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il
primo incontro regionale del |
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Perché
un Forum per la Salute Mentale nel Friuli Venezia Giulia? Perché questa
Regione, storicamente la culla del processo di riforma dell’assistenza
psichiatrica, avviata da Franco Basaglia negli anni 60, presenta da
tempo una situazione di stasi: a diversi livelli, accanto a punti di
qualità, sono presenti aree problematiche che, se non affrontate,
rischiano di portare ad una regressione complessiva dell’esperienza di
riforma attuata fino ad ora. Operatori dei
servizi pubblici, utenti, familiari, cooperatori sociali, volontari e
cittadini, che non vogliono che questo accada, si sono attivati per
riproporre con forza la questione “Salute Mentale”, affinchè il
processo riformatore possa riprendere con decisione, ritenendo che la
critica all’attuale assetto dei Servizi ed il rilancio di azioni per
garantire risorse e pratiche adeguate sia l’unica possibilità per far
fronte e battere le insistenti pressioni controriformiste e l’ennesima
proposta di riforma della Legge 180. “Ridurre la
dissociazione che molti da tempo avvertono tra enunciati e pratiche nel
campo delle politiche della salute mentale” è stata la proposta di
lavoro che il Forum per la Salute Mentale nazionale ha lanciato
nell’incontro di Roma del 16/17 Ottobre 2003. Persone, con storie,
ruoli, età e sensibilità le più diverse, che hanno condiviso la
proposta, si sono incontrate a Monfalcone il 2 Dicembre 2003 e hanno
deciso che valeva la pena iniziare questa avventura, anche nel Friuli
Venezia Giulia e hanno costituito il Gruppo promotore del Forum. Il Gruppo Promotore
si è posto il problema iniziale di lavorare alla costruzione di uno
spazio permanente di confronto tra persone e alla rilettura di tutte le
questioni che riguardano la Salute Mentale. A partire da: a) i Servizi di
Salute Mentale, le loro condizioni attuali, la organizzazione e gli
stili di lavoro; b) le problematiche
più generali delle politiche sociosanitarie ed in particolare i ritardi
nell’attuazione della legge 328 e le opportunità o meno che questa
potrebbe determinare per la Salute Mentale; c) le condizioni
necessarie perché i luoghi naturali di vita delle persone diventino
luoghi di opportunità per tutti e non di esclusione, sottolineando la
funzione centrale dell’associazionismo e del volontariato nella
produzione e della promozione di salute; d) la situazione
attuale della Cooperazione sociale e la ricerca delle condizioni e delle
pratiche che ne impediscono lo sviluppo di tutte potenzialità, non
utilizzate, se non mortificate, che esistono in questo importante
settore della Comunità. Le persone che hanno
aderito al Forum hanno lavorato, in questi tre mesi, per analizzare
queste aree problematiche, avendo come obiettivo non tanto quello di
rilevare le cose buone, che sono certamente tante, quanto quello di
individuare e porre al centro dell’attenzione e dell’azione le
“cattive pratiche”. Per poterle affrontare e superare. Con tutta evidenza, si è potuto verificare come, anche in questa regione, la qualità delle cose che vengono fatte da tutti quelli che hanno, a diverso titolo, responsabilità nel campo della salute mentale, sia caratterizzata spesso da una forte ”dissociazione tra pratiche ed enunciazioni teoriche, tra principi e modelli organizzativi, tra risorse in campo e supporto alle persone”.
Nella
nostra Regione non è stato ancora del tutto abbandonato il ricorso alla
contenzione; i Centri di Salute Mentale aperti 24 ore non sono ancora
diffusi in tutto il territorio; ancora esistono servizi psichiatrici di
Diagnosi e Cura chiusi, separati e mal collocati; ancora in molti luoghi
le persone con disturbo mentale sono costrette a percorsi così detti
“riabilitativi” inutili, stupidi, se non addirittura dannosi; ancora
esistono strutture residenziali che riproducono l’inerzia e la
passivizzazione; ancora esistono squilibri non più tollerabili
nell’uso e nell’investimento di risorse nelle diverse aree regionali
e, per tanto, ancora diseguali finiscono per essere le opportunità ed i
diritti che alle persone con disturbo mentale si riservano.
Ecco
perché si ritiene che non sia più possibile accettare passivamente
questi sintomi di mancato sviluppo, o peggio, di degrado della qualità
e dell’attenzione nei confronti della Salute Mentale.
Ecco
perché ci si è attivati, come cittadini.
Perchè
si costruiscano, sempre di più, percorsi
efficaci di effettiva autonomizzazione delle persone con gravi difficoltà
ed azioni di prevenzione della sofferenza psichica e della sua
ingiustificata istituzionalizzazione. Perchè si rafforzi,
assieme ai servizi pubblici, la rete del benessere comunitario, in primo
luogo delle persone che hanno esperienza del disturbo mentale, delle
associazioni dei familiari e della cooperazione sociale. Perché si sostenga
lo sviluppo locale delle Comunità, e tutte le pratiche di inclusione. Perché tutti i
luoghi della salute mentale siano aperti ed attraversabili. Perché nessuno
venga più costretto ad essere oggetto di pratiche mortificanti, che
violano la dignità delle persone. Per questo, in questo momento, il gruppo promotore ha sentito l’esigenza di allargare il campo della riflessione e socializzare il lavoro svolto, promuovendo questa prima giornata plenaria del ForumSaluteMentale e lo si è voluto fare a Gorizia, per ribadire la continuità di questa azione con quanto fu iniziato da un piccolo gruppo di tecnici che non accettarono, allora, di avallare “cattive pratiche”, per non diventare complici della violenza istituzionale sulle persone |
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