Forum Puglia

Una delegazione per la modifica urgente della delibera

Al Presidente N. Vendola e componenti Giunta Regionale 

Oggetto: 4 settembre 2008 in Presidenza della Regione contro la delibera di G.R. 1170 del 1 luglio 2008 e altre connesse:Richiesta di urgente riscontro.

Informiamo che stante la gravissima situazione determinatasi con la delibera di G.R. nr. 1170 del 1 luglio 2008,adottata in spregio di quanto più volte segnalato e denunciato da chi vive sulla propria pelle la sofferenza "psichiatrica",quale attacco di fatto alle persone con problemi di salute mentale e alle loro famiglie,nonchè ai principi ispiratori della legge 180 e alla tutela dei diritti connessi, il 4 settembre 2008 alle ore 11.00, una delegazione di cittadini e pazienti ,di associazioni, si recherà presso la Presidenza della Regione Puglia, lungomare N.Sauro in Bari, per incontrare il Presidente Vendola e la Giunta regionale e sollecitare: 

  •  la modifica urgente della delibera in oggetto, con emendamenti di cui si riporta proposta in allegato; 

  •  l'attivazione di una collaborazione effettiva,a tutti i livelli,regionale e locale,che non sia mera consultazione,ovvero preveda l'obbligatorietà   della "Valutazione civica dei servizi ",ovvero da parte delle Associazioni e dei cittadini interessati, insieme al "Parere preventivo  obbligatorio non vincolante" delle Associazioni interessate,prima dell'adozione di atti e provvedimenti inerenti i servizi pubblici , direttamente gestiti o in appalto, con conseguenti sanzioni sui soggetti responsabili di omissioni        e l'annullamento degli atti  adottati in  assenza o carenza del parere.

                        Si resta in attesa di riscontro urgente,salutando

  • Associazione "Altre Ragioni" - Bari:Ezio Catacchio: eziocat@insicuri.net

  • C.A.SA.M.P.-Coordinamento Associazioni Salute Mentale Puglia:Rosa Stano: rosastano@libero.it

  • Medicina Democratica-Movimento di lotta per la salute e Cittadinanzattiva Puglia: Tonino d'Angelo: toninodangelo@libero.it

delibera regionale 1170, 01.07.2008: passa il "vuoto per pieno"
Il Quotidiano di Bari, 15.07.2008

Politica e psichiatria: chi sono i veri pazzi? - di Francesco De Martino

Dopo un dibattito durato mesi e favorito solo dal Quotidiano di Bari passa l’ormai famosa delibera “vuoto per pieno” in merito alla riabilitazione psichiatrica. Passa in sordina, come afferma la CGIL, senza un vero dibattito e soprattutto un confronto con la CGIL stessa, con le associazioni che in questi mesi l’hanno criticata, etc. Ci chiediamo: cosa davvero succede in Regione Puglia che permette prassi a dir poco discutibili, che ostacola qualsiasi possibilità anche solo di confronto e che determina tante critiche e proteste? E ancora: che faranno ora le realtà che si sono dette più volte decisamente contrarie alla delibera? Pubblichiamo, a tal proposito, una lettera che ci è pervenuta dall’Associazione “Altre Ragioni”.

Associazione “Altre Ragioni”: Ascolta, piccolo o grande uomo di potere!

Ascolta, piccolo o grande uomo di potere. Ascolta perché so che tu sei pazzo almeno come me ma ancora non sai di esserlo. Ogni tanto cambio idea. A volte mi credo Dio e combatto il Diavolo, altre volte combatto in Cina e sento le voci che mi dicono di andare. Poi mi passa, cambio idea,  penso ad altro e faccio altre cose. Ma anche tu piccolo o grande uomo di potere, fai come me. L’ho visto e non puoi negare la verità. L’ho visto con la delibera “vuoto per pieno” della Regione Puglia con la quale ora vuoi farmi rinchiudere nei manicomi. Ti faccio qualche esempio. Un giorno, poco tempo fa, una responsabile CGIL della funzione pubblica dice e scrive alla stampa quanto segue: “… la CGIL continuerà a rivendicare in tutte le sedi necessarie e con tutte le modalità a disposizione che la salute mentale non può essere merce, che va ridimensionato il monopolio che le strutture private hanno assunto da troppi anni nella riabilitazione psichiatrica e che gli emendamenti proposti non sono accettabili. …” . Un altro giorno, solo dopo due mesi, quella stessa persona dice e scrive che la  “… recente approvazione, fatta in sordina il 3 luglio, e contro la quale abbiamo agito il nostro dissenso, della delibera di Giunta riguardante gli accreditamenti, mostra che il primato non lo si vuole riportare nel servizio pubblico”. In sintesi, dopo due mesi, quella responsabile CGIL della funzione pubblica ha parlato e scritto come se il problema fosse solo quello degli accreditamenti. Ha presentato così una microscopica nota di disappunto rispetto ad un piano che comunque accetta. Ma la stessa cosa hanno fatto una persona di psichiatria democratica pugliese e consiglieri della Regione Puglia, per non parlare di un dottore che un giorno dice e scrive di volere  “luoghi aperti” ed un altro di volere i manicomi del “vuoto per pieno” o, per finire con un assurdo per me incomprensibile, di un personaggio politico che circa 30 anni fa aveva le mie attuali idee ed oggi, al contrario, avalla l’uso dei manicomi. Allora hai visto piccolo o grande uomo di potere che questa volta ho ragione io? Hai visto che cambi idea più spesso e più contraddittoriamente di me e quindi sei pazzo come il sottoscritto o forse anche di più? Io le sento le voci e alcune volte non le capisco. Ma tu piccolo o grande uomo di potere, che voci ascolti che ti creano tanta confusione? Ne possiamo parlare insieme se non mi rinchiudi in un manicomio con quella delibera! E allora, perché non vuoi ascoltarmi?  Forse posso aiutarti a capire la mia situazione, se è proprio questo ciò che vuoi, ma non sono tanto matto da aiutarti a farmi rinchiudere in un manicomio! Peraltro, piccolo o grande uomo di potere, lo so che non ci credi ancora ma forse posso aiutare non solo te ma persino i tuoi figli e i tuoi nipoti. La riabilitativa che tu vuoi è un posto brutto dove finiscono i pazzi che un giorno nella vita non ce la fanno più. Lì finiscono di vivere. Finiscono con tante pillole perché non possono più cambiare idea (come invece tu puoi ancora). E se ogni tanto continuano a cambiarla li mandano in posti ancora più brutti dove li legano al letto. E se le cose dovessero continuare così come tu vuoi, prima o poi faranno passare di nuovo le scariche elettriche nelle nostre teste. Piccolo o grande uomo di potere, può succedere anche a te di non farcela più in un determinato momento.  Molti psichiatri dicono che sempre più uomini sono malati e vogliono tanti manicomi come quelli che tu ora vuoi far aprire. Gli psichiatri hanno legato al letto poco tempo fa a Bari una povera donna sola di 80 anni che è morta. E tu non sai a 80 anni come sarai, che ti succederà! Gli psichiatri dicono che tanti bambini sono malati. E tu non sai se avrai tempo per tuo figlio. E un giorno tuo figlio potrebbe arrabbiarsi così tanto per questo da non riuscire più a dirtelo, da non riuscire più a parlare con te; diranno che è pazzo e sarebbero capaci di rinchiuderlo in un manicomio e lì anche legarlo. Ascolta,  piccolo o grande uomo di potere. Ascolta un pazzo che non è più pazzo di te. Non fare i manicomi! I manicomi fanno troppo male! Lì un giorno potrei incontrare te, tuo figlio o tuo nipote. Diventa pazzo di nuovo e cambia idea sulla delibera. Libera la tua mente da idee stupide, da idee sbagliate e simili a quelle che alcuni decenni fa consideravano l’omosessualità una “malattia mentale”! Ricorda queste parole di Albert Einstein: “... due cose sono infinite: l'universo e la stupidità degli uomini”. Ricorda che il vero progresso e le vere liberazioni da questa o quella forma di oppressione nascono nella lotta contro la stupidità  degli uomini. Quell’idiozia che, fra le tante schifezze, ha partorito i manicomi!

Politica e psichiatria in Puglia: il nulla osta ai nuovi manicomi!!!

Grazie Dio Vendola (governatore della Regione, futuro portabandiera di questa sinistra italiana, uno e trino) per aver dato il nulla osta al consolidamento delle logiche manicomiali ed al rafforzamento delle strutture che le gestiscono. Ora il governatore potrà vantarsi, così come si vanta di aver 30 anni fa contribuito alla chiusura dei manicomi, di aver contribuito in maniera decisa, senza esitazioni, alla loro riapertura.  

Il primo luglio 2008, con 40° all’ombra, passa in Regione la scandalosa e tristemente famosa delibera “vuoto per pieno” (delibera 1170, 01.07.2008). Delibera che consoliderà una gestione tutta privata delle problematiche sulla salute mentale, una gestione che non lascia spazio alle famiglie e quantomeno agli utenti, ai percorsi autogestiti sbandierati dalla giunta vendola e dai suoi consulenti quali il dott. Rocco Canosa, una gestione che negli anni ha consolidato solo profitti e cronicizzazioni. Delibera che regala alle strutture contratti a convenzione, e non a prestazione, impossibili da scardinare per i prossimi 30 anni, indipendentemente da qualsiasi valutazione in merito alla gestione, alla qualità delle prestazioni e ai risultati. Gli utenti trattati come macchine da far arrugginire e il fatturato il nuovo criterio di accreditamento (gli enti gestori stanno infatti pensando di esportare i loro manicomi in Cina, dove la manodopera costa di meno e il fatturato aumenterebbe; sempre ovviamente con utenti pugliesi, tanto per loro non cambierebbe: parcheggiati su un divano in una città che non riconoscono più o parcheggiati su un divano in cina cosa c’è di diverso?). Nelle strutture, probabilmente, si starà festeggiando: solito cocktail di champagne per i manager ed ennesimo cocktail di farmaci per gli utenti. Grazie a questa giunta abbiamo fatto un salto indietro nella storia di 50 anni: sono state espulse le figure non sanitarie dai vari servizi riportando le problematiche sulla salute mentale a mera questione biologica e medica e sono state rafforzate tutte le logiche manicomiali per i prossimi 30 anni. Il tutto in Regione, ovviamente, con le solite manovre occulte di corridoio tipiche del peggior sud. Tutti quelli interpellati fino a questo momento sulla delibera non parlano o, ancora peggio, non sanno che è passata. Tutti: da esponenti della classe politica, a sindacati, etc., fino al punto che ci viene il dubbio che sia una nostra fantasia (e chiediamo umilmente: è vero? è possibile che nessuno sappia? e nel caso: come è possibile questa cosa?). Ai pochi rappresentanti di questa classe politica dirigente che hanno dichiarato, anche se timidamente, il loro dissenso (comunicato del 13.03.2008), alla CGIL (comunicato del 07.03.08), a psichiatria democratica pugliese (comunicato del 13.03.2008), alle associazioni e a tutti quelli che in questi mesi si sono ribellati e hanno condiviso l’impegno contro la delibera chiediamo un atto di responsabilità e la definizione di un percorso che possa mettere in discussione questa scelta disastrosa. Per quale motivo la destra non dovrebbe presentare e richiedere le modifiche alla 180 a favore delle proprie strutture private quando la sinistra fa esattamente la stessa cosa pensando, di fatto, solo agli interessi economici e clientelari delle strutture a lei vicine? E poi diciamo la verità: che cambierebbe in fondo per gli utenti? Qualche tso un po’ più lungo (ma i tso e le ospedalizzazioni durano spesso mesi anche adesso), il potere di firma per i tso solo ai medici (ma i sindaci nemmeno la vedono la firma ora quando la mettono), etc. Cronicizzare in una struttura chiamata riabilitativa con qualche vacanza a casa o cronicizzare in strutture chiamate diversamente, in fondo, forse, non è poi così diverso. Il dato certo è: ad un povero essere umano che inizia ad avere problemi di malessere e sofferenza emotiva spetta una vita da inferno!

 Ezio Catacchio (Associazione "Altre Ragioni" - Bari)

Il Comunicato stampa di Psichiatria Democratica - Puglia

Psichiatria Democratica Pugliese esprime il proprio dissenso sull’attuale stesura del Regolamento Regionale relativo all’organizzazione delle strutture riabilitative psichiatriche, attualmente all’esame della Commissione Sanità. .... 

E’ in totale dissenso con il comma 4 dell’art. 9, relativo alla riconversione delle prestazioni residenziali in esubero nel privato, in prestazioni di assistenza riabilitativa psichiatrica non residenziale e, quindi, essenzialmente domiciliari (ivi compresa l’ADI). Questo significa concretamente che i due terzi della spesa psichiatrica continueranno ad essere devoluti al privato convenzionato, impedendo ai Centri di Salute Mentale  di essere aperti 12 ore e di avere le risorse per le attività socio-riabilitative

Potenti sempre più potenti, deboli sempre più deboli

Ancora una volta le potenti lobbies, cattoliche e non, degli Enti Gestori delle strutture private psichiatriche residenziali e semiresidenziali pugliesi, sono riuscite a far prevalere la propria volontà sui reali bisogni dei più deboli in campo: i pazienti e le loro famiglie. Martedì prossimo, 19 febbraio, verranno discussi e,  con grande probabilità, approvati dalla Giunta Regionale pugliese, gli  emendamenti alla Del. Reg. 1026 del 4/ 7/ 2007 proposti, a tutela dei propri interessi affaristici, dagli Enti Gestori cosiddetti “storici”, e i cui benefici si estenderanno anche agli altri, con un impegno economico di svariati milioni di euro.  Continueranno invece a languire, per mancanza di fondi e di personale, i servizi pubblici territoriali, funzionanti solo per 6 ore al giorno, il cui potenziamento dovrebbe ritenersi prioritario e viene richiesto a gran voce da pazienti e familiari.  Queste sciagurate scelte sanciscono di fatto un processo irreversibile e mettono una pietra tombale sulle possibilità di cambiamento delle politiche della Salute Mentale, che vedano i finanziamenti pubblici destinati alla realizzazione di percorsi terapeutici e riabilitativi realmente rispondenti alle necessità dei pazienti psichiatrici e non irrimediabilmente cristallizzati in nuove forme di  istituzionalizzazione gestite dal monopolio privato. Ma a chi stanno veramente a cuore gli interessi dei pazienti psichiatrici? Forse agli psichiatri cosiddetti “democratici”che, gelosi di quella piccola parte di potere  loro concessa e timorosi di perderla, sono disponibili a dequalificanti compromessi? Forse alle Società Scientifiche, colluse con gli interessi di tipo privatistico? Forse ai vertici sindacali, pronti a barattare i diritti dei più deboli per una parvenza di tutela della occupazione in fabbriche di sottogoverno?  Forse agli Enti Gestori delle strutture psichiatriche, preoccupati solo di assicurarsi accreditamenti e garantirsi rette, di ampliare sempre più i loro circuiti per diventare sempre più potenti, di evitare ogni forma  di controllo e di valutazione? Forse agli Amministratori regionali che ritengono più conveniente, per calcolo elettorale, assecondare le clientele e accreditarsi presso i poteri forti? Non si è consentito a utenti e familiari, che pur ripetutamente l’ avevano richiesto, di esprimere il proprio punto di vista e di fare le loro proposte. Le persone sulla pelle delle quali si sta decidendo sono state accuratamente escluse da qualsiasi forma di partecipazione democratica, pur prevista da precise disposizioni di legge. Intanto i malati  continuano a cronicizzare e a morire  di T.S.O. e di contenzione , le famiglie a distruggersi, sempre più abbandonate dalle istituzioni. E amaramente continuiamo a constatare come gli ultimi, privati di qualunque strumento per poter affermare la propria dignità e rivendicare i propri diritti, diventino sempre più ultimi.

Al Presidente Vendola è giusto chiedere: 

  • Dove sono andate a finire le speranze e le promesse della Primavera Pugliese?
  • E i precisi impegni assunti nei confronti della Salute Mentale?

Noi ci avevamo creduto. 

  • ASS.    TUTELA SALUTE MENTALE “AURORA”       BARI 
  • RETE   LEGALITA   E  DIRITTI  NEGATI                      BARI
Un articolo pubblicato oggi dal "Quotidiano di Bari" sulla scandalosa vicenda delle strutture riabilitative psichiatriche e sul vuoto per pieno in Puglia.
Quotidiano di Bari, 17 febbraio 2008, pagina 5
 
PSICHIATRIA IN PUGLIA, DOVE SONO FINITE RAGIONE, DIALOGO E DEMOCRAZIA?
Salute mentale, matti da slegare…
Dopodomani in Giunta un provvedimento che consolida enti storici, cronicizzazione e costrizioni farmacologiche.
 
Bari – Cercando di farlo passare praticamente sotto silenzio, dopodomani in Giunta alla Regione Puglia si discuterà e molto probabilmente si approverà un provvedimento fondamentale per la cura psichiatrica. In allerta le associazioni a tutela della cura e della salute mentale, come l’Associazione “Altre Ragioni” di Bari, che da diversi mesi, attraverso comunicati, fax e richieste continue, ha provato a contattare, dialogare e discutere col governatore Vendola sulla questione, appunto, della salute mentale e delle strutture riabilitative psichiatriche in Puglia.
Ed in effetti contro le assurde richieste delle strutture riabilitative sono arrivate proteste e prese di posizioni pesanti da innumerevoli realtà locali e nazionali. Tutte a vario titolo impegnate sulle problematiche della salute mentale.
“Non ci è stata data nemmeno la possibilità di discutere queste vergognose scelte col governatore pugliese”, attaccano i responsabili dell’associazione barese. Gli unici tavoli aperti di confronto che governatore e assessore alla Salute hanno concesso sono stati sempre e solo con gli enti gestori. “Questa è arroganza di potere. E parlano di partecipazione e di democrazia?”.
Ricordiamo che le morti si susseguono in psichiatria in Puglia e queste tragedie sono il frutto di una politica di intervento sulla salute mentale che si trascina da anni alimentando solo sofferenza, politiche di intervento che non si vogliono mettere in discussione.
Ma andiamo ai fatti. Dopodomani si proverà a far passare in Regione modifiche al regolamento regionale di organizzazione delle strutture riabilitative psichiatriche in attuazione della Legge regionale n.26/2006, provvedimento che di fatto demolisce qualsiasi possibilità di cambiamento di rotta nelle politiche sulla salute mentale.
Un provvedimento che, di fatto, consolida politiche che hanno portato in questi anni a cronicizzazioni in aumento, ad un numero di contenzioni farmacologiche e fisiche agghiacciante, ad un numero di tso (trattamenti sanitari obbligatori) sempre più crescente, a numerosi morti, a costi umani in termini di sofferenza indicibili, etc. e da ragione solo alle pretese economiche e di casta delle potenti lobbies, cattoliche e non.
Le modifiche al regolamento che si propongono per martedì prossimo sono inaccettabili e degne di un sistema totalitario regolato da interessi solo privatistici. L’art. 8 e l’art. 9 della delibera regionale 1026 del 7/2007 vengono riscritti adeguandoli alle esigenze del profitto. “Si parla della creazione di una rete di riabilitazione tutta sanitaria, sempre gestita dai privati, rete acchiappamalati dalla quale qualsiasi sfortunato difficilmente potrà uscire a vita; si parla di criteri di valutazione per la stipula delle convenzioni sulla base del volume delle attività realizzate, cioè sulla base del fatturato, come se stessimo parlando di produzione di utensili o macchinari mentre dovremmo riferirci a donne e uomini che soffrono; a dispetto di qualsiasi regola e normativa nazionale e regionale i requisiti strutturali necessari per le convenzioni li si fanno diventare da indispensabili a elementi di merito (per darsi il tempo e magari i successivi finanziamenti pubblici per l’adeguamento); il vuoto per pieno lo si fa passare prevedendo di riconvertire in caso di esubero dei servizi rispetto alle prestazioni da assistenza riabilitativa residenziale ad una eventuale, ipotetica e per nulla definita nelle modalità e negli standard riabilitazione non residenziale”, spiegano i responsabili di Altre Ragioni.
Si cerca di costruire leggi a misura dell’aggravamento a vantaggio delle solite imprese.
E tutto ciò andando a modificare degli articoli di regolamento di legge. Insomma, si cerca in sostanza di costruire le leggi a misura dell’aggravamento della sofferenza e della cronicizzazione degli utenti e a vantaggio dei bilanci delle imprese.
Tutto ciò sbandierando ai dibattiti affermazioni sullo stile “le istituzioni non devono offrire stampelle… ma valorizzare le differenze, le identità, l’autodeterminazione… nell’ottica del rispetto e della libertà delle individualità…” (governatore Nichi Vendola) o, ancora peggio ai convegni “Allora è obbligatorio chiedersi: cosa facciamo per rafforzare o costruire legami sociali per gli utenti? O preferiamo vederli continuamente frequentare i nostri servizi, nell’incapacità di rinunciare al nostro potere su di loro?” (presidente Psichiatria Democratica nazionale, ora responsabile psichiatria in Puglia dott. Rocco Canosa).
Ma dalle associazioni fuori dal coro il messaggio al governatore pugliese, evidentemente pressato dalle pesanti “lobbie” locali è ancora più forte: “Non abbiamo parole per il “double bind” di questi gestori della politica e della salute mentale in Puglia. Non abbiamo parole e per l’ennesima volta chiediamo che venga rinviata l’approvazione del nuovo regolamento in attesa di un confronto, ricordando che stiamo parlando di sofferenza umana e milioni di euro dispersi, ancora una volta, nell’ennesimo vuoto (per pieno).
Come ex utenti ed utenti, loro malgrado, crediamo sempre di più alle nostre ragioni definite da voi insane. E non abbiamo appellativi per le vostre”.
Firmato, Associazione “Altre Ragioni”, da Bari.
 
Francesco De Martino
si tratta del cosiddetto 'vuoto per pieno': a seguire copio la parte dell'appello che ha girato nel dicembre scorso ad opera dello stesso gruppo di persone che ha ha promosso l'articolo di ieri, qui è ben spiegata la situazione:
  • La Puglia, per quanto riguarda le strutture residenziali e semi-residenziali psichiatriche, ha da tempo una situazione anomala, molto discutibile.
  • Questa situazione si può definire “di monopolio” di alcune grosse strutture che, senza alcun criterio meritocratico o di valutazione, godono di benefici a discapito di qualsiasi logica riabilitativa accettabile.
  • La proposta avanzata da queste strutture è davvero estremamente allarmante alla luce di qualsiasi approccio dignitoso alle problematiche della salute mentale.
Accenniamo solo ad alcuni punti significativi.
- Si chiede col "vuoto per pieno" alla Regione di essere riconosciuti ancora come enti storici ed in quanto tali che venga effettuato il pagamento delle rette dei pazienti in carico indipendentemente dalla presenza o meno di essi. La Regione dovrebbe erogare loro le quote non sulla base del servizio realmente offerto ma sulla disponibilità del servizio. Questo rompe, ovviamente, con qualsiasi logica di ricerca di risultati nel trattamento, abbracciando semplicemente una logica di tipo biecamente corporativo-protettivo.
- Si chiede alla regione di non considerare esaurito il tempo di riabilitazione a tre anni ma di renderlo rinnovabile su prescrizione del DSM. Una riabilitazione, insomma, che dovrebbe durare a vita.
- Si chiede alla regione di istituire (accettare la loro creazione da parte degli stessi “enti storici”) nuove strutture denominate “comunità psichiatriche a lunga degenza”, con numeri posti letto 20. Nel senso: dopo una lunga (indefinita) riabilitazione ci prepariamo con strutture in cui la lunga degenza dovrebbe terminare il percorso (di vita?).
L'ennesima istituzionalizzazione, meno brutale ma di fatto altrettanto inaccettabile. Garantendosi peraltro loro una retribuzione già certa, indipendentemente dal servizio svolto e dai risultati.

 

Significa di fatto favorire l’entrata nei circuiti psichiatrici riabilitativi e non permettere di uscirne (prassi sempre più corrente).
Significa di fatto permettere che si mantengano strutture che in termini di costi umani ed economici potrebbero avere poco da invidiare ai vecchi manicomi (aboliti con la L.180 - legge Basaglia - ma di fatto solo rimodernati).
lascio ad ognuno le conclusioni!
valentina sansò
24.01.'08: Riabilitazione psichiatrica: le sfumature che fanno la differenza

Funzione e determinazione degli operatori dei Centri Diurni, di Valentina Sansò

Venerdì scorso abbiamo incontrato Nichi Vendola. Lui all’Ospedale Vito Fazzi e al polo oncologico, per visitare reparti e inaugurare nuovi spazi, noi per raccontargli di noi, trenta operatori che lavorano nella psichiatria da non sanitari, ormai da diversi anni, e che negli ultimi anni vanno avanti di battaglia in battaglia di proroga in proroga. Dal 31 dicembre, siamo senza contratto.

La Regione non rinnoverà convenzioni con nessuno, per mancanza di fondi. La stabilizzazione dei lavoratori precari è stata una scelta politica che ha comportato un dispendio incredibile, tanto grande e tale da impedire qualunque altra iniziativa. Sicuramente su questo preme anche l’ultima finanziaria del governo. Allora, se da un lato questo porterà la Regione ad entrare nel merito di ogni singola questione, a sindacare su ogni rapporto con l’esterno e quindi a riattivare solo lo stretto necessario - e questa è cosa senz’altro utile ed encomiabile visto che l’autonomia delle singole Ausl pugliesi sarà ‘costata’ tantissimo e tanti ne avranno approfittato - dall’altro noi siamo fuori.

Fuori dalla stabilizzazione perché siamo personale non sanitario, fuori dalle convenzioni perché ormai è una modalità non più perseguibile. Il personale non sanitario, come noi, non può rientrare in nessun profilo sanitario esistente. Nessun contratto disponibile nelle normative sanitarie regionali è adatto alla nostra posizione. Per questo motivo lunedì prossimo torneremo nei nostri centri dai nostri ‘ragazzi’ di nuovo senza contratto e senza neanche la prospettiva di averne uno. O forse, come ieri si ventilava tra i vertici, una piccolissima ennesima proroga che però non risolve il problema.

Non sappiamo che fare. Non vorremmo soltanto aspettare in silenzio (continua)

Risponde Gisella Trincas: Cara Valentina. Intanto complimenti vivissimi per "come sei", per le tue "bellissime sfumature che fanno la differenza". Conosco molte altre situazioni come la tua e i tuoi 29 colleghi. Alcune le vivo anche molto da vicino nei progetti/percorsi che io stessa nel mio territorio ho promosso e apprezzo il lavoro straordinario e le relazioni umane che operatori "non sanitari" sono capaci di costruire e percorrere con grande passione e sacrificio personale. Dobbiamo assolutamente diffendere queste posizioni e trovare le strade per stabilizzarle. Dimmi se posso esservi utile in Puglia anche con le nostre Associazioni dei familiari.

Gisella Trincas Presidente UNASAM (Unione Nazionale delle Associazioni per la Salute Mentale

 

A Bari, il 7 novembre

L' A.T.S.M. "AURORA" organizza un incontro in cui si prenderà visione del film di Stefano Rulli "un silenzio particolare" cui seguirà un dibattito dal titolo "un'altra psichiatria è possibile?". Interverranno Imma Voza Barbarossa (resp. Area Nuovi Diritti e Poteri Istituzionali nella Segr. Naz. di Rifondazione Comunista) e Rocco Canosa (psichiatra-presidente di Psichiatria Democratica)

Locandina incontro

I familiari ed i volontari “Genoveffa De Troia” di Monte Sant’Angelo (FG): Il  Piano Sociale di Zona trascura la salute mentale e le dipendenze

Il Piano Sociale di Zona dei Comuni dell’Ambito Territoriale di Manfredonia, Monte Sant’Angelo e Mattinata penalizza la salute mentale e le dipendenze.

E lo fa contro la normativa nazionale e regionale

Gli altri incontri:

L'ultimo incontro: martedì 25 maggio: Verso la costituzione del coordinamento regionale  del Forum: attraverso la discussione sulle conseguenze dell'approvazione del piano sociale della regione Puglia e della legge regionale sull'accreditamento delle strutture sanitarie e sociosanitarie, si è colta l'occasione per riprendere il confronto iniziato lo scorso 18 marzo, nella stessa sede.

All'incontro sono state invitate tutte le persone che, a qualsiasi titolo, sono interessate a tale costituzione, condividendo il documento programmatico stilato lo scorso ottobre a Roma. 

resoconto incontro

A Bari, giovedì 18 marzo, presso la sede del Centro Salute Mentale di via Pasubio, si è tenuto un incontro preliminare, finalizzato a verificare, attraverso il confronto dei convenuti, la sussistenza dei presupposti per dare vita ad un coordinamento regionale pugliese del Forum