Il 30 giugno scorso a Villa Brescianelli di Castiglione delle Stiviere la CGIL  ha tenuto un importante seminario sul tema “DSM, Carcere, OPG: quale diritto alla salute mentale”.

E’ stata la prima volta che la CGIL di Mantova, con il sostegno del regionale e del nazionale si è misurata ufficialmente, a Castiglione delle Siviere, con il problema dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario, facendo il punto su situazione attuale, evoluzione delle norme, questione del suo superamento.

Vanno ricordate al riguardo le vivaci polemiche  che hanno accompagnato, a cavallo fra la fine del 2004 e l’inizio del 205, l’esperienza di una comunità per minori inserita nei recinti della Ghisiola  e la chiusura della stessa dopo la visita dell’on. Guidi, sottosegretario alla Sanità.

Il seminario, realizzato col contributo del Forum Salute Mentale lombardo, ha avuto positivi riscontri come dimostrano la partecipazione  di soggetti come Caritas e la cooperazione sociale, la discussione e le conclusioni affidate a Lella Brambilla della CGIL regionale lombarda e a Rossana Dettori della CGIL nazionale.

Ci si è pronunciati con chiarezza a favore del superamento e della chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari perché le persone con  disturbi mentali gravi, anche quelle che hanno compiuto un reato, possono e devono essere curate al meglio con le modalità della “psichiatria di comunità” e non con l’internamento di mesi e anni. Anche se l’OPG di Castiglione è struttura in cui opera solo personale sanitario, va detto che le regole del suo funzionamento sono quelle dei regolamenti dell’amministrazione penitenziaria.

Il saper “fare a meno” dell’OPG richiede un forte impegno dei Dipartimenti di Salute Mentale (DSM) le strutture che sono sorte dopo la chiusura dei manicomi pubblici. I DSM  dovrebbero ovunque avere la cultura e i mezzi per una buona presa in carico delle situazioni a rischio, per evitare reati e, nel caso si sia compiuto un reato, evitare l’invio e la permanenza in OPG della persona.

Nonostante i molti spazi aperti da recenti sentenze della Corte Costituzionale, la maggior parte dei DSM ha continuato e continua a ignorare la questione. Il seminario ha evidenziato al riguardo il ruolo che deve essere svolto dalle Regioni, oggi pienamente responsabili delle politiche sanitarie, a garantire il diritto alla salute mentale anche nelle carceri e negli OPG.

Particolarmente imbarazzante appare la posizione della Regione Lombardia che, come mostra il suo recentissimo Piano salute Mentale, non prevede assunzione di impegni da parte dell’Assessorato alla sanità e sposta il peso della risposta sulle reti sociali e le famiglie, lasciate sole.

A fronte di tali atteggiamenti, la CGIL lombarda ha annunciato che aggiungerà un undicesimo punto dedicato al tema della salute mentale, ai dieci punti di critica alle politiche della giunta Formigoni presentati a Milano ai primi di giugno.

Luigi Benevelli

Mantova, 3 luglio 2005