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Perchè Paola? |
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Tema centrale
dell’incontro è la riflessione, dopo la fine del manicomio, sui
“contenitori dell’abbandono” che necessitano di progetti per
deistituzionalizzare i ricoverati a vita, ma anche
sugli ospedali psichiatrici giudiziari e sugli abusi alle “vite
di scarto”, per un ritorno ai diritti e alla legalità. Significativo il
titolo che abbiamo deciso di dare a questa nuova avventura: “Se
non ora quando? Liberi dal bisogno. Forti nei diritti” Riteniamo maturi
i tempi, infatti, perché il governo faccia della salute mentale una
questione nazionale e si adoperi per ridurre le insopportabili
differenze fra le diverse regioni. Da parte loro i governi regionali, in
sintonia con il governo centrale, devono concretamente adoperarsi per la
costruzione di un sistema di servizi per la salute mentale fortemente
integrato nell’area socio sanitaria e nella comunità locale, capace
di mantenere le persone con sofferenza nella cittadinanza, nei diritti,
nei contesti di vita della normalità. L’incontro è
organizzato dal Forum Salute Mentale della Calabria che guarda con molta
preoccupazione a quanto accade nel governo della regione, dove un
assetto istituzionale sempre in bilico e in continuo cambiamento
impedisce l’attuazione di programmi ed azioni necessarie per tradurre
in pratica una volontà, espressa in maniera forte e coerente dall’Assessora
alla Salute, che ponga come prioritaria la costituzione di servizi
pubblici per la salute mentale, forti e capaci di assumere la questione
della lotta all’internamento, qualunque esso sia e a chiunque sia
rivolto, come linea guida centrale nella pratica quotidiana dei servizi,
in accordo con le dichiarazioni di Helsinki dell’Organizzazione
Mondiale della Sanità sulla salute mentale. I continui e
drammatici episodi che attraversano la situazione politica, sociale ed
istituzionale calabrese, la spettacolarizzazione mediatica di una
malasanità che ha radici remote necessitano di una consapevole, forte e
collettiva assunzione di responsabilità per restituire prospettive a
una terra travagliata che, pure, non ha disperso i segni di una civiltà
e di una cultura antica e, quindi, ha in sé risorse per costruire
autonomamente percorsi di cambiamento. Importante e
significativa in questo quadro è la partecipazione di Amministratori e
Amministratrici che vorranno
dare il loro contributo per arricchire queste giornate di idee, pratiche
e soluzioni efficaci per chi vive sulla propria pelle il disagio o
ancora peggio l’indifferenza e
l’incapacità .
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