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REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA Assessorato dell’Igiene e Sanità
e dell’Assistenza Sociale PROPOSTA DI DELIBERAZIONE
OGGETTO: “Revoca
delle disposizioni contenute nelle deliberazioni n. 21/34 n. 21/36 del
16.7.2003 e n. 24/41 del 27.5.2004 per le parti riguardanti i
finanziamenti a favore dell’Azienda Usl n. 8 per la costruzione di una
struttura per la cura e la custodia giudiziaria dei malati psichiatrici.
Revoca della deliberazione 21/37 del 16.7.2003 riguardante
l’approvazione del Protocollo di intesa tra Ministero di Grazia e
Giustizia e Regione Sardegna per l’assistenza sanitaria a soggetti
affetti da patologie psichiatriche e sottoposti a misure di sicurezza.
Costituzione di una Commissione tecnica.” L’Assessore
dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza Sociale riferisce che la
Giunta regionale, nella trascorsa legislatura, ha previsto la
costruzione nel territorio di Ussana di una struttura per la custodia
giudiziaria dei malati psichiatrici. La Giunta regionale ha
assunto tale decisione con diversi provvedimenti che hanno riguardato,
prevalentemente, gli aspetti connessi al finanziamento, alla
localizzazione e alla costruzione del fabbricato, ma non la
programmazione dei servizi psichiatrici nel loro complesso. Con una prima deliberazione
del 16.7.2003 n. 21/34 ha approvato il finanziamento pari a €
1.865.972,69 a favore dell’Azienda Usl n.8 per il completamento delle
opere di edilizia, impiantistica e arredi relativi alla Casa famiglia
situata in località Genn’e Murdegu, comune di Capoterra, prevedendone
la destinazione a struttura per la cura e custodia giudiziaria dei
malati psichiatrici. Con successiva deliberazione
n. 21/36, assunta nella stessa data, la Giunta regionale ha destinato
alla ristrutturazione e all’ampliamento della stessa struttura un
ulteriore finanziamento pari a € 1.634.027,31. Tali fondi erano
originariamente destinati all’acquisto di un immobile da adibire a
Casa famiglia nel comune di Quartu S’Elena, come stabilito nei
programmi straordinari di investimenti ex art.20 Legge n.67/1988
relativi al triennio 2001-2003. Nel medesimo giorno
(16.7.2003) è stata assunta una terza deliberazione della Giunta
(21/37) riguardante l’approvazione del Protocollo di intesa tra
Ministero di Grazia e Giustizia e Regione Sardegna per l’assistenza
sanitaria a soggetti affetti da patologie psichiatriche e sottoposti a
misure di sicurezza. Con nota n. 25419 del 14
aprile 2004 il Direttore generale dell’Azienda Usl n.8 ha comunicato
l’indisponibilità del Comune di Capoterra ad ospitare la struttura
per la custodia giudiziaria dei malati psichiatrici e ha riferito della
disponibilità, invece, del Comune di Ussana (delibera della Giunta
municipale n. 37 del 20.2.2004), ad accogliere nel proprio territorio la
struttura in oggetto. Nella stessa nota il
Direttore generale dell’Azienda Usl n.8 evidenziava la necessità di
uno stanziamento aggiuntivo, rispetto a € 3.500.000, 00 già concessi,
pari a € 1.000.000, 00 per la realizzazione delle opere di edilizia,
di impiantistica e di arredi. La Giunta regionale con
deliberazione del 27.5.2004 n. 24/41 ha approvato la modifica di
localizzazione della struttura psichiatrica, dal territorio del Comune
di Capoterra al territorio del Comune di Ussana, e ha concesso lo
stanziamento aggiuntivo richiesto pari a € 1.000.000, 00. In data 30 giugno 2004, in
esecuzione della delibera della Giunta regionale n. 21/37 sopra
richiamata, il Direttore generale facente funzioni ha sottoscritto il
protocollo d’intesa con il Ministero di Grazia e Giustizia. Per quanto riguarda lo stato
di attuazione dell’opera, risulta che l’Asl n. 8 non ha trasmesso il
progetto esecutivo all’esame del Comitato tecnico amministrativo
provinciale presso l’Assessorato ai Lavori Pubblici e al Comitato
tecnico regionale sanitario (CTRS). Tutto ciò premesso,
l’Assessore dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza Sociale, dopo
un attento esame dei provvedimenti assunti, non ravvisa la necessità di
procedere alla costruzione di una struttura volta alla custodia
giudiziaria dei malati psichiatrici, ritenendo, invece, come ribadito
nel Progetto obiettivo nazionale “Tutela della salute mentale
1998-2000” che sia necessario evitare ogni situazioni di
istituzionalizzazione, quale quella rappresentata “dalla realtà degli
ospedali psichiatrici giudiziari”. Evidenzia, inoltre, come la
recente sentenza della Corte Costituzionale, n. 253 del 18 luglio 2003,
che consente al giudice, in luogo del ricovero in ospedale psichiatrico
giudiziario del sofferente mentale che abbia compiuto un reato, di
adottare diverse misure tra le quali l’inserimento in comunità
psichiatrica, abbia consolidato le scelte di numerose regioni di
procedere al superamento degli OPG localizzati nel proprio territorio
prevedendo, in alternativa, comunità caratterizzate da forme di terapia
e cura più intense, prive di custodia giudiziaria. In questa ottica numerose
regioni hanno presentato una proposta di legge nazionale per modificare
le disposizioni del codice penale al fine di consolidare l’avvio di
esperienze alternative all’OPG.
La proposta prevede la chiusura
degli attuali OPG e l’istituzione in ciascuna regione di istituti di
dimensione massima di 30 posti gestiti da personale sanitario, con
obbligo di soggiorno e finalità terapeutiche. Un’indagine condotta nel
2002 dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero
Grazia e Giustizia ha evidenziato che la custodia giudiziaria può
essere giustificata per un numero ridotto di casi in tutta Italia: circa
il 20% dei ricoverati in OPG ha commesso reati minori con pene inferiori
ai due anni e presenta indici di pericolosità praticamente inesistenti,
circa il 30% per reati contro la proprietà, alcuni per reati come
falsificazione di moneta, falsa testimonianza, calunnie, prostituzione,
atti osceni, mendicità. Attualmente gli Ospedali
Psichiatrici Giudiziari presenti in Italia sono sei: Reggio Emilia,
Castiglione delle Stiviere (femminile), Montelupo Fiorentino, Napoli,
Aversa, Barcellona Pozzo di Gotto. La Magistratura, in collaborazione
con i servizi psichiatrici competenti per territorio, tende a
privilegiare l’aspetto riabilitativo rispetto alla misura carceraria,
evitando per quanto possibile l’invio in OPG e privilegiando forme di
cura e custodia alternative. Ciò ha determinato una netta
diminuzione della popolazione ricoverata: gli OPG accolgono attualmente
una popolazione di poco più di 1.250 persone (di cui circa 80 donne)
con un incremento in questi ultimi anni (nel 1998 erano 977); sul finire
degli anni Ottanta erano 1.600 i soggetti ricoverati, più di 2000 negli
anni Settanta. I pazienti nati in Sardegna e
ricoverati in queste strutture sono 74 e a molti di essi, pur avendo
concluso il prescritto periodo di detenzione e cura, sono rinnovate le
misure di sicurezza per l’assenza di strutture di appoggio che possono
favorirne il rientro e il reinserimento sociale. L’Assessore ritiene che a
queste esigenze si debba dare risposta evitando ulteriori forme di
detenzione e propone:
la revoca delle disposizioni contenute nella deliberazione n.
21/34 assunta il 16.7.2003 per le parti riguardanti il finanziamento a
favore dell’Azienda Usl n. 8 per il completamento delle opere di
edilizia, impiantistica e arredi relativi alla Casa famiglia situata in
località Genn’e Murdegu;
la revoca delle disposizioni contenute nella deliberazione n.
21/36, assunta nella stessa data, per le parti riguardanti il
finanziamento della ristrutturazione e dell’ampliamento della stessa
struttura;
la revoca delle disposizioni contenute nella deliberazione n.
24/41 del 27.5.2004 relativamente allo stanziamento aggiuntivo previsto
per il completamento delle opere di edilizia, impiantistica e di arredi
della struttura in oggetto e la localizzazione della struttura
psichiatrica;
la revoca della deliberazione della Giunta 21/37 del 16.7.2003
riguardante l’approvazione del Protocollo di intesa tra Ministero di
Grazia e Giustizia e Regione Sardegna per l’assistenza sanitaria a
soggetti affetti da patologie psichiatriche e sottoposti a misure di
sicurezza;
la costituzione di una commissione tecnica composta da operatori
ed esperti nel campo dell’organizzazione dei servizi preposti alla
tutela della salute mentale che dovrà formulare proposte per la cura e
riabilitazione di soggetti sottoposti a provvedimenti dell’autorità
giudiziaria. La
Giunta condividendo la proposta dell’Assessore e constatato che il
Direttore generale ha espresso parere favorevole di legittimità sulla
proposta in esame DELIBERA in conformità a quanto proposto dall’Assessore dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza sociale.
REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA Assessorato dell’Igiene e Sanità
e dell’Assistenza Sociale ESPRESSIONE DI PARERE DI
LEGITTIMITA’
(Deliberazione
G.R. 43/1 del 30/11/1999) OGGETTO:
Proposta di deliberazione concernente: “Revoca
delle disposizioni contenute nelle deliberazioni n. 21/34 n. 21/36 del
16.7.2003 e n. 24/41 del 27.5.2004 per le parti riguardanti i
finanziamenti a favore dell’Azienda Usl n. 8 per la costruzione di una
struttura per la cura e la custodia giudiziaria dei malati psichiatrici.
Revoca della deliberazione 21/37 del 16.7.2003 riguardante
l’approvazione del Protocollo di intesa tra Ministero di Grazia e
Giustizia e Regione Sardegna per l’assistenza sanitaria a soggetti
affetti da patologie psichiatriche e sottoposti a misure di sicurezza.
Costituzione di una Commissione tecnica.” Predisposta dal Servizio dell’Assistenza socio-sanitaria
Il Direttore del Servizio
Dr.
Remo Siza Il sottoscritto Direttore Generale, verificata la legittimità della proposta più sopra indicata, esprime parere favorevole per l’inoltro della stessa alla Presidenza della Giunta, ai fini dell’inserimento nell’Ordine del giorno. Cagliari, lì ______________ Il Direttore Generale
- Dr.
Mariano Girau -
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