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Per quanto riguarda il personale,
attualmente è costituito da un medico psichiatra (20 ore), uno psicologo
(20 ore), due Educatori Professionali a tempo pieno, 1 Infermiere
Professionale e 11 OTA. L’esperienza è stata molto difficile
per una serie di ragioni, in particolare:
I gestori castiglionesi per proseguire
nel progetto hanno proposto di meglio definire le funzioni della struttura
come:
La nascita, sia pure come
“sperimentazione” di una struttura per minori autori di reato con
gravi disturbi mentali collocata in un contesto OPG, pone gravi
interrogativi sulle politiche che sta promovendo il ministero della
Giustizia. Pare di capire che si intenda costruire un circuito per il
trattamento di minori e adulti autori di reato con gravi problemi di
salute mentale, che va dal massimo del controllo e dell’internamento in
alcuni degli attuali OPG, a strutture sanitarie psichiatriche inserite nei
contesti carcerari, a nuovi OPG regionalizzati fruibili anche da pazienti
non autori di reato che dovrebbero essere in carico ai DSM, a residenze
protette più “leggere”. Finalità di custodia e trattamento si
sovrappongono e intersecano in modo molto confuso, ma non per questo meno
allarmante, anche a fronte del cattivo uso delle sempre più scarse
risorse finanziarie che il Ministero della Giustizia destina alla salute
dei detenuti e degli internati. La “sperimentazione” castiglionese
pare partita più per la difficoltà a gestire alcuni giovani reclusi che
per un progetto pensato e ponderato e si va
costruendo per “tentativi ed errori”. E’ del tutto opportuno che il 2°
Forum nazionale salute Mentale si pronunci severamente sulla inquietante
vicenda sulla quale devono far sentire la loro voce anche i
neuropsichiatri infantili italiani, le comunità che accolgono minori con
problemi di tossicodipendenza. Luigi Benevelli |