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Giovedì All'inizio dei
lavori , monsignor Salvatore Nunnari, Vescovo di Cosenza, ha detto che
il Giovanni XXIII è un luogo di sofferenza anche per lui, che era
giunto il tempo della ricoversione, e che Assunta Signorelli era
stato un dono prezioso il cui lavoro stava già dando i primi frutti.
L'assessore Aiello ha dichiarato che questo è stato possibile per
la discontinuità di gestione che il presente vescovo ha portato avanti
rispetto a chi lo ha preceduto. Giovanna Del
Giudice ha detto che non era mai accaduto che la politica accettasse il
Forum come qui a Paola, che è importante mettere al centro dei nostri
interessi la persona, dando priorità a chi ha più bisogno, Ha quindi
indicato le linee importanti da seguire nei nuovi processi di
deistituzionalizzazione tesi alla abilitazione alla vita nei contesti della
normalità. Come è possibile curare, si è chiesta, senza correre il
rischio della libertà? Il bisogno di manicomio raiappare quando il
servizio è lontano, non accoglie, non risponde. Ha affrontato anche il
tema degli OPG schierandosi contro la regionalizzazione che non farebbe
che spezzettarli e diffonderli, e proponendo che i vari CSM si occupino
dei loro pazienti internati con progetti personalizzati opportunamente
finanziati e blocchino i nuovi ingressi. Ha infine concluso dicendo
che è indispensabile ridurre la frattura tra enunciati e pratiche. L'assessore Doris
Lo Moro ha detto che ci sono situazioni di degrado per le quali non
è possibile rimandare l'intervento e ha assicurato tutto il suo
sostegno politico e istituzionale per il superamento dell'stituto
Giovanni XXIII Nico Casagrande ha
tracciato la storia del GRIS l'istituto in cui sta lavorando, che
era sorto come istituto per la pellagra, e che era poi diventato
una specie di Cottolengo con oltre 500 persone, un centinaio di più di
quelle del Giovanni XXIII. Il lavoro da fare è di trasformare il
contenitore separato in fornitore di servizi all'interno
della rete globale. Ha anche ricordato l'importanza del rispetto alla
persona della quale ha discusso a lungo con Agostino Pirella ad
Arezzo, durante un recente convegno di Psichiatria Democratica. E'
quidi necessari che chi ha appaltato i propri pazienti all'istituto se
li venga a riprendere elaborando adeguati progetti di dimissione.Così
si combatte anche il paradigma manicomiale con il suo
contorno di contenzione fisica, eccesso di psicoafarmaci, limitatezza
degli spazi e delle risorse. In conclusione ha ricordato il documento
programmatico di Psichiatria Democratica che denuncia i rischi di
meccanismi istituzionali di segregazione anche in strutture
extramanicomiali di diverso tipo. Non a caso , quindi, qualcuno ha
definito l'istituto Giovanni XXIII un manicomio camuffato.In questo
senso non dissimile dal Gris del quale Maurizio Costantino ha fatto
qualche significativo esempio, primo fra tutti, ll predomionio della
legge del più forte. Giorgio Liguori
del DSM di Cosenza ha ricordato che il Giovanni XXIII nasce dalle
Dimissioni selvagge fatte a Nocera Inferiore e che attualmente ci sono aspetti
di novità che fanno ben sperare: norme legislative e volontà politica.
Tina Abbondanza ha ricordato che al Don Uva, in Puglia ci sono stati IO
morti, sette inchieste della magistratura e abusi di vario genere. Rita Borsellino ha
ricordato la costruzione del suo programma partecipato per le elezioni
siciliane al quale hanno partecipato oltre 25.000 persone, tra i vari
gruppi di lavoro chiamati cantieri. Questa realtà ha dimostrato il
bisogno di partecipazione diffuso tra la gente anche se non è ancora
riuscito ad imporsi come egemone a livello politico. Ha anche ricordato
un nonno dolcissimo, allontanato da casa per delle intemperanze senili,
che, riaccolto in famiglia, ha continuato comportarsi in modo
dolcissimo , nonostante il deperimento della memoria e di altre facoltà
intellettive. Ha anche sottolineato l'importanza del volontariato, in
particolare quello delle cooperative che lavorano, rischiando, sulle
terre confiscate alla mafia. Una di queste , le avevano detto che
accoglieva anche malati di mente, ma lei non è riuscita a scoprire chi
fossero, erano uomini liberi all'interno di una società libera che
li accoglie nel pieno della loro dignità di esseri umani. Raffaele Faillace
ha ricordato l'importanza dei processi di inclusione per contrastare il
loro contrario e ha riservato particolare interesse agli
affidi eterofamiliari. Nicola Valentino
ha presentato il suo libro "Pannoloni Verdi", ed.
Sensibili alel foglie, che rappresenta un dura denuncia della gestione
degli anziani nelle case di riposo. Nel mio
intervento, a conclusione dei lavori del primo giorno, ho ricordato
che lavorando al Nuovo Portolano di Salute Mentale - un grosso
portale informatico che dovrebbe aiutare il rilancio dei nuovi Fogli
d'Informazione - ho constatato che su quasi 400 interventi la parola
chiave "manicomio" è praticamente sparita. Si poteva quindi
concordare perfettamente con Giovanna del Giudice che aveva sostenuto,
che nonostante residui come il San Govanni XXIII, il GRIS, ecc. di
fatto "il manicomio è finito nella realtà e nella coscienza
collettiva". Immaginate infatti la realizzazione di un'opera come il
Protolano in qualsiasi altro paese sviluppato al mondo. La metà degli
articoli sarebbero sul manicomio, sarebbero tributi a qualcosa di
inutile, dannoso, che non cura, del quale in Italia ci siamo
liberati per sempre. Il manicomialismo, l'istituzionalizzazione ,
ovviamente continuano, e dobbiamo continuare a contrastarli. Di
fatto , però noi ci confrontiamo con la follia nel sociale. Ho
anche ricordato esempi di partecipazione, dal convegno della Pre-Sam
Scampia, a quello del CNR sui centri diurni, a tutta una ricerca
partecipata, fino al prossimo convegno della Rete Regionale Toscana
Utenti Salute Mentale, che si terrà a Marina di Massa ( 23-24
marzo , Ostello Turimar, Via Bondano a Mare 4 ) interamente
organizzato dagli utenti. Tutti questi esempi non fanno che
confermare le tesi di Rita Borsellino, cioè l'affermarsi del bisogno
collettivo di contare, decidere, partecipare. Venerdì Piero Adamo ,
intervenendo anche a nome di Sergio Piro, ha denunciato, specialmente in
rapporto alla situazione meridionale, i processi di neomanicomializzazione
e di psichiatrizzazione. Le buone pratiche, rispondendo al bisogno di
cittadinanza come prima forma etica, sono risposte indispensabili per
contrastare ogni persecuzione delle diversità. Criticando il
trionfare del neurobiologismo e dell'uso indiscriminato di
psicofarmaci, ha ricordato che il rifiuto della psicogenesi, nello
sviluppo della malattia mentale, significa negare la storia e la
soggettività. Anche sostenere che la malattia mentale è una malattia
come tutte le altre è deleterio. Ha infine criticato gli SPDC chiusi,
dove trionfa la contenzione e l'abuso di farmaci, e che sono
l'inevitabile corollario di ambulatori ridotti a meccanici
distributori di pillole. Giuseppe Donato,
dell'Università di Catanzaro, ha criticato l'etica utilitaristica che
lascia intatto lo sfruttamento economico della malattia, psicofarmaci,
ecc., dimenticando la persona e la coscienza. La persona va colta
come fine, non come mezzo,da qui l'importanza della molteplicità
dei linguaggi, delle Babeli, della dialettica, contro il pensiero unico. Quirino Ledda e
Lorenzo Sibia, della Lega Cooperative Sociali, hanno descritto la
situazione locale, con i suoi problemi di precariato, incertezza per il
futuro. Vito Inserra
ha descritto la situazione delle Marche, ha criticato, nel Forum,
un certo alleggerimento della rappresentanza dell'associazionismo e ha
sottolineato l'importanza di risposte ambientali integrate. Rosa
Ferrara (Unitasi) ha descritto il volontariato come amore, che si pone
continuamente il problema: come servire? Come il buon samaritano
che aiuta chi vive nel disagio. Franca Caffa (CONIT) Ha criticato i
quartieri ghetto delle case popolari dove si può morire in casa da soli
ed essere ritrovati dopo mesi. Ha denunciato la solitudine di Milano, la
divisione e privatizzazione dei servizi. Renato Nunnari, Piero Fantozzi,
Luigi Marotta, Silvia Bon, hanno descritto diverse situazioni
locali. Una infermiera da Vicenza ha denunciato il pericolo che nel
locale SPDC vengano messe le sbarre alle finestre, cosa contrastata dal
Forum di Venezia (Anna Poma). L' Appassionata denuncia di Valentina
Calassa e Francesca Esposito del Collettivo di Psicologia di Roma,
sulla separazione tra università e servizi, e la descrizione di
Calogero Parisi del lavoro di una cooperativa di giovani che
coltiva terreni espropriati alla mafia hanno concluso i lavori della
mattinata. Nel pomeriggio,
dopo gli interventi di Enzo de Riso e Luigi Veraldi, il
prof. Gaetano Silvestri, Giudice della Corte Costituzionale, ha
sostenuto che collegare malattia mentale e pericolosità significa
tradire la tutela della persona che va tutelata così come è. Ha poi
ricordato la sentenza del 1982 che ha attualizzato il concetto di
pericolosità sociale e quella del 1998 che ha sancito l'ìnapplicabilità
ai minori delle misure di sicurezza per reati di persone ritenute
inferme di mente. Ha poi indicato l'importanza delle sentenze 255
del 2003 che ha interrotto certi automatismi nel ricovero in OPG e della
377 del 2004. Ha concluso sostenendo che se non ci fosse stato
Franco Basaglia non ci sarebbero state nemmeno queste sentenze dai
contenuti avanzati. Gisella Trincas
dell'UNASAM ha sostenuto che il giudice può adottare misure
alternative ma spetta poi ai servizi trovare soluzioni diverse. E'
necessario lavorare per far sì che gli operatori siano sempre più
all'altezza dei loro compiti ma intervenire anche come cittadini per una
società più giusta e solidale che non neghi diritti e risorse anche ai
più deboli. In questo senso i familiari devono ribellarsi mettendo a
disposizione anche avvocati quando necessario. Don Pippo Insana
ha ricordato il suo difficile lavoro con i ricoverati all'OPG di
Barcellona Pozzo di Grotto, in provincia di Messina, che ha
permesso la dimissione di 55 persone. Nella sua denuncia ha ricordato
che i tagli alle spese sono drammatici. I ricoverati mangiano con un
budget di 2 euro al giorno e mancano addirittura i farmaci. Laura
Turini a descritto le iniziative dell' ARCI a Montelupo Fiorentino. E' stato anche denunciato un
incredibile episodio avvenuto in un SPDC. I genitori di un ragazzo che
stava per essere trasferito in OPG si sono opposti al ricovero. Per
impedirlo si sono sdraiati davanti alla macchina della polizia. Allora
lo psichiatra ha fatto loro due TSO e sono stati ricoverati! Sabato Sabato il convegno
ha continuato i lavori all'Istituto Papa Giovanni XXXIII, entrando nel
quale molti di noi hanno provato una certa emozione, come se si
fosse tornati indietro di molti anni, le prime volte che si metteva
piede in OP. Alessandro
Chieregato della CGIL Funzione Pubblica Nazionale, ha ricordato che i
costi del privato hanno superato il pubblico già in alcune situazioni,
come in Lombardia, per cui si rende necessario un rilancio forte
delle lotte per la salute pubblica. Il Presidente
della Regione, Logliero, ha detto che su certi problemi , come la
contenzione fisica, non è possibile alcuna mediazione, va eliminata e
basta. Per i processi di inserimento lavorativo gli appalti non
possono essere al massimo ribasso. Bisogna intervenire anche su lavori
usuranti anche se è difficile definirli. E' necessario battersi contro
la diffusa voglia di chiudere, nascondere, istituzionalizzare,
realizzando DSM aperti 24 ore. Letto il saluto di
Livia del Turco, Giovanna Del Giudice ha ricordato l'importanza di
arrivare al superamento dell'istituto che ci ospitava, col contributo di
tutti. Presentando la
piattaforma ha quindi sostenuto che è necessario: - fare della
Salute Mentale un problema centrale - ridurre le
differenze regionali - che Regioni,
Comuni, ecc. lavorino per la diffusione della cittadinanza e dei
diritti. Per quanto
riguarda i contenitori dell'abbandono ha detto: no a dimissioni
selvagge, sì a dimissioni programmate e finanziate, avviando percorsi
individuali di presa in carico, da parte dei contesti di provenienza,
favorendo ricostruzione di storie e legami familiari.
Attraverso gruppi di convivenza non troppo ampi, con diversi
livelli di copertura, affidi eterofamiliari, e ritorni a casa. Incrementando
l'impresa sociale che sostenga gli utenti e le case di civile abitazione
massimo per 10 persone. E' stata anche
richiesta la chiusura di case di cura e cliniche private, la
creazione degli SPDC dove mancano, posti di accoglienza sulle 24 ore e
CSM con posti letto, aumento delle visite domiciliari, percorsi di
autonomia ed emancipazione. E' stato infine
richiesto il superamento degli OPG e la chiusura dell'OPG femminile di
Castiglione delle Stiviere, restituendo le 80 donne presenti ai loro
contesti con singoli progetti individuali. Una tavola rotonda
ha concluso l'incontro. Lasciando
l'istituto ho avuto il piacere di presentare ad Assunta Signorelli l'ex
assessore Giovanni Dieni, uno dei primi promotori del cambiamento
nel campo della salute mentale in Calabria e promotore dell'importante
convegno di Cosenza nel 1976. saluti Paolo
Tranchina
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