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(ANSA) - TRIESTE, 14
FEB - Per lo psichiatra Giuseppe Dell'Acqua, direttore del Dipartimento di
salute mentale di Trieste ed uno dei fondatori del Forum per la salute
mentale, l'apertura di una sezione per i minori nell' Ospedale
psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere (Mantova), e' ''una
soluzione inaccettabile e indegna di un Paese civile''. Dell' Acqua si e'
richiamato all' interrogazione sul fatto che il deputato Tiziana Valpiana
(Prc) ha presentato nei giorni scorsi al Ministro della Salute. Nel
documento, la parlamentare aveva chiesto al Ministro se non riteneva ''che
dei minori, pur autori di
reati e di difficile gestione, abbiano necessita' di essere sostenuti e
recuperati all'interno di strutture diverse''. Nella risposta, il
sottosegretario alla Salute, Cesare Cursi (An), aveva rilevato che il
reparto per i minori, al massimo dieci, era stato collocato in un' area
separata dell' Ospedale, ''garantendo cosi' la non commistione con gli
adulti per tutta la fase del processo terapeutico''. ''Valpiana - ha ricordato Dell' Acqua – aveva
definito il fatto 'una soluzione inaccettabile e indegna di un Paese
civile'. Definizione che sottoscrivo in pieno - ha aggiunto - anche alla
luce della risposta del Ministero della Salute, per il quale una soluzione
di questo tipo sembra la piu' normale del mondo. Attualmente i minori
ospitati sono quattro, ma nei mesi scorsi - ha affermato lo psichiatra -
sono arrivati fino a otto. La sezione dell' Opg di Castiglione delle
Siviere – ha aggiunto - conferma che oggi c' e' un pericoloso ritorno
all' uso e della psichiatria e di questa mistura assolutamente difficile
da governare che e' la psichiatria stessa e il sistema giuridico-penale,
per operare in termini di separazione, di marginalizzazione. Non si
capisce - ha aggiunto – con quali criteri si rinchiudano dei ragazzi
nell' Ospedale psichiatrico giudiziario nel momento stesso in cui questo
tipo di struttura e' al centro di molte proposte di legge che ne
vorrebbero la sua progressiva
chiusura. Dappertutto - ha rilevato Dell'Acqua - si sta invece cercando di
costruire percorsi possibili di integrazione sociale delle persone
sofferenti, anche oggetto di misure di sicurezza, nei loro luoghi di
origine''. ''E' la prima volta dopo 40-50 anni - ha concluso Dell'Acqua -
che si ritorna a costruire un istituto per minori, che abbiano la
caratteristica del disturbo mentale e della devianza. Siamo nella peggiore
delle tradizioni ottocentesche. Il fatto poi che l' episodio, gia'
denunciato nel Forum di Lucca del dicembre scorso,
non abbia trovato spazio, e' dovuto al fatto che anche nei media c' e' una
sorta di indifferenza ai problemi della salute mentale e dei continui
attacchi alla riforma psichiatrica e alla 180''. (ANSA).14-FEB-05 |