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L'Unione dei
partiti di centro-sinistra ha introdotto nel proprio programma,
all'interno del capitolo sulla salute, una
sezione dedicata alla salute mentale, che contiene i seguenti punti:
Tutto ciò rientra
in una concezione di welfare delle autonomie locali, municipale, di
comunità in cui lo sviluppo dei servizi esalta il protagonismo e le
risorse di utenti, reti e legami sociali, concezione che appare agli
antipodi del governo lombardo della salute. Formigoni ha ipotizzato come
luogo dell'integrazione socio-sanitaria il Distretto, cioè un organo
debole e marginale di un’ASL, che può solo comperare e controllare,
senza gestire. E in nome della libertà di scelta, inapplicabile nel
campo della salute mentale, ha voluto un welfare dei consumatori-utenti,
di aziende e organismi erogatori di prestazioni tariffate, numerate,
quantificate, acquisibili da soggetti pubblici e privati. La. salute,
invece, non è una cosa che si compera, ma un progetto che si.
costruisce con la cooperazione di una grande quantità di soggetti. E' stato per
rispondere a tali situazioni col massimo di efficacia e garantendo il
rispetto della dignità della persona che, anche in Italia, con la
critica e il superamento del modello manicomiale, è stata introdotta
l'organizzazione dei servizi che si rifà alla psichiatria di comunità
o territoriale. Un mondo aperto, ricco, complesso e variegato,
lontanissimo dal mondo chiuso delle aziende sanitarie e ospedaliere
della più ricca regione italiana, nelle quali il potere di gestione e
quello professionale sono conferiti sulla base di rapporti fiduciari e
di fedeltà: la giunta regionale sceglie i direttori, i manager
nell'ambito dell'area politica delle forze che governano la Regione
("spoil system"). La selezione per rapporto fiduciario si
perpetua anche nella scelta dei capi dipartimento o dei singoli primari
della salute mentale. Una indicazione
importante del programma dell'Unione è il progetto obiettivo nazionale
"Tutela della salute mentale 1998-2000", che comprende, tra le
priorità, gli standard servizi/popolazione, il cui rispetto consente ai
Dipartimenti di salute mentale di funzionare. La giunta regionale
lombarda ha ignorato tale norma nel Piano socio-sanitario 2002-2004,
l’ha appena citata nel Piano salute mentale 2003-2005 e disposizioni
successive, col risultato che le persone e le famiglie con basso potere
contrattuale, caricate di stigma, quelle che non sanno o non possono
scegliere, invece di essere aiutate, sostenute nelle scelte, sono
costrette a subirle o vengono abbandonate. Inoltre, la giunta regionale
non riconosce alle comunità locali, ai territori l'autonomia nel
determinare l'assetto dei servizi. Per i servizi di salute mentale
lombardi –che già lavorano con una carenza di organico di oltre il 30
per cento– non vi sono garanzie né a livello locale né a livello
regionale, visto che non vi sono vincoli di scopo nei bilanci della
Regione, né in quelli dei direttori generali delle aziende sanitarie ed
ospedaliere, e, a livello dell'assessorato alla sanità, non c'è una
cabina di regia del piano. Così la capacità di operare dei DSM
lombardi finisce col dipendere dallo stato del bilancio della singola
azienda ospedaliera, mentre agli psichiatri è riconosciuto il potere di
decidere del destino, della qualità della vita quotidiana e
dell'accesso ai trattamenti di un cittadino paziente. E, potendo ciascun
primario fare quello che più ritiene opportuno, accade che anche in
Lombardia ci siano isole di buon funzionamento e buone pratiche. Ne è
esempio l'eliminazione delle contenzioni e delle porte chiuse, che solo
alcuni servizi hanno introdotto, mentre non è fra gli obiettivi di
tutti i DSM. L'analisi dei
provvedimenti adottati dalla più ricca regione italiana in tema di
salute mentale e dei riscontri degli utenti e delle famiglie, contenuta
nelle relazioni alla giornata inaugurale del Forum lombardo, il 9
ottobre 2004, e approfondita in quella di Luigi Benevelli al Forum
nazionale testé svoltosi a Milano, evidenzia dunque un quadro
mortificante, una condizione di abbandono, smarrimento, impasse e
sofferenza dei servizi di salute mentale pubblici: si arriva al colmo di
non poter effettuare le visite domiciliari per non sguarnire di
personale il cps. Tenuto conto di
tutto ciò, il Forum lombardo per la salute mentale:
Sulla base di tali
criteri, contenuti nel documento programmatico del Forum nazionale per
la salute mentale, Il Forum lombardo per la salute mentale chiede che
tutti i Dipartimenti di salute mentale della Lombardia diano una prima
dimostrazione di non essere insensibili all’affermazione della dignità
e dei diritti delle persone portatrici di esperienza di disagio
psichico, avviando da subito programmi di informazione e
riqualificazione degli operatori dei servizi psichiatrici di diagnosi e
cura (spdc), tali da consentire di aprire le porte dei reparti e metter
fine alla contenzione meccanica e farmacologica, dotando a questo fine i
reparti di personale e di risorse indispensabili perché possano operare
in condizioni dignitose. La contenzione è umiliante per chi la esercita
e per chi la subisce.
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