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Di rilievo la partecipazione delle persone con l'esperienza del disagio
mentale: hanno indicato al
forum prospettive e scommesse del tutto nuove. Tutte le Regioni
sono state rappresentate eccetto la Val d'Aosta (cogliamo l'occasione
per chiedere a un valdostano di buona volontà di dirci qualcosa sulla
salute mentale in quel luogo). Buona e utile la partecipazione degli Amministratori:
le onorevoli Rosy Bindi, Tiziana Valpiana, Maura Cossutta, gli assessori
Elisabetta Mura (Abruzzo), Doris Lo Moro (Calabria), Nerina Dirindin (Sardegna),
Ezio Beltrame (FVG) ed i
rappresentanti del Sindacato Rosanna Dettore e Giuseppe Vanacore. |
| Uno scrittore
(Luciano Comida) racconta il Forum: |
“Vorrei
fare un’autodenuncia: noi medici siamo ignoranti” mi dice Silvia
Corrias specializzanda presso la Clinica
Specialistica
di Cagliari, sottile e combattiva, una gran coda di capelli neri.
“Mi sono laureata con una tesi
sui disagi mentali in Sardegna, ma poi la mia formazione ho dovuto
farmela da sola, come tutti, senza guida né consapevolezza. Il risultato
è che non sappiamo come rispondere ai bisogni delle persone. Io sono
fortunata, visto che ho incontrato
Gisella Trincas
dell’Unasam e oggi sono qui ad ascoltare e imparare. Al di là della
volontà dei singoli, per noi medici mancano i confronti. Io una volta
sono andata a vedere la realtà di Trieste, l’ho fatto per conto mio,
a mie spese” .
Nella
tre giorni milanese del III Forum nazionale di salute mentale sono
in tanti ad attaccare il disastroso stato della formazione. Per ultimo
lo fa Peppe Dell’Acqua, direttore del Dipartimento di salute mentale
di Trieste, nelle conclusioni: “I
medici sono formati dalla case farmaceutiche. Quelli che vogliono
sfuggire a questa padella
cadono nella brace della miriade di scuole di psicoterapia. In mezzo,
non c’è nulla” . Queste
parole arrivano alle due meno dieci del pomeriggio di sabato, tra
poco si parte per tornare ognuno nella propria città, i partecipanti
al Forum ascoltano Dell’Acqua con gli zainetti in spalla, alcuni già
in piedi in una sala piena di borse e di troller, ma anche se incombe
l’orario dei treni e degli aerei non c’è il clima da fuggi fuggi di
cento e cento convegni formali e di facciata. Qui l’atmosfera è diversa:
ci si conosceva da anni oppure ci si è avvicinati durante i tre giorni
e le venticinque ore di appassionata discussione.
Non
ha senso tentare di ingabbiare la varietà del dibattito e delle persone
nelle poche pagine di un articolo: sarebbe impossibile rendere tutte
le polemiche e tutti gli impegni, la forza delle testimonianze e la
lucidità delle analisi, le facce sorridenti e quelle arrabbiate. Si
può solo presentare una serie di istantanee disordinate e arbitrarie,
quelle che più hanno colpito 
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| Anna Poma,
articolo per la stampa del Veneto |
Ci
risiamo. Questa volta è diverso il contesto, più austero e apparentemente
più formale almeno a giudicare dal dislivello tra palco e platea e
dalla compostezza delle sedie, legate l’un l’altra, e bloccate a terra
. Siamo nella sede della Camera del Lavoro di corso di Porta Vittoria,
e siamo in Lombardia, a Milano., come ricordano i padroni di casa,
la regione più ricca d’Italia. Di una ricchezza tuttavia- e siamo
qui per questo- di cui la salute mentale non sembra beneficiare granchè

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| Dalla
Stampa: Paola
Sarno per Panorama Sanità: |
| A
Milano dal 2 al 4 febbraio il III Forum Nazionale Salute Mentale:
DELL’ACQUA:
LE REGIONI COLPEVOLI DI FRONTE ALLA 180
Dal
2 al 4 febbraio scorsi si è tenuto a Milano alla Camera del Lavoro
il III Forum Nazionale Salute Mentale. Un memento di riflessione,
confronto e – anche – richieste specifiche perchè le persone con disturbi
psichici possano davvero ricevere la cura e l’interesse delle istituzioni
e degli operatori del settore di cui non solo hanno bisogno, ma hanno
diritto, come cittadini del nostro Paese in base alla legge 180/78
e alla legge istitutiva del nostro Servizio Sanitario Nazionale, 833/78.
Obiettivi
prioritari del Forum di quest’anno: discutere sui programmi e lo spessore
dei programmi per la salute mentale nelle diverse Regioni italiane,
che devono produrre e sostenere servizi ed essere le strutture vicine
ai cittadini; ribadire una valenza nazionale del diritto alla salute
e quindi garantire una risposta omogenea delle Regioni nei confronti
di tutti i cittadini, da Aosta a Trapani 
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| Repubblica Salute: |
Giovedì 2 aprile
si aprono a Milano le
giornate del III Forum Salute Mentale. Dopo gli incontri di
Roma, di Camaiore e di Bari, in Lombardia a svelare
il fallimento del progetto liberista in riferimento al sistema sanitario,
e in particolare ai servizi per la salute mentale, che foraggia il
privato e tutela le persone più abbienti mentre depaupera il pubblico
e marginalizza, conferma l’esclusione, lascia nella non cura le vite
di scarto. Ma a Milano anche a valorizzare le esperienze, pure di
nicchia, di buona pratiche di operatori, amministratori, familiari,
cittadini, di resistenza al depauperamento del pubblico e all’abbandono
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| dall'on.
Marida Bolognesi (3 febbr.) |
Non
potendo essere presente alla tavola rotonda, per motivi legati a problematiche familiari,
vorrei che sentiste quanto ritengo importante questo terzo appuntamento
con l'approfondimento delle tematiche legate alla salute mentale
e come sia necessario che tutto questo trovi una diversa
cittadinanza e nel sistema socio-sanitario ed in quello culturale.
Sappiamo,
e lo abbiamo ribadito nel corso dell'ultimo forum, che in questi anni
operatori, associazioni, mondo politico e istituzionale, sul
tema della salute mentale, si sono trovati a giocare
soltanto in difesa, su più terreni, con una conseguente battuta
d'arresto sulle pratiche, che continuano ad eccellere in alcune zone
del territorio e ad esser carenti o inesistenti in altre 
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| dall'on.
Giuseppe Lumia |
Ho
provato, ma invano per impegni pregressi, ad inserire nella mia agenda
un momento da condividere con voi al Forum Nazionale che si è svolto
nei giorni scorsi a Milano. Ho appreso del Forum troppo tardi, altrimenti
mi sarei organizzato diversamente. Spero di recuperare leggendo gli
atti del convegno o le relazioni che vorrete farmi pervenire.
Ho
apprezzato sempre di voi il rigore e la progettualità e sono
sicuro che i temi che da sempre sostenete diventeranno gli ingredienti
principali dei lavori parlamentari della prossima legislatura. Un
abbraccio.
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