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E’ stata la prima
volta che la CGIL di Mantova, con il sostegno del regionale e del
nazionale si è misurata ufficialmente, a Castiglione delle Siviere, con
il problema dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario, facendo il punto su
situazione attuale, evoluzione delle norme, questione del suo superamento. Vanno ricordate al
riguardo le vivaci polemiche che
hanno accompagnato, a cavallo fra la fine del 2004 e l’inizio del 205,
l’esperienza di una comunità per minori inserita nei recinti della
Ghisiola e la chiusura della
stessa dopo la visita dell’on. Guidi, sottosegretario alla Sanità. Il seminario,
realizzato col contributo del Forum Salute Mentale lombardo, ha avuto
positivi riscontri come dimostrano la partecipazione
di soggetti come Caritas e la cooperazione sociale, la discussione
e le conclusioni affidate a Lella Brambilla della CGIL regionale lombarda
e a Rossana Dettori della CGIL nazionale. Ci si è pronunciati
con chiarezza a favore del superamento e della chiusura degli Ospedali
Psichiatrici Giudiziari perché le persone con
disturbi mentali gravi, anche quelle che hanno compiuto un reato,
possono e devono essere curate al meglio con le modalità della
“psichiatria di comunità” e non con l’internamento di mesi e anni.
Anche se l’OPG di Castiglione è struttura in cui opera solo personale
sanitario, va detto che le regole del suo funzionamento sono quelle dei
regolamenti dell’amministrazione penitenziaria. Il saper “fare a
meno” dell’OPG richiede un forte impegno dei Dipartimenti di Salute
Mentale (DSM) le strutture che sono sorte dopo la chiusura dei manicomi
pubblici. I DSM dovrebbero
ovunque avere la cultura e i mezzi per una buona presa in carico delle
situazioni a rischio, per evitare reati e, nel caso si sia compiuto un
reato, evitare l’invio e la permanenza in OPG della persona. Nonostante i molti
spazi aperti da recenti sentenze della Corte Costituzionale, la maggior
parte dei DSM ha continuato e continua a ignorare la questione. Il
seminario ha evidenziato al riguardo il ruolo che deve essere svolto dalle
Regioni, oggi pienamente responsabili delle politiche sanitarie, a
garantire il diritto alla salute mentale anche nelle carceri e negli OPG. Particolarmente
imbarazzante appare la posizione della Regione Lombardia che, come mostra
il suo recentissimo Piano salute Mentale, non prevede assunzione di
impegni da parte dell’Assessorato alla sanità e sposta il peso della
risposta sulle reti sociali e le famiglie, lasciate sole. A fronte di tali
atteggiamenti, la CGIL lombarda ha annunciato che aggiungerà un
undicesimo punto dedicato al tema della salute mentale, ai dieci punti di
critica alle politiche della giunta Formigoni presentati a Milano ai primi
di giugno.
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