Secondo Rotelli e Dell' Acqua, ''la gran parte delle Regioni italiane sono ancora lontane dall' aver svolto i propri compiti ed esercitato i propri obblighi in materia. Eppure compete esclusivamente ad esse la titolarita', la responsabilita' e la possibilita' di organizzare adeguatamente i servizi territoriali integralmente sostitutivi dell' ospedale psichiatrico. Invece in molte Regioni - proseguono - sotto il profilo quantitativo i servizi allestiti sono complessivamente insufficienti o non equilibrati. Ma il quadro e' del tutto inadeguato soprattutto sotto il profilo della qualita' e della appropriata allocazione delle risorse alle singole strutture. '' In particolare, Rotelli e dell'Acqua rilevano che solo in poche Regioni si destina ai servizi di salute mentale, come previsto in vari documenti, una quota orientativamente dell'ordine del 5% dell' intera spesa sanitaria, mentre in molte Regioni si usano di norma e sotto le piu' varie denominazioni cliniche private per il ricovero di pazienti psichiatrici, in  difformita' con quanto previsto dalla legge 180. I due allievi di Basaglia ricordano che esiste un modello organizzativo di servizi per la salute mentale e che tale modello, ''gia' presente da anni e con provata efficacia in alcune aree del Paese, e' del tutto praticabile e sostenibile, finanziariamente compatibile e per nulla di difficile attuazione, se chiaramente voluto e perseguito con adeguata  determinazione''. (ANSA).