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La piattaforma
del V Forum Salute Mentale di Paola |
| Il
17 marzo il Forum Salute Mentale, all’Istituto Papa Giovanni XXIII
di Sierra d’Aiello, a conclusione di tre intense giornate di lavoro
che hanno visto più di 500 persone confrontarsi, discutere,
connettersi…. sui temi proposti ‘i contenitori dell’abbandono’ e ‘l’ospedale
psichiatrico giudiziario’ ha approvato la seguente piattaforma:
“Riteniamo maturi i tempi perché il Governo faccia della salute mentale
una questione nazionale e si adoperi per ridurre le insopportabili
differenze fra le diverse regioni. Da parte loro i governi regionali,
in sintonia con il Governo centrale, devono concretamente adoperarsi
per la costruzione di un sistema di servizi per la salute mentale
fortemente integrato nell’area socio-sanitaria e nella comunità locale,
capace di mantenere le persone con sofferenza nella cittadinanza,
nei diritti, nei contesti di vita della normalità"
Rispetto ai temi affrontati nelle giornate di Paola 15-17 marzo, il
Forum chiede:
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| La cronaca, le
riflessioni, le considerazioni: |
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Dalla stampa: |
| Anna
Poma |
Si va in manicomio per imparare a morire (Alda
Merini)
Ci sono volute
14 ore, a noi che veniamo dal Veneto, per raggiungere questo posto
in fondo alla Calabria dove si tiene il V° Forum Nazionale
per la Salute Mentale. Con un treno sporco e un po’ ubriaco che
ogni tanto sembrava ripensarci e tornare sui suoi passi. Ma ci sono
volute molte ore anche a chi è partito dalla Toscana, dall’Emilia,
dal Lazio, dalla Puglia, dalla Basilicata, dalla Campania.
Come se una distanza aggiuntiva andasse a sommarsi alla distanza
reale, un confine più spesso e faticoso da percorrere rendesse più
arduo raggiungere questo luogo, di cui molti fino ad oggi ignoravano
completamente l’esistenza. Eppure a Paola ci stanno aspettando.
Sanno di noi, c’è un’attesa sorprendente sul nostro arrivo: dalla
stazione agli alberghi, dai ristoranti al Comune, ubicato
nell’ antico convento di S. Agostino, il Forum è un ospite straniero
ma sufficientemente illustre ed imponente da imporre preparativi,
attenzione, accoglienza

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| Assunta
Signorelli |
Grazie Anna, oggi,
dopo 15 giorni di tensione fortissima, di stimolazioni provenienti
da mille parti, dopo l’esplosione, anche grazie al Forum, di forti
contraddizioni nel Papa Giovanni, dove pare che, forse (il condizionale
in questa regione è sempre d’obbligo), si riuscirà nell’utopica
impresa di lavorare coniugando i diritti di chi lavora con quelli
di chi soffre; mettendo mano alla trasformazione di un’istituzione
che per circa 40 anni si è fatta forte, per occultare le vite di
scarto, dell’ipocrisia di una psichiatria di tutto liberata tranne
che del suo essere strumento dei potenti; oggi, pensavo di proporre
le mie riflessioni sull’intervento di Fiorillo, che avevo inizialmente
colto con un senso di liberazione!

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| Gianpiero
Fiorillo e quanto, a seguito del suo scritto, ci è pervenuto |
Dopo il Forum di Paola mi sembra importante porre alcune domande,
in parte sollecitate da discussioni in margine all’incontro.
La prima riguarda la strutturazione delle giornate, che è sempre
più diventata una strutturazione da convegno. Ci sono relazioni,
interventi preordinati, film, presentazioni. Poi c’è uno spazio
per gli interventi liberi, che in questo modo vengono contingentati
e ridimensionati. Gli interventi liberi sono quasi per definizione
“da meno” rispetto agli altri. Sono piccole variazioni sul tema,
o addirittura fuori tema, improvvisi che in sostanza lasciano il
tempo che trovano, e che spesso servono solo come valvola di sfogo
per gli arrabbiati, i movimentisti, e per i temi troppo scabrosi.
Nel peggiore dei casi non riescono neanche a canalizzare queste
rabbie, le scoraggiano in partenza. In questo modo ogni “sorpresa”
è interdetta; la ricchezza del Forum e la partecipazione ne fanno
le spese. Possibile che non si riesca a immaginare una formula diversa,
una formula realmente democratica? La
seconda riguarda gli argomenti trattati

Bruna
Bellotti: Carissimi
amici del Forum, mi dispiace esternare la mia profonda preoccupazione
ma credo proprio che anche tra di noi associazioni, se veramente
vogliamo considerarci di tutela dei diritti dei nostri familiari,
dobbiamo fare delle serie riflessioni. Mi ha colpito che a seguito
dell'intelligente ed allarmante scritto di Fiorillo non ci sia stato
un seguito immediato. Mi trovo invece da parte di Andrea Melluso
la sua incalzante proposta per il 13 maggio 2008, per carità
non voglio dire che non sia interessante, ma credo che le nostre
preoccupazioni immediate dovrebbero essere, fra le tante, quelle
sollevate da Fiorillo. Non sarà che è molto più facile organizzare
ed impegnarci per fare cose di vetrina che non cose che portino
reali benefici per i nostri malati ed anche per la società nel suo
complesso considerando anche il carico contributivo che
pesa sulla collettività. In definitiva lancio un appello a
chi è veramente interessato di lavorare sulle osservazioni sollevate
da Fiorillo e su altre di quel tenore di formare un gruppo per lavorare
insieme
Sergio
Piro: Sono
profondamente d'accordo con Bruna Bellotti e da sempre con Fiorillo.
Sono d’accordo a impegnarmi a lavorare sulle osservazioni sollevate
da Fiorillo e su altre di quel tenore di formare un gruppo per lavorare
insieme, fino al limite che l’età e la salute mi consentiranno
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| Paolo
Tranchina |
Sono
lieto di trasmettervi la cronaca del V forum di Salute Mentale che
si è tenuto a Paola nei giorni 15-16-17 marzo e chi ha avuto
come tema centrale "i contenitori dell'abbandono" ossia
strutture private di tipo manicomiale come L'istituto Giovanni XXIII
a 40 km da Paola , della cui deistituzionalizzazione si sta
occupando Assunta Signorelli, o quello a Nord, il GRIS, in cui
stanno lavorando Nico Casagande e Maurizio Cosantino. Al
convegno hanno partecipato 500 persone circa, con molti giovani,
familiari, cooperative del privato sociale 
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| Aldo
Lotta |
Cari
amici, sento il bisogno di comunicare, dopo essere stato insieme
a voi a Paola alcune sensazioni, e magari confrontarle con le vostre,
convinto che ciò possa aiutarmi a procedere secondo la rotta più
“giusta”. Dopo Roma mi è parso che lo spirito del Forum si sia mantenuto
e gradualmente rinforzato: la “piazza” è sempre più grande, più
affollata, più colorata e variopinta. Non ci sono bandiere, altoparlanti,
comizi, ma persone libere, o che scoprono di poterlo essere, con
le loro voci, i sentimenti, i drammi di fronte alle quali non troviamo
il politico che “ascolta e promette”, ma altre persone che vanno
oltre l’ascolto, si immedesimano, fanno tesoro dei drammi per poter
aiutare ed aiutarsi, rimediare, prevenire, magari correggendo la
propria rotta, troppo solitaria, per procedere meglio insieme. A
Paola il bellissimo luogo dell’incontro, pur vasto e accogliente,
con un’organizzazione perfetta, si è rivelato, con piacevole sorpresa,
angusto, insufficiente ad accoglierci tutti
ma non per questo ha fallito nel funzionare da cassa di risonanza
“nazionale” per le richieste, i bisogni, le speranze, i propositi
di quanti hanno partecipato o sono stati rappresentati. Ma soprattutto,
ho avvertito come più assordante, al di là della denuncia
delle cattive pratiche, un più consapevole, lucido, protagonismo
di chi ne è stata vittima: una narrazione spietata di vicende di
incuria e di soprusi, che sanno di quotidianità, di terribile “normalità”
(a 30 anni dalla “fine” del manicomio!) 
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