|
E sì perché il consenso diffuso, l’assenza di polemica mi creano sempre una qualche preoccupazione! Ma, in fondo, sentivo che la polemica poteva essere sterile perché mescolava verità e bugie (i tempi dei professori sono stati i ipiù contingentati, gli interventi preordinati erano i primi arrivati per mail, tutte le realtà locali hanno avuto spazio per intervenire, la parata, se c’è stata, segnalava un interesse reale, foss’anche nella direzione di un timore di perdere un treno in corsa e di un tentativo di governare un dissenso altrimenti pericoloso). Sterile perché non coglieva quello che per me era stato il problema reale: la sordità e la miopia della ministra Turco che, in un momento così delicato, aveva scelto di lasciare sola la Lo Moro che, con determinazione e coraggio, sta affrontando il nodo della sanità privata (Serra d’Aiello è soltanto la punta d’un iceberg) che, da sempre, in questi luoghi la fa da padrona! E su questo mi pare che la Calabria non è diversa dalle altre regioni semmai è, fra quelle del Centro Sinistra, la sola che sta affrontando la questione fuori da logiche compromissorie e di maniera. E la Turco è stata in buona compagnia: il governo centrale, tutto, ha evitato di dire alcunchè: eppure è sempre presente quando si tratta di commemorare e sproloquiare sui morti e sulla ‘ndragheta, basta non dover prendere impegni, non esporsi più di tanto in merito a scelte che infastidiscono i potenti! Mi arrovellavo in questi giorni, tra un’assemblea ed un incontro istituzionale, sul come intervenire nella discussione (molte telefonate mi dicevano che qualcosa dovevo pur dire!) senza scadere in una polemica sterile e personale. Stamattina, aperta la posta, ho letto Anna, il suo resoconto così bello da essere quasi visivo: mentre leggevo rivedevo le scene di quei giorni, risentivo quella tensione che non mi ha mollato mai, e mi son detta: non ho altro da aggiungere! Se non un grazie per avermi liberata dalla necessità del contradditorio e riportata alla realtà del dopo forum, alla domanda che quei giorni mi han posto: “Come andare avanti senza disperdere nemmeno una virgola di quanto accaduto, come mantenere alta la tensione su questioni che, questi 30anni ce l‘hanno insegnato, non possono mai darsi per definitivamente risolte?” Su questo cerco risposte, sulla questione degli psicofarmaci che, è vero, continua a restare sullo sfondo per motivi che a me risultano poco chiari (non mi interessano più dichiarazioni del tipo : “le multinazionali sono troppo forti” perché demagogiche e senza alteranative pratiche possibili!). Certo la manifestazione del 2008 potrà essere una risposta forte ma dovremo molto lavorare perché riesca bene in termini di contenuti e partecipazione ma forse non basta, altre scadenze andranno individuate, i forum locali dovranno proseguire nel lavoro certosino e nascosto che da anni li coinvolge, non dovremo mollare la presa. Qui non abiamo avuto nemmeno la possibilità di goderci, per un attimo, la soddisfazione di aver dato vita ad un’organizzazione quasi perfetta (piccole sbavature, ritardi sono inevitabili soprattutto se si pensa che chi ha lavorato per organizzare lo ha fatto in modo totalmente gratuito e volontario, disponibile anche a rimetterci del suo perché tutto funzionasse): dal giorno dopo, non si erano ancora spenti gli echi del dibattitto, ci siamo dovuti rimboccare le maniche perché al Papa Giovanni attecchissero quei semi di vita e di legalità che l’ingresso di tante persone aveva lasciato! Di questo voglio ringraziare tutti e tutte quelle che hanno partecipato, che si sono messi in viaggio fra mille difficoltà per raggiungere Paola, grazie davvero per noi è stato molto importante perché ormai dal 17 Marzo parlare di Salute Mentale non è più appannaggio solo deli addetti e delle addette ai lavori. Assunta Signorelli
PS: doverose alcune precisazioni: non sono Direttora Generale a Paola ma Responsabile del Progetto Salute Mentale Aziendale e il Direttore Genrale presente non era quello dell’AS di Cosenza, bensì quello dell’AS di Paola, Ivan Cavallo, che è il dg che ha posto nel piano aziendale la salute mentale ed il Papa Giovanni come obiettivi prioritari del suo intervento.
|