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Significa riuscire a mobilitare quegli operatori che risposero con entusiasmo alla nuova sfida al disagio mentale e che ancora oggi, in mezzo alle difficoltà e alle frustrazioni, continuano a sperimentare e a credere che esistano possibilità di cura al di fuori dei canoni rigidi della pratica clinica. Significa riuscire a dare risposte agli utenti, volendo significare con questo termine forse troppo asettico non solo le persone che vivono nel proprio corpo quel disagio, ma anche le loro famiglie che ne sopportano il carico, soffrendo spesso un solitario senso di impotenza, pur se alleviato dalle infaticabili organizzazioni del volontariato. E qui non posso fare a meno di ricordare la figura di Domenico Luciani, al quale dedichiamo queste giornate e al quale è stato intitolato uno sportello attivo di auto-mutuo aiuto alle famiglie, presso il Centro servizi del volontariato di Rende, sede di riferimento anche per il nostro Forum calabrese. Vogliamo coinvolgere in questo processo gli amministratori del servizio sanitario e degli enti locali, che esortiamo ad essere anche loro protagonisti di questa sfida, a non aver paura di sperimentare anche nuove soluzioni e nuovi strumenti gestionali, perché sappiamo che il denaro da loro amministrato può produrre fatti concreti di crescita, con maggiore soddisfazione dei destinatari e talvolta con qualche risparmio. Vogliamo lanciare un appello alle forze imprenditoriali, sia quelle sociali che quelle private, per abbandonare la strada delle soluzioni facili e del semplice profitto, per accettare il terreno della ricerca di nuove forme e di nuovi spazi, più rispondenti ai bisogni di riscatto delle esistenze, consapevoli della finitezza delle risorse finanziarie. Vogliamo qui soprattutto discutere, ascoltare tutti, ma con l’impegno comune di realizzare il cambiamento e non soltanto affermare dei principi. |