| Gli
interventi: |
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| Le persone: |
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| Le
associazioni: |
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| Uso
ed abuso di psicofarmaci: nell'infanzia e nell'adolescenza |
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| Le realtà
regionali: |
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| Le patologie
della libertà: |
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| Diritto
al lavoro: |
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| Altri
interventi pervenuti: |
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| Giovanna
Del Giudice: Un anno dopo Camaiore |
Apro
con piacere questo Forum Salute Mentale di Milano, il terzo da quando
nel 2003 a
Roma si è costituito il Forum
Salute Mentale. Una scommessa, una intuizione, una necessità per
alcuni che ha incontrato un bisogno di tanti. Bisogno di incontrarsi,
di riprendere un dibattito complessivo sui temi della salute mentale,
di rilanciare, di contrastare l’attuale riduzionismo scientifico,
di riunire la clinica, il sociale, il biologico, lo psichico artificiosamente
separati, di affrontare le nuove
patologie della libertà, di ragionare sulla qualità del welfare
e ritrovare complessivamente le connessioni con i temi e le questioni
riconducibili ai diritti e alle libertà individuali, alla cittadinanza,
alla democrazia…..
Il
III Forum l’abbiamo voluto qui in Lombardia come
luogo esemplare del fallimento del progetto liberista in
riferimento al sistema sanitario in generale, e in particolare al
sistema salute mentale e del welfare, per mettere in luce i limiti,
la progressiva disgregazione e depauperamento del servizio pubblico
attraverso la delega delle risposte di cura ai servizi privati-
profit, per evidenziare come la presunta “libertà di scelta” qui
enfatizzata altri non preserva se non chi ha di più, non chi ha
più bisogno. Ma vogliamo anche dare voce alle esperienze, pure di
nicchia e di resistenza, che proliferano in questa regione, alle
sperimentazioni, le ricerche, le proposte …..

|
| Luigi
Benevelli Liberismo e mito
della libertà di scelta: il caso Lombardia
|
Le questioni connesse al concreto esercizio del diritto alla salute mentale
sono un indicatore molto sensibile del dove, magari con le massime
buone intenzioni, si può andare a finire. Un buon lavoro per la
salute mentale richiede risorse adeguate e spese bene, buone norme
che favoriscano l’inclusione, una opinione pubblica e società aperte,
attente ai bisogni dei cittadini, un grande impegno contro il pregiudizio
(di cui spesso sono portatori anche gli operatori professionali
dei servizi). E comunque la salute non è un prodotto, ma un progetto
non delegabile che abbisogna della cooperazione di una grande quantità
di soggetti.
Nel
suo terzo appuntamento nazionale, il Forum salute mentale ha scelto
di mettere in particolare a fuoco le vicende e lo stato dell’assistenza
psichiatrica in Lombardia, la più ricca e popolosa regione italiana

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| Roberto
Mezzina - Centro Collaboratore Leader OMS per lo sviluppo dei
Servizi in Europa: La salute mentale
in Europa dopo Helsinki |
- Versione Power Point

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| Alessia
Vergolani, presentata da Ledda Cossu: |
-
Carissime
amiche e amici, oggi è domenica e mi sono svegliata col buongiorno
di Alessia: "... queste 3 giornate ricche di emozioni, di
molte nuove conoscenze e di ritrovato coraggio...". Sono
grata ad Alessia della sua "briciola", così chiama il
suo strepitoso intervento (aggettivo di Anna Poma) che vi inoltro.
Al Forum non c'ero. La notte fra mercoledì e giovedì Franca, mia
suocera, è morta, ero lì con lei. Le siamo stati vicini nella
degenza, le ultime immagini sono quelle della cura. Dopo il protocollo
di rito gli infermieri del turno di notte ci hanno consentito
di lavarla e vestirla noi famigliari. Un gesto "domestico"
non usuale in ambito ospedaliero: "non si può, non si fa...".
Un piccolo muro caduto senza ariete: "se posso lavarla un'ora
prima da viva... perché non anche dopo"? A volte rispetto
e buonsenso trovano casa. La cura è una relazione umana "essenziale".
Il dolore è meno dolore se non lasciamo che occupi tutti i nostri
pensieri, la nostra vita. Curarsi e prendersi cura è una carezza
anche per l'anima. Un caro saluto, Leda
-
Il
mio nome è Alessia e sono di Vicenza. Quando qualcuno ora m’incontra,
nel 2006, spesso mi guarda, mi parla, gli sorrido e mi attribuisce
i colori della giovinezza. Peccato non sappia che mi alleno a
diventare abile a censurarmi. Ho sofferto di un disturbo mentale.
Ma gioco a raccontare le bugie sul mio piccolo inferno.
Sarebbe
da matti far sapere
che sei stato nei
Servizi Psichiatrici; non godi di buona fama. Ad esempio, negli
ambienti di lavoro dove il motto è “Vogliamo soluzioni, non problemi”,
tu rimani un potenziale problema 
|
| Ivana Corridoni e la sua esperienza
di vissuto in una casa comunitaria |
Se
facciamo un confronto di vissuto tra le condizioni del malato psichiatrico
che, prima della legge 180, veniva internato nei vecchi manicomi
per la maggior parte della sua vita, e le condizioni di vissuto
attuale all’interno delle Strutture attualmente a disposizione degli
utenti, osserviamo che c’è stato un notevole miglioramento. In precedenza
i malati erano internati in autentici Lager dove non esisteva il
minimo diritto e la minima considerazione dell’uomo. Attualmente,
sia gli istituti di ricovero che le libere abitazioni assicuravano
all’Utenza migliori condizioni di vita: le case sono confortevoli,
assicurano igiene e rispetto di alcuni diritti come quello di scegliersi
i mobili, consumare un pasto desiderato, uscire quando si vuole,
libertà di decidere da soli le proprie cose, provvedere liberamente
ai propri bisogni.
Tutte
cose lodevoli ma… restano ancora, secondo il mio modesto parere,
dei problemi nodosi da sciogliere.
Perché
ci sia un miglioramento a livello di empowerment e di corrette relazioni
tra conviventi bisogna che il dipartimento si adoperi perché vivano
insieme persone con caratteristiche e vissuti compatibili e che
esso, in primis, si adoperi per capire quello che avviene all’interno
di dette abitazioni e pongano riparo quando le situazioni non sono
ottimali.
Anche
le persone che convivono devono assumersi le loro responsabilità
per creare dei circuiti relazionali corretti. Io personalmente mi
adopero per assumermi le mie responsabilità e per non trovarmi mai
alla sprovvista di fronte alla non adempienza di doveri e responsabilità
comuni.
A
volte, le difficoltà di convivenza però non sono del tutto chiare
agli operatori del Dipartimento che si sentono spesso giustamente
orgogliosi dei risultati raggiunti ma, sono all’oscuro di quali
e quanti problemi vivono i diretti interessati, come ad esempio
la prevaricazione l’uno sull’altro, mancanza di uguale distribuzione
dei compiti nel gestire la casa e, soprattutto, mancanza di chiarezza
in quelli che sono i diritti ed i doveri comuni.
Tutto
questo, naturalmente, provoca scoraggiamento, frustrazioni, privazioni;
cose che, a lungo andare, anziché risolvere il problema “riabilitazione”,
tolgono la speranza
di trascorrere nel futuro una vita accettabile e non una sopravvivenza.
Questo
stato d’animo non giova allo stato di salute dell’utente e, può
provocare, la riacutizzazione del disagio mentale se non addirittura
uno stato di cronicità.
Posso
concludere queste mie considerazioni affermando che è necessario,
allo scopo di facilitare la convivenza, che in queste abitazioni
non vivano più di 3 o 4 persone, diversamente altrimenti si ripropongo
situazioni difficili e, naturalmente, possibilità di conflitti.
Saluto
di nuovo tutti e vi ringrazio per l’attenzione.
|
| Pier
Luigi, L'Aquila |
Per il disagiato
mentale è molto importante avere a disposizione punti di riferimento
in caso di crisi. Ed è altrettanto importante avere un punto di
riferimento 24 ore su 24, e soprattutto poter fruire dei servizi
di salute mentale anche nei festivi: la malattia non va in ferie!

|
| Anna
Del Biondo, Associazione 180 amici, L’Aquila: “NON
LEGACCI MA LEGAMI” |
“Il
più elementare dei diritti di libertà solennemente proclamati dalla
Costituzione è il diritto alla libertà del proprio corpo, il diritto
a non essere contenuti, a non essere legati”. (L. Grassi, F. Ramacciotti)
La
contenzione è un provvedimento disciplinare “violento” messo a segno
sul paziente mentale 
|
| L’Associazione “180amici": |
L’Associazione
“180amici - onlus” nasce a Roma il 25.10.2004 da un iniziale nucleo
di familiari di utenti psichiatrici. A partire da tale nucleo, si
è voluto costituire una associazione di cittadini, utenti, studenti,
volontari, amministratori e chiunque mostri sensibilità nei confronti
della problematica della salute mentale. Il nome dell’Associazione
vuol significare che i suoi soci sono “amici” e sostenitori della
“legge 180”.
Il primo obiettivo è, dunque, quello di operare per la completa
applicazione della legge 180/78 affinché si attui il PROGETTO OBIETTIVO
NAZIONALE PER LA SALUTE MENTALE, ma al contempo intendiamo agire
a livello culturale per combattere lo stigma ed il pregiudizio sulla
“malattia mentale” 
|
| Franco
Nardocci (neuropsichiatra infantile) |
Invio
i documenti della SINPIA che ho portato alla vostra assemblea.
Ringraziando ancora per l'invito e la cortese ospitalità, e auspicando
che si molitiplichino le occasioni di incontro e di raccordo, invio
i miei più cortesi saluti
-
Società
Italiana di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adoloscenza
(S.I.NP.I.A.) - Documento di Programma: La Neuropsichiatria Infantile
e la globalità degli interventi. I bisogni di cura del bambino
e la Neuropsichiatria Infantile 
-
La
Terapia farmacologia in Neuropsichiatria Infantile
|
Dal
Coordinamento Psichiatri Toscani (C.P.T.): Il “Modello Toscano della
Salute Mentale”: la sfida della complessità |
| Il
Coordinamento Psichiatri Toscani:
-
Esprime
la partecipazione su base paritaria degli psichiatri che operano
nei Servizi di Salute mentale della Regione Toscana che condividono
e sostengono il “Modello Toscano della Salute Mentale”
-
Ha
messo a punto un documento unitario al quale hanno espresso adesione
circa 150 di loro
-
Terrà
il primo Convegno, aperto a tutti gli operatori della Salute Mentale,
venerdì 26 maggio 2006 a Siena
-
Il documento 
-
La versione in
Power Point

|
| Vito
D'Anza: Il dibattito
sulla salute mentale in Toscana |
Abolizione
totale di ogni forma di contenzione fisica e farmacologia, SPDC
a porte aperte, CSM aperto sulle 12 ore, con presenza attiva del
personale compreso i medici, dal lunedì al sabato, attivazione di
un progetto lavoro in concorso con coop. sociali di tipo B, attivazione
di un progetto casa (con 2-3 persone) assistite dal servizio per
ridurre il ricorso alla residenzialità di tipo custodialistica,
progetti di socializzazione e tempo libero con risorse presenti
sul territorio. La risposta alla crisi delle persone viene data
nella stragrande maggioranza dei casi direttamente dagli operatori
del Centro di Salute Mentale (tranne, al momento, durante la notte
e i festivi) laddove vive la persona.
E ’ ipotizzata l’apertura del centro di
salute Mentale sulle 24 ore con accoglienza anche notturna. Con
la comunità locale il confronto esiste e nella conferenza dei sindaci
si parla di salute mentale, di buone pratiche e di diritti delle
persone psichiatrizzate. Questo
è quello che è successo, e
sta succedendo ,in uno dei due distretti dell’ASL3 di Pistoia

|
| Forum
Sardo, Alessandro Montisci |
Intervengo
per dire, molto schematicamente, quale è la situazione in Sardegna,
regione con 1.600.000 abitanti e 8 Aziende Sanitarie Locali, che
sta vivendo attualmente una stagione di grandi cambiamenti nel campo
della salute mentale.
Tutto
è iniziato con la vittoria del centrosinistra nelle elezioni regionali
dell’estate 2004: il presidente Soru ha nominato Nerina Dirindin
assessora alla sanità e, alla fine del 2004, la regione Sardegna,
sensibile a quanto richiesto con forza dalle associazioni dei familiari,
ha stipulato una convenzione con la regione Friuli Venezia Giulia
che prevedeva, tra l’altro, la collaborazione con il DSM dell’ASS
1 Triestina per lo sviluppo dei servizi comunitari di salute mentale

|
| Assunta
Signorelli: Patologie della libertà o Libertà delle patologie?
|
Il
disprezzo che sembra esistere fra uomo e uomo, l’indifferenza che
permette che si uccidano persone, senza capire che si uccide , come
fra gli assassini, o senza pensare che si sta uccidendo, come fra
i soldati, sono dovuti al fatto che nessuno presta la dovuta attenzione
alla circostanza, che sembra astrusa, che anche gli altri sono anime.
(Pessoa, Il libro dell’inquietudine pag. 53. Feltrinelli 2005)
Non
meravigli il titolo della mia relazione, ma proprio le cose che
ho trovato nella ricerca di materiali relativi all’organizzazione
dei servizi sociali e sanitari, mi hanno suggerito questa domanda

|
| Renato
Parrino: Relazione sull'imputabilità |
Sappiamo
che quando, oltre due secoli fa, Philippe Pinel ebbe la grande
intuizione di separare dagli ospizi-prigioni i criminali ed i malati
mentali, riconobbe che per questi ultimi erano necessarie le cure
e non le catene. Si ebbe la legittima ammissione della malattia
del corpo da non accomunare con la criminalità.
Con
l’apertura dei primi due manicomi a Bicetre e a Salpetriere, quali
luoghi di cura, l’intuizione era buona. Il risultato pessimo perché
da uno stato di segregazione si passò ad un altro pressoché identico

|
| Augusto
Mariani : Per la chiusura degli
OSPEDALI PSICHIATRICI
GIUDIZIARI |
Augusto Mariani, padre, a cui dobbiamo
l'ultima sentenza della Corte di Cassazione (nr. 367 del 29.11.04)
sull'incostituzionalità delle misure di sicurezza in OPG, pur non
potendo esserci a Milano, ci ha mandato il suo contributo 
|
| Costanza
Fanelli, Presidente Legacoopsociali |
Legacoopsociali,
l’associazione nazionale delle cooperative sociali aderente a Legacoop,
costituita di recente per potenziare, in questa fase complessa per
il welfare del nostro paese, iniziativa e visibilità
di un importanto pezzo della cooperazione sociale italiana,
chiede di aderire al Forum della salute mentale, ritenendo questo
un luogo di grande importanza per rimettere al centro dell’attenzione
della politica e delle pratiche degli attori sociali la questione
della salute mentale 
|
| Zico
Perani: Diritto
al lavoro: politiche alleanze strumenti |
Rischio
e enfasi, il diritto al lavoro: vale lo stesso per la persona in
difficoltà e con disagio mentale?
Parole
chiave:
- Il
lavoro è per l’uomo; o l’uomo è per il lavoro?
( paradigma del vangelo: la legge e per l’uomo o l’uomo
per la legge.)
- Il
lavoro non è più una virtù ( paradigma l’obbedienza non è più
una virtù d.L.Milani.)
Questo
presupposto se così si può dire, parte dalla riflessione che deriva
dall’osservazione che si prospetta attraverso un frangente, o meglio
una fessura,una crepa 
|
| Gaetano
Bonanno, Palermo, infermiere professionale |
- Eppure qualcosa m'inquieta

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