| SOCIETA' ITALIANA di NEUROPSICHIATRIA dell'INFANZIA e dell'ADOLESCENZA (S.I.NP.I.A.) |
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Documento di
Programma: La Neuropsichiatria Infantile e la globalità degli interventi. I bisogni di
cura del bambino e la Neuropsichiatria Infantile. In
età evolutiva, le affezioni che interessano il Sistema Nervoso assumono
un’espressività clinica polimorfa, investendo abitualmente sia il
versante delle funzioni neurologiche che quello delle funzioni
neuropsicologiche e psichiatriche, e comportano un forte impatto
socio-relazionale. Ne
deriva che situazioni per definizione “neurologiche”, quali le
Malformazioni Cerebrali, le Paralisi Cerebrali Infantili o le Epilessie,
nella loro globale connotazione clinica, al di là di ogni disquisizione
lessicale, sono nella sostanza affezioni “neuropsichiatriche”. Allo
stesso modo, situazioni per definizione “psichiatriche”, quali i
Disturbi d’Ansia, l’Autismo o le Depressioni, riconoscendo un
substrato neurobiologico predisponente, finiscono per essere affezioni
“neuropsichiatriche”. Sul versante terapeutico, la suddetta
complessità di tali affezioni fa sì che gli interventi non possono
essere ricondotti a schemi terapeutici aprioristicamente connotati come
“neurologici” o “psichiatrici”, ma devono rispondere ai reali
bisogni di cura del bambino. La
Neuropsichiatria Infantile, facendosi interprete di tali istanze, si
caratterizza come una disciplina medica che ha per oggetto lo studio
delle patologie neurologiche e psichiatriche con insorgenza in età
evolutiva (0-18 anni), rifiutando la separazione culturale e
professionale del contesto neurologico da quello psichiatrico. La
Neuropsichiatria Infantile e le procedure diagnostiche. La
Neuropsichiatria Infantile si caratterizza, oltre che per la natura dei
disturbi cui si rivolge, per una specifica metodologia di approccio che
investe sia la Diagnosi che la Terapia. Tale specificità nasce dalla
esigenza di tener conto di due variabili considerate critiche: la
variabile maturativa, che conferisce al processo di sviluppo del Sistema
Nervoso caratteri di estrema plasticità e dinamicità, e la variabile
“interattiva”, in rapporto alla quale il bambino, con l’originalità
del suo modo di essere e di relazionarsi, influenza le figure
dell’ambiente significativo e ne viene a sua volta massivamente
influenzato, in un processo dinamico che si protrae nel corso di tutto
lo sviluppo. Il bambino durante
l’intero sviluppo va incontro a trasformazioni profonde che fase per
fase determinano cambiamenti nell’assetto organizzativo tra le diverse
funzioni mentali e modificano parallelamente i diversi quadri clinici
determinando nel tempo una costante variabilità semeiologica. Inoltre
la stessa multifattorialità dei processi eziopatogenetici può
determinare l’insorgenza di condizioni cliniche complesse che
investono più aree dello sviluppo del bambino e determinano comorbidità
a volte nascoste ed
emergenti in fasi diverse della crescita. In
questa prospettiva, pertanto, la Diagnosi si configura come un processo
articolato di interventi, che parte dall’analisi del sintomo per
estendersi alla conoscenza del bambino portatore del sintomo e, più in
generale, alla conoscenza delle relazioni che connotano il suo ambiente
significativo. Pertanto
il processo diagnostico deve comprendere la valutazione
dei processi trasformativi in
atto nell’evoluzione del bambino e del suo ambiente, per integrare
nella diagnosi gli indicatori prognostici necessari. L’identificazione
dei diversi nuclei patogenetici favorisce inoltre la scoperta di
possibili associazioni trasversali e longitudinali di più disturbi. Tale
processo fornisce una serie di elementi che permettono, da un lato, di
formulare una diagnosi in senso classico, la diagnosi
medica, indispensabile ai fini descrittivi ed epidemiologici e,
dall’altro, di definire il profilo funzionale in evoluzione del
soggetto, con le sue aree di forza e le sue aree di debolezza (=
Diagnosi Funzionale e Diagnosi di Sviluppo), favorendo la scelta degli
obiettivi su cui dovrà poi articolarsi il Progetto Terapeutico. La
Neuropsichiatria Infantile ed il Progetto Terapeutico Integrato. Sulla
base di quanto appena accennato, la Terapia, basata sulla conoscenza del
bambino e del suo ambiente, non si esaurisce mai in un singolo
intervento mirato al sintomo, ma consiste piuttosto in una serie di
provvedimenti terapeutici, scelti fra quelli potenzialmente disponibili
(psicoterapie, interventi psicoeducativi, trattamenti riabilitativi
integrati e/o mirati, farmaci) per rispondere alle esigenze di quel
determinato bambino, in quel particolare contesto, in quella particolare
fase evolutiva, in base alla maggiore o minore complessità del quadro
clinico (= Progetto Personalizzato). Peraltro,
la prospettiva “interattiva”, in rapporto alla quale il bambino in
ogni momento del suo sviluppo viene visto come un “sistema dinamico
aperto”, prevede l’inclusione nel progetto terapeutico di una serie
di interventi rivolti a, e gestiti
con le figure dell’ambiente significativo (genitori, insegnanti,
educatori) (= Progetto Integrato). La
Neuropsichiatria Infantile e il modello di servizio. Tutto
quanto fin qui esposto costituisce la base culturale, scientifica ed
operativa della Neuropsichiatria Infantile così come espressa in tutti
i documenti ufficiali (Programma dei Corsi di Insegnamento di
Neuropsichiatria Infantile nelle Facoltà mediche e non mediche,
Ordinamento Didattico delle Scuole di Specializzazioni in
Neuropsichiatria Infantile universitarie, Statuto della Società
Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza). La conferma di un siffatto orientamento
teorico trova riscontro nella organizzazione dei Servizi di
Neuropsichiatria Infantile, sia a livello territoriale che ospedaliero.
Si tratta di un’organizzazione basata su una prassi clinica che
riconosce, quali momenti irrinunciabili per la conoscenza del bambino e
la realizzazione del progetto terapeutico, il coordinamento del Servizio
di NP.I.A., la centralità della famiglia, il lavoro multiprofessionale
in équipe ed il collegamento funzionale con le altre agenzie del
territorio. La
Neuropsichiatria Infantile e l’Epidemiologia.
La
Neuropsichiatria Infantile, quale disciplina medica, non può rinunciare
alla conoscenza della
diffusione delle malattie (= Epidemiologia), vale a dire alla
definizione di aspetti, quali l’incidenza, la prevalenza e la
distribuzione geografica delle possibili situazioni patologiche
d’ordine neurologico e psichiatrico che investono la “popolazione”
in età evolutiva. Pur
privilegiando nel momento della cura del “singolo” bambino un
approccio interpretativo, dimensionale e, per molti aspetti,
antinosografico (= Diagnosi Funzionale e di Sviluppo), quando si rivolge
a studi di “popolazione” la Neuropsichiatria Infantile deve
necessariamente far ricorso ad etichette nosografiche di tipo
descrittivo (Sistemi di Classificazione/Codificazione di tipo
categoriale: ICD 10 e DSM IV ). In
alcune situazioni quest’ultima modalità operativa comporta anche
l’adozione di strumenti di valutazioni, in apparenza rigidi e chiusi
(questionari, checklist ed
interviste semistrutturate) ma che rappresentano modalità di
inclusione/esclusione dei singoli in
uno specifico quadro nosologico, statisticamente ed epidemiologicamente
fondamentale sia per un confronto fra Servizi e per studi e ricerche
multicentriche, sia per una “rilettura epidemiologica” delle diverse
attività del Servizio (= Epidemiologia del Servizio). Anche quando i
precedenti strumenti di valutazione vengono utilizzati con finalità
“diagnostiche” il loro unico scopo è quello di individuare
eventuali “casi sospetti”; “casi” che vanno poi comunque
sottoposti ad un approfondimento clinico esaustivo (del tipo prima
indicato) per una conferma diagnostica definitiva e la formulazione di
un progetto terapeutico personalizzato. La
Neuropsichiatria Infantile e i Farmaci. La
terapia farmacologica in età evolutiva rappresenta un’area di
crescente confronto sia tra
gli “addetti ai lavori” sia più in generale tra quanti vedono
prospettarsi il rischio di un uso indiscriminato di sostanze, i cui
effetti a lungo termine non sono spesso adeguatamente conosciuti e
valutati. Tali preoccupazioni riguardano in particolare l’uso dei
farmaci ad azione psicotropa, visti come sostanze in grado di modificare
“artificialmente” il naturale percorso evolutivo del bambino. Come
spesso succede in tali casi, una simile preoccupazione lecita e
condivisibile si trasforma facilmente in una demonizzazione irrazionale,
che rischia di privare il tecnico e, in ultima analisi l’utente, di
una “possibilità” terapeutica, che se adeguatamente gestita può
diventare una risorsa. In questa prospettiva la Neuropsichiatria
Infantile, nei riguardi del dibattito su taluni psicofarmaci, quali
psicostimolanti, neurolettici atipici o antidepressivi - dibattito che
finisce per assumere le connotazioni di uno scontro ideologico -, si
pone sul piano etico in una posizione di garanzia con l’obiettivo di
mirare esclusivamente al benessere somatopsichico del bambino. La Neuropsichiatria Infantile, così come
ogni altra disciplina medica, afferma la liceità dell’uso dei
farmaci, ivi compresi quelli ad azione psicotropa, in quanto nei
riguardi di un loro eventuale uso prima ancora di un problema
sociologico, culturale o ideologico c’è un problema deontologico, che
attiene strettamente alla professione medica. Avendo sempre ben presente
tale problema, andranno peraltro fortemente definiti e periodicamente
aggiornati aspetti, quali indicazioni (in quali situazioni cliniche può
essere prevista l’adozione di un farmaco), controindicazioni (in quali
situazioni non va presa in considerazione l’adozione di un farmaco),
efficacia (benefici che un farmaco può dare in studi controllati),
efficienza (benefici che il farmaco può dare anche al di fuori di
condizioni controllate), tossicità (nella duplice prospettiva di
tossicità a breve e lungo termine), modalità per un’eventuale
somministrazione (modalità intese non solo in termini di posologia, ma
soprattutto in termini di integrazione della proposta farmacologica
nell’ambito del più generale progetto terapeutico). Esistono, infatti, tutta una serie di
principi attivi, la cui efficacia e tollerabilità è ben
documentata da una serie di studi accreditati, anche in soggetti
in età pediatrica, che non rientrano nelle indicazioni autorizzate dal
Ministero (= farmaci off-label). Per tali farmaci il tecnico si trova spesso a
fronteggiare una serie di problematiche medico-legali, in assenza di una
definita normativa cui possa riferirsi e che possa tutelarlo. Anche in relazione a ciò la S.I.NP.I.A. si
impegna ad intrattenere con le Agenzie Ministeriali rapporti finalizzati
ad una miglior definizioni riguardo l’uso dei farmaci in età
evolutiva. La
Neuropsichiatria Infantile, le Ditte Farmaceutiche e le Agenzie
Ministeriali. Un
obiettivo prioritario della S.I.NP.I.A. è costituito dalla definizione
e dall’etica dei comportamenti professionali nei rapporti con le Ditte
farmaceutiche alla qualità e alle modalità dei rapporti che debbono
intercorrere tra la S.I.NP.I.A. stessa, ed in particolare i suoi
associati, e le industrie - farmaceutiche e non - che in qualche modo
intrecciano le loro attività ed i loro interessi con quelli dei
Neuropsichiatri Infantili. Nello
specifico ci si vuole riferire sia alle attività di sponsorizzazione di
eventi scientifici, di pubblicazioni, di partecipazioni a congressi e/o
di altre analoghe manifestazioni, sia alla partecipazione dei
Neuropsichiatri Infantili a lavori di consulenza, di sperimentazione, di
ricerca e di studio specificatamente commissionati o finanziati dalle
industrie. In
attesa di definire specifiche procedure, raccomandazioni e/o linee guida
cui lo specialista possa fare riferimento nell’organizzare
correttamente la propria attività, la S.I.NP.I.A. si impegna a favorire
iniziative che sollecitino i Neuropsichiatri infantili a
conformarsi agli indirizzi di altre Società scientifiche internazionali
(American Academy of Child and Adolescent Psychiatry - AACAP;
European Society for Child and Adolescent Psychiatry – ESCAP;
Child and Adolescent Psychiatry/Psychoterapy – CCAP; European
Paediatric Neurology Society - EPNS;
International League Against Epilepsy - ILAE) per ciò che
riguarda sia l’organizzazione e la partecipazione di Congressi, Corsi
e Riunioni di Aggiornamento sia la presentazione e la pubblicazione di
lavori scientifici, come ad esempio la dichiarazione delle fonti delle
risorse ed i rapporti personali di collaborazione con Industrie, Enti e
Associazioni. Questo
testo è stato approvato dal Consiglio Direttivo come Documento
Ufficiale della Società.
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