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il primo incontro regionale del
forum salute mentale del friuli venezia giulia

Gorizia - Auditorium della Cultura Friulana di via Roma
lunedì 1 marzo 2004 ore 9.00/13.30


Perché un Forum per la Salute Mentale nel Friuli Venezia Giulia?

Perché questa Regione, storicamente la culla del processo di riforma dell’assistenza psichiatrica, avviata da Franco Basaglia negli anni 60, presenta da tempo una situazione di stasi: a diversi livelli, accanto a punti di qualità, sono presenti aree problematiche che, se non affrontate, rischiano di portare ad una regressione complessiva dell’esperienza di riforma attuata fino ad ora.

Operatori dei servizi pubblici, utenti, familiari, cooperatori sociali, volontari e cittadini, che non vogliono che questo accada, si sono attivati per riproporre con forza la questione “Salute Mentale”, affinchè il processo riformatore possa riprendere con decisione, ritenendo che la critica all’attuale assetto dei Servizi ed il rilancio di azioni per garantire risorse e pratiche adeguate sia l’unica possibilità per far fronte e battere le insistenti pressioni controriformiste e l’ennesima proposta di riforma della Legge 180.

“Ridurre la dissociazione che molti da tempo avvertono tra enunciati e pratiche nel campo delle politiche della salute mentale” è stata la proposta di lavoro che il Forum per la Salute Mentale nazionale ha lanciato nell’incontro di Roma del 16/17 Ottobre 2003.

Persone, con storie, ruoli, età e sensibilità le più diverse, che hanno condiviso la proposta, si sono incontrate a Monfalcone il 2 Dicembre 2003 e hanno deciso che valeva la pena iniziare questa avventura, anche nel Friuli Venezia Giulia e hanno costituito il Gruppo promotore del Forum.

Il Gruppo Promotore si è posto il problema iniziale di lavorare alla costruzione di uno spazio permanente di confronto tra persone e alla rilettura di tutte le questioni che riguardano la Salute Mentale. A partire da:

a) i Servizi di Salute Mentale, le loro condizioni attuali, la organizzazione e gli stili di lavoro;

b) le problematiche più generali delle politiche sociosanitarie ed in particolare i ritardi nell’attuazione della legge 328 e le opportunità o meno che questa potrebbe determinare per la Salute Mentale;

c) le condizioni necessarie perché i luoghi naturali di vita delle persone diventino luoghi di opportunità per tutti e non di esclusione, sottolineando la funzione centrale dell’associazionismo e del volontariato nella produzione e della promozione di salute;

d) la situazione attuale della Cooperazione sociale e la ricerca delle condizioni e delle pratiche che ne impediscono lo sviluppo di tutte potenzialità, non utilizzate, se non mortificate, che esistono in questo importante settore della Comunità.

Le persone che hanno aderito al Forum hanno lavorato, in questi tre mesi, per analizzare queste aree problematiche, avendo come obiettivo non tanto quello di rilevare le cose buone, che sono certamente tante, quanto quello di individuare e porre al centro dell’attenzione e dell’azione le “cattive pratiche”. Per poterle affrontare e superare.

Con tutta evidenza, si è potuto verificare come, anche in questa regione, la qualità delle cose che vengono fatte da tutti quelli che hanno, a diverso titolo, responsabilità nel campo della salute mentale, sia caratterizzata spesso da una forte ”dissociazione tra pratiche ed enunciazioni teoriche, tra principi e modelli organizzativi, tra risorse in campo e supporto alle persone”.

Nella nostra Regione non è stato ancora del tutto abbandonato il ricorso alla contenzione; i Centri di Salute Mentale aperti 24 ore non sono ancora diffusi in tutto il territorio; ancora esistono servizi psichiatrici di Diagnosi e Cura chiusi, separati e mal collocati; ancora in molti luoghi le persone con disturbo mentale sono costrette a percorsi così detti “riabilitativi” inutili, stupidi, se non addirittura dannosi; ancora esistono strutture residenziali che riproducono l’inerzia e la passivizzazione; ancora esistono squilibri non più tollerabili nell’uso e nell’investimento di risorse nelle diverse aree regionali e, per tanto, ancora diseguali finiscono per essere le opportunità ed i diritti che alle persone con disturbo mentale si riservano.

 

Ecco perché si ritiene che non sia più possibile accettare passivamente questi sintomi di mancato sviluppo, o peggio, di degrado della qualità e dell’attenzione nei confronti della Salute Mentale.

 

Ecco perché ci si è attivati, come cittadini.

 

Perchè si costruiscano, sempre di più,  percorsi efficaci di effettiva autonomizzazione delle persone con gravi difficoltà ed azioni di prevenzione della sofferenza psichica e della sua ingiustificata istituzionalizzazione.

Perchè si rafforzi, assieme ai servizi pubblici, la rete del benessere comunitario, in primo luogo delle persone che hanno esperienza del disturbo mentale, delle associazioni dei familiari e della cooperazione sociale.

Perché si sostenga lo sviluppo locale delle Comunità, e tutte le pratiche di inclusione.

Perché tutti i luoghi della salute mentale siano aperti ed attraversabili.

Perché nessuno venga più costretto ad essere oggetto di pratiche mortificanti, che violano la dignità delle persone.

Per questo, in questo momento, il gruppo promotore ha sentito l’esigenza di allargare il campo della riflessione e socializzare il lavoro svolto, promuovendo questa prima giornata plenaria del ForumSaluteMentale e lo si è voluto fare a Gorizia, per ribadire la continuità di questa azione con quanto fu iniziato da un piccolo gruppo di tecnici che non accettarono, allora, di avallare “cattive pratiche”, per non diventare complici della violenza istituzionale sulle persone