I Contenitori dell’abbandono - Gli istituti        

Quando parliamo degli “istituti” pubblici, privati e misti, ci  riferiamo ai contenitori di diversa tipologia che internano malati di mente,
disabili fisici, psichici, sensoriali, ex lungodegenti degli Ospedali Psichiatrici, anziani

soli, anziani disabili, devianti, persone dimesse dagli Ospedali psichiatrici giudiziari, mandate dal giudice di sorveglianza in assenza di risposte dai Dipartimenti di Salute

Mentale di competenza.

Gli istituti presenti nel territorio nazionale devono essere
attraversati da progetti di de-istituzionalizzazione:

Diciamo NO alle dimissioni selvagge

ma vogliamo:

  • percorsi individuali di presa in carico delle persone internate: ricostruzione delle storie, analisi dei contesti di  provenienza e delle risorse, ricostruzione dei legami socio-familiari e costruzione dei rapporti con i servizi socio-sanitari di competenza;

  • percorsi di accompagnamento, per le persone che possono essere dimesse,
    verso gruppi di convivenza nei territori di origine, in rapporto con i
    servizi socio-sanitari di competenza;

  • affidi etero familiare;

  • ritorno a casa supportato ed assistito.

 

Il Forum Salute Mentale chiede precisi impegni ai governi regionali dove insistono gli “istituti”,  per l’attivazione di percorsi di de-istituzionalizzazione attraverso:

 

  • il finanziamento di percorsi terapeutico-abilitativi individuali /budget di salute;

  • la costituzione di gruppi di convivenza, inseriti nei contesti urbani, di piccole dimensioni, per un massimo di 10 persone, con diversa intensità di protezione;

  •  lo sviluppo e il sostegno a forme di impresa sociale che supportino il
    protagonismo e l’emancipazione degli uomini e delle donne utenti dei servizi di salute mentale;

  • la dimensione comunitaria degli interventi.


I gruppi di convivenza devono  essere ‘case’ di civile abitazione, qualificate nell’habitat, inserite nel contesto urbano, fortemente collegate con i servizi socio-sanitari del territorio, organizzate secondo ritmi e attività di tipo domestico, capaci di sviluppare le capacità ancorché residue delle persone.


Vanno previsti ed istituiti percorsi formativi e di qualificazione degli
operatori e delle operatrici degli “istituti” ancorati ai processi di
de-istituzionalizzazione, che permettano a questi di partecipare ai
processi di cambiamento e di essere inseriti a pieno titolo nelle nuove residenze.


Rispetto agli standard strutturali per l’accreditamento delle
residenze, in riferimento a quelle già esistenti o di nuova
istituzione, bisogna uniformarsi alla tipologia di residenzialità
prima definita.

 

I Contenitori dell’abbandono - Le case di cura e cliniche neuropsichiatriche

 

Il Forum chiede un forte impegno per la chiusura delle case di cura e
cliniche neuro-psichiatriche perché in contrasto con i principi
della legge 180, la riconversione delle risorse e del personale opportunamente
qualificato nei servizi pubblici da costruire o da potenziare.

 

Va contrastato il ricorso al ricovero nella case di cura attraverso:

  • l’istituzione di Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura nei
    Dipartimenti di Salute Mentale in cui mancano;

  • l’istituzione di posti di accoglienza diurni /notturni, H24, nei Centri di Salute Mentale;

  • il rafforzamento e la qualificazione degli interventi domiciliari  con il sostegno alla vita quotidiana degli utenti;

  • la costruzione di una rete di residenze a diversa intensità di protezione;

  • lo sviluppo di programmi abilitativi, formativi nei percorsi della normalità per
    il raggiungimento di autonomia, emancipazione ed inclusione sociale.
     

L’Ospedale Psichiatrico Giudiziario

 

Il Forum chiede che:

  • in ogni Regione venga istituito un Osservatorio regionale che raccolga i dati e che monitori tutte le informazioni sui cittadini e le cittadine della regione internati negli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (Opg), insieme a casi studio, buone pratiche, tutele giuridiche possibili versus comportamenti anomali dei magistrati e diritti violati;

  • le Regioni, attraverso le Aziende dei servizi sanitari e i Dipartimenti di salute Mentale, al fine di ridurre e superare l’utilizzo degli Ospedali psichiatrici
    giudiziari in applicazione della legge 180, del decreto legge 230/99
    e delle sentenze 253/03 e 367/04 della Corte costituzionale, elaborino annualmente progetti terapeutico-abilitativi individuali dotati di risorse-budget di salute finalizzati alla dimissione e alla revoca della ‘Misure di sicurezza’ delle persone di propria pertinenza territoriale internate negli ospedali psichiatrici giudiziari;

  • le Regioni attivino convenzioni con i Dipartimenti
    dell’Amministrazione Penitenziaria regionali, che impegnano le
    Aziende Sanitarie Locali e gli istituti penitenziari a protocolli
    operativi per la tutela della salute mentale della popolazione
    carceraria e per contrastare gli invii in Opg;

  • ogni Azienda Sanitaria Locale, in cui insiste l’OPG, attivi con questo una convenzione per la presa in carico delle persone internate del proprio territorio e come tramite con le altre ASL/DSM per persone degli altri territori, onde favorire la presa in carico e la dimissione.

Il Forum si oppone ad ogni iniziativa tesa alla regionalizzazione di strutture deputate alla gestione della ‘pericolosità sociale’ e chiede che vengano invece attivate e promosse strategie volte a favorire la regionalizzazione della
responsabilità, delle sinergie, dei processi, dei progetti
individuali a favore delle persone sottoposte a misure di sicurezza e in alternativa a queste.

 

Da ultimo, il Forum chiede che dal Governo centrale, sostenuto dai governi regionali, venga elaborato un ‘Progetto obiettivo’ finalizzato alla chiusura
dell’Opg femminile di Castiglione delle Siviere, come sperimentazione della fine dell’Opg, che preveda il finanziamento  di progetti terapeutico-riabilitativi individuali
attivati per ogni donna internata dai Dipartimenti di Salute Mentale di competenza. E non l’apertura a Barcellona Pozzo di Gotto del padiglione ristrutturato per le donne.

 

La Formazione

 

Il Forum chiede che le facoltà di Psicologia e le scuole di specializzazione di Psichiatria stabiliscano rapporti formali con i Dipartimenti di Salute Mentale al fine di assicurare una formazione adeguata all’operatività dei servizi pubblici.

Chiediamo che agli studenti e alle studentesse delle facoltà di Psicologia e delle scuole di specializzazione in Psichiatria venga assicurata una formazione sul campo relativa al trattamento delle persone con grave sofferenza psichica.
Chiediamo che le tematiche relative alla nocività dell’internamento, alle alternative al ricovero, al lavoro multi-disciplinare in rete facciano, a pieno titolo con le altre materie d’insegnamento, parte del piano di studi delle facoltà di Psicologia e delle scuole di specializzazione in Psichiatria.


        

A conclusione dei lavori si è deciso che il VI Forum Salute Mentale si farà in Veneto, a Venezia e che il 13 maggio 2008, a trenta anni dalla promulgazione della legge 180, il Forum organizzerà a Roma una grande manifestazione colorata e gioiosa chiedendo al Governo che la data del 13 maggio venga istituita come la giornata della salute mentale.