomio, lo spazio cioè al di fuori della società in cui viene confinata la follia  e la sua cosiddetta pericolosità sociale. Questo è stigma allo stato puro e contro questo io combatterò e combatterò sempre. Ritorno alla metafora dello scorpione e vi racconto una storiella, quella della rana e dello scorpione: una rana e uno scorpione si trovavano sulla riva di un torrente, lo scorpione chiede alla rana di portarlo dall'altra parte, la rana dice che se lo farà salire su di lei poi lui la pungerà e la farà morire, lo scorpione la rassicura, dice che non sarebbe logico perché se lui la pungesse poi lui annegherebbe insieme a lei, allora la rana lo fa salire ma a metà del guado sente un puntura dolorosa, allora grida mentre annega e trascina con sé lo scorpione dov'è la tua logica e lo scorpione risponde che non è logico ma è il mio carattere. Questo medico e la sua logica mi ricorda tanto questo scorpione, animale molto logico (o scientifico).

zico perani, comunità d.l. milani : Quello che si dovrebbe rivoltare non è in Terra o in Cielo, ma il cuore della cura della Salute Mentale che è appeso ad un filo d'ago, quanto basta per capire che il miracolo siamo noi quando rispettiamo i corpi blandi ai Bordi del mondo e ci facciamo carico della cura risollevando realmente dalla minaccia dell' abbandono. Centra tanto o poco con la scienza non saprei, ma nel quotidiano la presenza autentica di corpi risollevati si fa primato di giusto bisogno per stare con la  propria testa in piedi, col sostegno intero a partire dallo sguardo in grado di rimanere desto, vigile, chiaro, limpido, occhio meno smorto, occhi meno affogatati,pupille meno incrostate. Basterebbe meno di quel che si pensa per ambo le parti, a incominciare dal rispetto vero della corporeità che non dichiara in primis la con-cessione, ma la passione al sostegno delle sue fragilità a cominciare dalla Salute in viso a tutto il corpo,proprio  di quello che senza di esso nessuno è una mente. Non è poi così difficile assalire sbrindellare, certo è che mettere in piedi un'esistenza a pezzi, gli arguti non lo pensano nemmeno in associazione SIP ( società itagliana psichiatria )quando un corpo è solo imbrigliato tra i lacci tesei e lì sfinito cede la sua libertà! Sappiamo sempre tutti  interamente quello che vogliamo, ma non sappiamo fare al bisogno quello che gli altri  quando sono a pezzi desiderano e non possono fare nulla. Un saluto  con meno vapore e più sale in zucca.     

DALL’UNIONE SARDA  Giovedì 15 novembre 2007

Oristano e Provincia Pagina 17

l’incontro : Gli interventi di psicologi e psichiatri  

Dopo il saluto del presidente dell’ordine dei medici, Paolo Sulis, ha aperto il convegno la relazione di GianPaolo Minnai. Il direttore del dipartimento di Salute mentale di Oristano ha presentato la situazione attraverso i dati raccolti da Onorato Frongia e Leonardo Tondo, associato del dipartimento di psicologia dell’Università di Cagliari che si è invece soffermato molto sulle caratteristiche dei farmaci impiegati per prevenire i rischi suicidari. Stimolatori di serotonina e litio, secondo Tondo molto efficace. Al dirigente del Centro di salute mentale di oristano, Piero Mannu, invece il compito di esaminare le cause scatenenti dei disturbi dell’umore. Sono intervenuti inoltre Giancarlo Nivoli, ordinario di psichiatria dell’Università di Sassari, sulle implicazioni medico legali e i rischi professionali e Luca Pani del Cnr che ha parlato del trattamento dei disturbi dell’umore. Ancora Giulio Perugi dell’Università di Pisa e Bernardo Carpiniello ordinario di psichiatria dell’Università di Cagliari. Hanno partecipato al dibattito Liliana Lorettu, presidente della società italiana di psichiatria forense e Athanasios Koukopulos, direttore del centro Bini.

Dal direttore del dipartimento di Igiene mentale un consiglio per chi sta male. Leonardo Tondo: «I farmaci salvano la vita»  

Giampaolo Minnai, direttore del Centro di igiene mentale di Oristano è l’organizzatore del convegno. Che consiglio darebbe ad un giovane che ha problemi di depressione e non vuole parlarne in famiglia? «Il Centro di salute mentale è sempre aperto ed è gratuito. Si può chiedere un consulto anche senza l’impegnativa del medico. L’accoglienza viene fatta in giornata». In una città come la nostra, molto provinciale e un po’ bigotta, c’è sempre un po’ di vergogna a riconoscere una patologia legata alla mente? «Forse prima. Ora è diverso e lo dimostra il numero delle visite fatte dal Centro di igiene mentale che in un anno sono passate da 1700 a 11000». Chi viene a chieder aiuto? «Dai giovanissimi, al professionista alla casalinga. Non è come prima che veniva solo qualche disadattato sociale»

Leonardo Tondo, (Università di Cagliari) che ieri mattina ha illustrato studi e statistiche sugli stimolanti di serotonina e sull’uso del litio nella prevenzione del suicidio, ha grande fiducia in questi farmaci. Ma a cosa serve il farmaco se non è coadiuvato poi da una buona psicoterapia? «La psicoretapia -spiega Tondo- è utile, il farmaco è fondamentale. Da questo tipo di disturbi è difficile guarire in via definitiva. L’istinto suicidarlo è ricorrente, ogni tanto le ricadute ci sono e in questi casi il farmaco salva la vita». ( a.r. ) 

Cagliari: 7 luglio, Secondo Forum Regionale

Questo secondo forum regionale ha scelto il tema del CSM 24 ore perché ritenuto assolutamente dirimente e perchè è al centro del dibattito attuale; infatti la ASL 8 il 21 maggio ha inaugurato il nuovo Centro di Salute Mentale nel padiglione rosa dell’ex ospedale psichiatrico di Villa Clara e ciò ha scatenato nella stampa locale, favorito anche da interrogazioni parlamentari presentate da alcuni parlamentari sardi, un’aspra polemica sia sull’ubicazione del CSM sia sul fatto che esso fosse destinato a funzionare sulle 24 ore. Il dibattito pubblico che si è sviluppato su giornali e TV è stato caratterizzato più dalla verve polemica che non dalla chiarezza delle argomentazioni. Anche il piano sanitario recentemente approvato è soggetto a interpretazioni diverse; addirittura non è più evidente chi sia pro o contro la legge 180, e soprattutto cosa significhi essere favorevoli o contrari a quella legge. I temi del dibattito denotano una notevole arretratezza: si parla molto della pericolosità del malato di mente e della necessità di contenimento farmacologico e fisico

La locandina (con il contributo grafico di Alice Banfi!)

Il 21 maggio, a Cagliari il primo CSM 24h, 7 su 7

Lettera aperta dell'UNASAM:

Il 21 maggio, in una bellissima giornata di sole, si è inaugurato il primo Centro di Salute Mentale della Sardegna aperto sulle 24 ore e sette giorni su sette. Il Centro è situato all’interno della Cittadella della Salute realizzata nel parco dove fino al 1998 c’era l’Ospedale Psichiatrico di Cagliari. All’inaugurazione c’erano la Ministra Livia Turco, l’Assessore alla Sanità della Regione Sardegna Nerina Dirindin, il Presidente della Regione Sarda Renato Soru, il Direttore Generale della ASL n°8 di Cagliari Dott.Gino Gumirato, la Dirigente del Dipartimento di Salute Mentale della ASL n°8 Dott.ssa Giovanna Del Giudice e tanti altri rappresentanti istituzionali. C’eravamo anche noi familiari e utenti dei servizi di salute mentale di Cagliari e altri centri della Sardegna, tantissimi operatori della salute mentale, numerose associazioni, sindacalisti, cittadini. C’erano anche tanti fotografi e cameramen a dimostrazione che si trattava di evento di grande importanza e interesse collettivo. E infatti lo è. Decine di Associazioni di familiari e utenti della salute mentale (la nostra Organizzazione Nazionale – l’UNASAM – ne conta 160) e migliaia di famiglie da oltre 20 anni sollecitano il Governo Centrale e i Governi Regionali ad impegnarsi affinché su tutto il territorio nazionale siano attivi centri di salute mentale aperti 24 ore su 24 con alcuni posti letto (per le necessità del territorio ed evitare per quanto possibile il ricorso ai ricoveri ospedalieri), sul modello già sperimentato in Italia. In Sardegna, 20 anni fa, presentammo una petizione popolare sostenuta da oltre 12 mila firme che richiedeva con forza la realizzazione di un sistema di intervento sulla salute mentale che ponesse al centro la persona e i suoi bisogni, partendo, appunto, dalla realizzazione dei centri di salute mentale sulle 24 ore. Ecco, in una giornata storica per la salute mentale, il maggior quotidiano della Regione, l’Unione Sarda, invia un giornalista, in “missione speciale”, a Sassari ad intervistare la Prof.ssa Liliana Lorettu (aperta oppositrice del processo di cambiamento avviato sulla salute mentale) e titola l’intervista “I neo manicomi: “Scelta illegale”.  Mentre vi invitiamo a leggere l’articolo (che si commenta da solo) noi continueremo instancabili a sostenere questo straordinario processo di trasformazione facendone parte a pieno titolo.

Il 28 marzo alcuni rappresentanti del forum  sono stati ricevuti in audizione dalla 7^ Commissione Sanità del Consiglio Regionale

L'audizione era stata formalmente richiesta dopo il primo forum sardo tenutosi a Nuoro il 2 marzo. Durante l'audizione è stata esposta la posizione del forum sui servizi di salute mentale della Sardegna ed in particolare sul piano regionale approvato il 19 gennaio; quindi sono state schematicamente delineate le caratteristiche del Centro di Salute Mentale sulle 24 ore; infine è stato chiesto: a. certezza del finanziamento per l'attuazione del piano; b. istituzione di un servizio regionale per il monitoraggio della qualità dei servizi; c. la rapida approvazione del piano regionale dei servizi sociali dove la salute mentale deve trovare una collocazione dedicata. Su richiesta di alcuni componenti della commissione sono stati successivamente approfonditi i seguenti argomenti: 1. la grave problematicità del settore della  neuropsichiatria infantile; 2. le cause per cui in psichiatria, a differenza delle altre discipline mediche, l'ideologia svolge un ruolo importante.

All'inizio dell'audizione è stato depositato in Commissione Sanità il documento allegato

Il 25 marzo è stato inaugurato il nuovo SPDC dell'ospedale S. Francesco di Nuoro

Progettato in collaborazione con l'architetto Alberto Lisci costituisce il primo segnale forte di come è possibile apportare profonde modificazioni nei servizi di salute mentale, in linea con la politica dell'Assessore Regionale impegnata nella riqualificazione dei luoghi della salute mentale, consapevole dell'importanza fondamentale che svolge il tipo di luogo dove opera il servizio sull'intero processo terapeutico abilitativo (non solo la libertà ma anche il bello è terapeutico!). Abbiamo sempre denunciato il degrado dei luoghi dove siamo stati spesso costretti a lavorare, degrado che, inevitabilmente,  si ripercuote  sugli operatori e soprattutto  sugli utenti, finendo per confermare  lo stigma  che trattasi di cittadini di serie B. Consideriamo questo nuovo SPDC il primo passo verso l'attuazione di tutto il piano  regionale e soprattutto dei CSM sulle 24 ore, belli quanto e più del diagnosi e  cura di nuoro.  Dopo il forum regionale del 2 marzo  a  nuoro abbiamo  chiesto  un incontro  all'Assessore,  alla Commissione Sanità  e a  tutti i Direttori Generali per verificare quali passi concreti si stiano compiendo per attuare il piano. Il presidente della 7 Commissione on. N. Pacifico ha convocato il forum per il 28 marzo, anche l'Assessore intende farlo tra breve, quindi  cercheremo di verificare a livello di ogni singola  ASL come si stia  procedendo per l'attuazione del piano. Ogni aderente al forum può segnalare situazioni di particolare gravità che ritiene debbano essere portate all'attenzione della commissione sanità nel corso dell'audizione del 28 marzo. Un caro saluto a tutti, alessandro montisci

Le foto

Il Consiglio Regionale della Sardegna ha approvato il Piano Sanitario Regionale 2006/2008.

Dopo circa 2 anni di discussione e attento dibattito e dopo 23 anni che la Regione mancava di un documento di programmazione sanitaria, alle prime luci dell’alba del 10 gennaio è nato il Piano Sanitario Regionale.

In poco meno di 200 pagine si disegna un articolato percorso d’intervento a partire dalle criticità più evidenti ma anche dalle scommesse che i diritti dei cittadini e le innovazioni possibili pongono ad ogni Regione.

La salute mentale occupa un posto rilevante rappresentando 1 delle 5 priorità assolute della Regione.

Il testo del Piano

Sul Piano approvato la SIP sarda scrive una lettera
Sul Piano approvato dal Consiglio, la SIP (Società Italiana di Psichiatria) della Sardegna, attraverso il suo segretario regionale prof. Liliana Loretu, ha inviato alla segreteria nazionale della SIP una lettera che di seguito pubblichiamo
  • Cari Presidenti,  Cari Colleghi, trovo importante informare la SIP , il Presidente e il CD, sulla situazione della psichiatria in Sardegna.  E’  con molta amarezza che affronto tale argomento

La lettera ha suscitato un vivace dibattito dentro e fuori la SIP, dentro e fuori la Sardegna. Di seguito ed in ordine cronologico il carteggio come ci è pervenuto.

  • Pittalis Antonello, Costa Giovanni, Tarasconi Anna Paola ed altri alla direzione nazionale SIP: E’ giunta a nostra conoscenza una lettera inviata ai Presidenti ed al Consiglio Direttivo Nazionale della Società Italiana di Psichiatria da parte della prof.ssa Liliana Lorettu. Si vuole, innanzitutto, evidenziare l’incompatibilità tra l’esposizione di un pensiero personale e l’attuale ruolo di coordinatore della Sezione Regionale Sardegna della S.I.P. che pone la prof.ssa Lorettu nella condizione di non poter svolgere con oggettività quel ruolo di “super partes” che deve essere proprio del rappresentante dei soci regionali nell’ambito del Consiglio Direttivo Nazionale

  • Salvatore Frongia ai Presidenti SIP ed altri: Il caso, non un dibattito culturale od altro, ha consentito che si venisse a conoscenza del contenuto della lettera firmata “Liliana Lorettu”, spedita in data non precisata ai Direttori ed  al Consiglio Direttivo SIP. Le affermazioni contenute non accettano confutazioni, ma non convincono. Tesi pregnanti vengono sostenute con argomentazioni lievi; la soggettività (“apparenza”) è adottata come metro di verità ed il verosimile, quando non il falso, esibito per vero

  • La SIP nazionale al Ministro della Salute Onorevole Livia Turco: ...la Sua partecipazione al Congresso della Società Italiana di Psichiatria (SIP) lo scorso Ottobre ha rappresentato per noi tutti una testimonianza di significativa attenzione per l’area della sofferenza mentale e per il lavoro dello psichiatra. Osserviamo però, con rammarico, che il Ministero della Salute non ha incluso la Società Italiana di Psichiatria nella partecipazione ai percorsi di ricerca, promozione e tutela della salute mentale, avviati dal Ministero stesso, preparatori alla realizzazione della II° Conferenza Nazionale e alla definizione del Piano Strategico per la Salute Mentale

  • Massimo Rabboni: Desidero associarmi personalmente alle preoccupazioni espresse con lucidità e partecipazione da Liliana Lorettu. Conosco, almeno in qualche misura, anche personalmente la situazione della riabilitazione psichiatrica in Sardegna, e sono testimone dell'impegno e dei risultati pur faticosamente ottenuti negli scorsi anni, con un lavoro che certo non merita di venire stravolto nei suoi presupposti

  • Marcello Nardini: Carissimi, vedo che il dibattito a seguito della lettera di L iliana si sta ravvivando e coinvolge piano piano tutti. Mi auguro veramente che si possa generalizzare all'interno della nostra società

  • Ilio Rossi: Cara Liliana, dopo aver letto la tua lettera sulla situazione della psichiatria in Sardegna, ho pensato che possa essere utile (non per consolarti) farti sapere che anche in alcune AUSL della Regione Emilia Romagna si stanno proponendo cambiamenti in nome del superamento della "autoreferenzialità" dei DSM, della possibilità di offrire ai pazienti la libera scelta del medico, dell'importanza dell'ascolto privilegiato delle famiglie dei pazienti gravi, ecc..

  • Piero Scapicchio : Bene. Fino ad ora registro cinque interventi sulla lettera di Liliana e sono tutti di Professori universitari di Psichiatria!!!. Mi consentirete un moto di piacevole sorpresa

  • Matteo Balestrieri : Cari Colleghi, dopo essere stato un pò indeciso se inseririrmi nei commenti stimolati dalla lettera di L iliana, mi sono deciso a formulare poche righe per ricordare ancora una volta la situazione della psichiatria del Friuli Venezia Giulia, ormai cronicizzata da decenni in una logica assistenziale separata dalla medicina

  • Eugenio Aguglia: Cari Colleghi, nel ricordare che il tema oggi così ampiamente dibattuto era già stato oggetto di discussione allargata in occasione del mandato precedente e che si era allora deciso  di tenere "un basso profilo", nonostante le mie giuste preoccupazioni, concordo sull ' esigenza che la SIP affronti il problema con decisione, anche se sappiamo tutti che è principalmente un problema politico demandato alla gestione delle singole Regioni ed in particolare del singolo Assessore regionale alla sanità, come è nel caso della Sardegna; in tal senso ho qualche dubbio che la Conferenza nazionale sulla salute mentale possa portare a soluzioni condivisibili

  • Matteo Balestrieri: Cari Colleghi, devo essere stato frainteso. Me ne dispiace, non era certo il mio obiettivo fare l ' elenco delle differenze tra la Clinica di Trieste e di Udine. Per motivi storici e amministrativi le due entità non sono paragonabili

  • Alba Corona: Cara Liliana, per accidentate vie ho letto la lettera da te inviata  ai colleghi della S.I.P.. La nostra retrodatata conoscenza  mi permette di fare alcune considerazioni da persona del “tutto innocente”, promossa da ormai troppo tempo per poter essere annoverata nella lista dei sospetti. Sono arrivata quasi al termine della carriera praticata, che gran fortuna, senza dovermi sottoporre a faticosi esercizi ginnici o di altro tipo per salire sui diversi carri di passaggio. D’altronde, come sai, il fisico non me lo avrebbe consentito

Incontro del Forum Regionale Sardo ad Oristano, 11 dicembre 2006 

Il Forum Sardo Salute Mentale ha discusso attentamente la situazione attuale, ed i partecipanti, operatori di tutte le qualifiche professionali e familiari, provenienti da tutta la regione, hanno sentito l’eccezionalità del momento attuale in cui si trovano coinvolti ed artefici del profondo processo di trasformazione in atto finalizzato allo sviluppo coerente di servizi di salute mentale comunitari in Sardegna.

Il piano sanitario regionale, che il 20 dicembre approderà, finalmente, in Consiglio Regionale per la sua definitiva approvazione, è fortemente innovativo perché centrato sui diritti, sulla persona, sull’inclusione sociale e delinea un’organizzazione del Dipartimento di Salute Mentale basata sul Centro di Salute Mentale sulle 24 ore capace di accoglienza diurna e notturna, che supera completamente l’attuale concezione ambulatoriale del CSM. Altrettanto importante la valorizzazione delle associazioni dei familiari e della cooperazione sociale finalizzata a favorire il protagonismo degli utenti e dei familiari ed a sviluppare l’impresa sociale. Sulla base di tali considerazioni, nel mese di novembre, è stata inviata una lettera aperta all’Assessore Regionale alla Sanità a firma del forum e di altre 15 organizzazioni, che si trova di seguito.

Nella riunione di Oristano, inoltre, è stato letto e discusso il documento scritto da Daniele Pulino: “Istituzioni Psichiatriche e Diritti. Il punto di partenza”, che all’unanimità si è deciso di utilizzare come documento base del forum sardo. Successivamente si è preso atto delle dimissioni irrevocabili di Pasquale Alfano ed è stato nominato nuovo portavoce del forum sardo Alessandro Montisci.

Dal punto di vista organizzativo il forum sardo ha attivato una segreteria (forumsardosegreteria@yahoo.it) cui inviare tutte le notizie riguardanti le “buone pratiche” e le denuncie sulle “cattive pratiche” che saranno girate via e-mail a tutti i componenti della lista, con l’obiettivo di promuovere la diffusione e lo scambio delle varie esperienze e di poter continuamente migliorare la nostra operatività. Il prossimo anno sarà particolarmente impegnativo per l’attuazione omogenea del piano su tutto il territorio regionale ed il forum si propone di essere un importante punto di riferimento sia per gli operatori che per gli amministratori.

La Lettera Aperta del Comitato Sardo per la Salute Mentale
  • All’Assessore Regionale alla Sanità della Regione Sardegna Prof.ssa Nerina Dirindin

  • Al Presidente della Commissione Diritti Civili del Consiglio Regionale della Sardegna

  • Al Presidente della Commissione Sanità del Consiglio Regionale della Sardegna

  • Ai Direttori Generali delle AA.SS.LL. della Sardegna 

  • Agli Organi di Stampa e Informazione

In qualità di rappresentanti delle scriventi Associazioni e Organizzazioni, ci preme dare il nostro contributo al dibattito aperto sulle questioni della sanità, e, in particolare, della salute mentale

Forum Salute Mentale Sardegna: Cagliari, 10 gennaio 2006

  • Nel 2003 è stato costituito il Forum Salute Mentale Nazionale finalizzato a perseguire gli obiettivi presenti nel documento programmatico (vedi sito internet). Successivamente si sono costituiti in quasi tutte le regioni i Forum Salute Mentale Regionali. In Sardegna ciò è avvenuto durante l’iniziativa pubblica tenutasi a Cagliari nel maggio 2004 con la partecipazione di Giovanna del Giudice, portavoce nazionale del Forum. In pratica, però, il Forum Salute Mentale Sardegna finora non ha svolto un’azione capillare finalizzata a svolgere un ruolo significativo nel campo delle politiche di Salute Mentale. Oggi la nostra regione, grazie ad una precisa volontà politica, è un laboratorio d’importanza nazionale per quanto riguarda lo sviluppo di servizi di salute mentale comunitari. Con l’approvazione del piano sanitario regionale, attualmente in commissione sanità del consiglio regionale, cui il Forum ha già fatto formale richiesta di audizione, ci sarà un forte impulso a questo processo. In un momento così cruciale si ritiene che il Forum Regionale possa e debba essere un protagonista importante in questo processo di radicale trasformazione dei servizi di salute mentale; perciò s’invitano gli operatori regionali impegnati nel campo della salute mentale e tutti coloro che condividono gli obiettivi del Forum, a partecipare numerosi alla giornata regionale che si terrà il 20 Gennaio ad Oristano con il seguente o.d.g.:Discussione obiettivi del Forum salute mentale nazionale calati nella realtà regionale; Scelta del gruppo organizzativo di supporto; Partecipazione alle giornate nazionali del Forum Salute Mentale nei giorni 2, 3, 4 febbraio a Milano.

  • Il 20/01/2006 si è tenuta ad Oristano, nella sede della Camera del Lavoro Territoriale (CGIL) la prima assemblea regionale del Forum Salute Mentale Sardo. I partecipanti, quasi trenta, erano prevalentemente operatori dei Servizi di Salute Mentale delle ASL, alcuni specializzandi dell’Università di Cagliari, più alcuni familiari e rappresentanti di associazioni di familiari. In considerazione del fatto che la convocazione è avvenuta con poco anticipo, che non è apparsa nel sito internet e che non è stata neppure inviata l’e-mail agli aderenti regionali, la partecipazione è stata buona. Pasquale Alfano, portavoce regionale, ha aperto i lavori ribadendo il contenuto della lettera di convocazione: l’intenzione di rilanciare un’azione capillare del Forum nelle situazioni locali e quella di far diventare il Forum un significativo interlocutore, nel campo delle politiche di salute mentale, sia a livello delle singole ASL sia a livello regionale

Notizie dalla Sardegna:
Con recenti deliberazioni, la Giunta Regionale ha revocato le deliberazioni precedenti sull'istituzione dell'Ospedale Psichiatrico ed ha istituito la Commissione Regionale sulla Salute Mentale
  • OGGETTO: “Revoca delle disposizioni contenute nelle deliberazioni n. 21/34 n. 21/36 del 16.7.2003 e n. 24/41 del 27.5.2004 per le parti riguardanti i finanziamenti a favore dell’Azienda Usl n. 8 per la costruzione di una struttura per la cura e la custodia giudiziaria dei malati psichiatrici. Revoca della deliberazione 21/37 del 16.7.2003 riguardante l’approvazione del Protocollo di intesa tra Ministero di Grazia e Giustizia e Regione Sardegna per l’assistenza sanitaria a soggetti affetti da patologie psichiatriche e sottoposti a misure di sicurezza. Costituzione di una Commissione tecnica.”
  • OGGETTO: “Costituzione della Commissione regionale per la salute mentale” .. L’Assessore dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza Sociale riferisce che nell’ambito dei servizi e degli interventi per la salute mentale si è verificato nella maggioranza delle regioni un cambiamento profondo e radicale, riferibile sia agli assetti organizzativi dei servizi sempre più orientati verso pratiche a centralità territoriali e il superamento di situazioni istituzionalizzanti, sia alle forme di collaborazione stabilite con i servizi sociali e con le associazioni dei familiari e degli utenti riconoscendone il ruolo attivo ed il valore fondamentale come risorsa di cura

 

Dal Coord. Sardo delle Associazioni dei Familiari e degli Utenti dei servizi di salute mentale

(A.S.A.R.P. – A.F.A.R.P. – A.R.A.P. – IL GUADO – A.S.P. – A.P.PRO.DI - FIORI DI LUNA)

Il 22 dicembre scorso, si è tenuto presso l’Assessorato Regionale alla Sanità il primo incontro della Commissione regionale per la salute mentale.

  • La Commissione è stata costituita con delibera della Giunta Regionale su proposta dell’Assessore alla Sanità  Dott.ssa Nerina Dirindin e ha compiti di “consulenza generale e sarà di supporto all’Assessorato alla Sanità nella programmazione e nella valutazione delle attività relative alla salute mentale”
La lettera inviata ai Direttori Generali ed ai Dipartimenti di Salute Mentale:
  • Portiamo a conoscenza delle SS.LL. che, il 16 settembre u.s., il Coordinamento ha avuto un primo incontro con l’Assessore Regionale alla Sanità Dott.ssa Nerina Dirindin allo scopo di avviare un confronto sulle questioni della salute mentale. Al fine di promuovere le condizioni per un confronto tra i Dipartimenti di Salute Mentale e le Associazioni impegnate nei diversi territori della Regione,  riportiamo qui di seguito le richieste avanzate all’Assessore Dirindin

 

Nella discussione che è seguita all'incontro lucchese, a Cagliari tra i soci fondatori del forum sardo ho evidenziato i punti salienti emersi durante l'assemblea:
  1. si é convenuto che l'uso della contenzione, come tutti i comportamenti lesivi dell'integrità e dignità della persona, vanno combattuti attraverso, prima, una precisa conoscenza degli strumenti legislativi che salvaguardano i diritti civili della gente; si è quindi pensato di cercare un'integrazione con il tribunale del malato e con figure giuridiche disposte a collaborare; 

  2. riguardo l' "operazione Ussana" l'ASARP ha ottenuto che in assessorato si sia deciso di indagare sugli atti che hanno portato alla stesura del progetto sulla struttura per gli ospiti sardi degli O.P.G. nazionali; 

  3. la stretta integrazione col sociale, ad iniziare dai Comuni e dalle istituzioni pubbliche, ma anche le associazioni, cooperative, sindacati, nella organizzazione e realizzazione degli interventi ri-abilitativi é un obiettivo molto condiviso: si pensa di  coinvolgere, attraverso l'adesione al Forum, più persone possibile all'interno delle varie realtà sociali e istituzionali; 

  4. l'apertura continuativa dei C.S.M. può avvenire da noi attraverso la realizzazione di un progetto sperimentale in una realtà territoriale, anche periferica rispetto alla città: le resistente e la diffidenza sono, infatti, troppe

In conclusione abbiamo stabilito di chiedere un incontro con i nuovi amministratori regionali per la presentazione e discussione delle istanze dei Forum Sardo e Nazionale.

Grazie e a presto,  Aldo Lotta

Dalle associazioni di familiari e utenti:
  • Cari amici, anche in Sardegna qualcosa si sta muovendo; le iniziative dell’ASARP, l’associazione di familiari e utenti “per l’attuazione della riforma psichiatrica” guidata da Gisella Trincas, sono numerose ed efficaci: l’ultima è stata la rappresentazione di uno spettacolo teatrale ..... Il successo è stato entusiasmante, con ricadute importanti sul piano della prevenzione, della lotta allo stigma e, anche, per l’aspetto economico, del perseguimento del progetto dell  ASARP, la realizzazione di una nuova casa famiglia e di gruppi appartamento. Gli sforzi dell’ASARP sono ora sostenuti e condivisi dall’associazione culturale-sportiva Il Gabbiano, formata anch’essa, oltre che da comuni cittadini, da utenti dei servizi pubblici e loro familiari

  • Si è costituito a Nuoro, il 20 aprile scorso, il Coordinamento Regionale delle Associazioni dei familiari e degli utenti dei servizi di salute mentale. Le Associazioni aderenti sono l'ASARP, L'AFARP, L'ARAP, IL GUADO, L'ASP, APPRODI. Scopo dell'iniziativa:

  1. unire le forze e gli intenti per il raggiungimento in Sardegna del pieno riconoscimento dei diritti delle persone con disturbo mentale  

  2. promuovere iniziatie culturali finalizzate al superamento dello stigma e dei pregiudizi  

  3. promuovere attività di sensibilizzzione della collettività al fine di renderla più attiva, consapevole e disponibile verso le persone in stato di bisogno  

  4. promuovere attività che contrastino ogni forma di emarginazione sociale ....

  • L'Ufficio del Coordinamento si appoggia alla sede dell'A.S.A.R.P. (tel.070/8630382)

  • Il Portavoce del Coordinamento è Gisella Trincas Presidente dell'ASARP.
Gli incontri:

L'Associazione Sarda per l'attuazione della Riforma Psichiatrica,la Fondazione Solidarietà e Diritti Luca Raggio, l'Associazione Culturale e Sportiva Il Gabbiano hanno promosso l'incontro pubblico:

GUARIRE SI PUO’ - domande sulla salute mentale e su quanto ciascuno di noi può e deve fare (Cagliari, 28 maggio 2004)

Nel corso dell' incontro, con la presenza di Giovanna Del Giudice, si è costituito il Forum Regionale: il 03/06/04 c'è stata la presentazione ufficiale attraverso una conferenza stampa e sono stati comunicati i 10 punti fondamentali che il forum intende proporre all'attenzione dell'opinione pubblica e dei politici che il 12  giugno verranno eletti a governare la nostra regione.

In attesa di ulteriori sviluppi ecco il documento scaturito dall'incontro pubblico, evento molto intenso e ricco di contributi sia affettivi che concreti:  

  • In definitiva, ciò che vorremmo fosse difeso con forza è il principio del  “prendersi cura” e non del “custodire” nei confronti di chi è affetto da malattia mentale, con la garanzia della effettiva salvaguardia dei suoi diritti di cittadinanza: compreso quello di poter trascorrere i tempi e gli spazi della cura a contatto e in integrazione col proprio abituale ambiente di vita