L'eterna questione: Legge 180 sì, Legge 180 no
La "lettura" di Luigi Benevelli alle proposte di modifica
DDL “Disposizioni in materia di tutela della salute mentale”, presentata dai senatori Fabio Rizzi e Rossana Boldi della Lega Nord

Riformare l’assistenza psichiatrica attraverso la prescrizione psichiatrica obbligatoria

Prescrizione psichiatrica obbligatoria, strutture di accertamento psichiatrico all’interno dei pronto soccorso, centri ospedalieri dedicati per la cura dei malati di depressione, trattamenti psichiatrici effettuabili anche presso strutture private accreditate rappresentano le principali novità del Disegno di Legge n. 1423 presentato dai senatori Fabio Rizzi e Rossana Boldi (Lega Nord). Ridare alla psichiatria italiana il suo ruolo di scienza medica positiva e non solamente di semplice tutela sociale del disagio psichico, attraverso la creazione di strutture di accertamento  e osservazione psichiatrica prolungata  all’interno dei pronto soccorso, l’introduzione della nuova figura giuridica della prescrizione psichiatrica obbligatoria con la quale si notificano al paziente i trattamenti cui si deve sottoporre, la possibilità di effettuare i trattamenti psichiatrici all’interno di strutture private accreditate, un finanziamento differenziato per le diverse strutture dipartimentali per fare sì che categorie diverse di pazienti psichiatrici non vengano messe in competizione per l’accesso alle risorse, l’istituzione di un Comitato tecnico permanente sulla salute mentale per dare vita ad un sistema efficace di controllo della spesa sanitaria, sull’efficienza e sulla qualità delle prestazioni erogate e infine la possibilità di curare efficacemente gli oltre cinque milioni di malati di depressione e di attacchi di panico in centri dedicati

Il testo del disegno di legge

 

Andare oltre la legge 180 del 1978” - Roma, 17 dicembre 2008

Il Programma

Adnkronos Salute : Ciccioli (pdl), anche Berlusconi ci ha detto che si deve fare 

Roma, 16. dic. (Adnkronos Salute) - Più fondi all'assistenza  psichiatrica in Italia, obbligo per il medico di recarsi al domicilio del malato qualora quest'ultimo diserti agli appuntamenti fissati nell'ambito di un progetto terapeutico e non solo. I cosiddetti Tso - acronimo di trattamento sanitario obbligatorio - più lunghi e non più ad esclusivo appannaggio degli ospedali pubblici, ma realizzabili anche nelle strutture accreditate e, addirittura, a domicilio del paziente quando si presentino le condizioni per farlo. Sono questi i punti salienti di un disegno di legge del Pdl che prevede il 'restyling' della celeberrima legge Basaglia, il provvedimento che regola l'assistenza psichiatrica in Italia. E che, qualora dovesse essere disertata dalle Regioni una volta diventata legge, prevede il commissariamento ad acta per chi non si attiene alle nuove regole

L'intervento dell'UNASAM:

... riteniamo che  oggi l’esigenza primaria non è quella di modificare le norme, quanto  quella di riorganizzare e rafforzare  i servizi territoriali di salute mentale per migliorarne la qualità e per garantire a tutti l’accesso ad un  programma personalizzato di cura ottimale. Ciò  attraverso la destinazione di nuove risorse umane e finanziarie e la cultura della “salute mentale di comunità”, programmi integrati socio-sanitari partecipativi e di solidarietà ...

La "lettura" di Luigi Benevelli alle proposte di modifica
  • L'intervento alla giornata triestina del Forum del 19 novembre 2008
  • La proposta Guzzanti prevede l’abrogazione degli articoli 33, 34, 35 e 64 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 e la loro sostituzione con un nuovo articolato allo scopo di  andare oltre una legislazione accusata di essere responsabile di aver portato  l’aumento della violenza in famiglia, l’ideologizzazione e la deresponsabilizzazione degli operatori, la mancata selezione degli stessi nel rispetto dei requisiti di “autenticità, empatia e rispetto”. Le novità sono molte, compresa quella della proposta di cliniche psichiatriche “ a misura d’uomo”, che solo per questa dizione non rischierebbero più di essere neo-manicomiali

DDL d'iniziativa GUZZANTI - DE MARCHI- Modifiche alla L. n. 833/'78 (2008)

Norme per il pronto soccorso, gli accertamenti e i trattamenti sanitari obbligatori: ... Negli RPDT (vecchi Diagnosi e Cura) e nelle nuove cliniche umanizzate il ricovero dovrà protrarsi per tutti il tempo necessario a un’adeguata osservazione, diagnosi e terapia (fino a 3 mesi, rinnovabili con apposita verifica e autorizzazione). Data l’incapacità di alcuni malati mentali di capire l’utilità o l’urgenza delle terapie, le terapie potranno essere disposte d’autorità come Trattamenti Sanitari Obbligatori da uno psichiatra dei servizi pubblici o delle cliniche pubbliche o private a ciò autorizzate. (il comma relativo all’intervento del sindaco è totalmente abolito) ....

Il Disegno di Legge

DDL d'iniziativa del senatore Carlo CICCIOLI - Modifiche alla L. n. 833/'78 (2008)

... una migliore regolamentazione dei ricoveri in forma coatta nell’ambito dei quali dovrebbero essere previsti sia ricoveri vincolati all’emergenza clinica di tipo breve, sia ricoveri di tipo protratto connessi soprattutto all’esigenza di poter disporre dei tempi necessari per un costruttivo impegno in ambito terapeutico-riabilitativo; un approccio più vicino al modello medico, con il recupero dei concetti di prevenzione, cura e riabilitazione in base alle nuove risorse della moderna assistenza e con i suggerimenti provenienti dal progresso della medicina; una presa di coscienza sul fatto che la miglior assistenza può essere erogata con maggior rispetto delle esigenze, delle risorse e delle competenze regionali, adeguandosi alle modifiche della Costituzione ...

Il Disegno di Legge

DDL d'iniziativa C'E' e altri - Modifiche alla L. n. 833/'78 (giugno 2008)

... Ogni cittadino ha diritto alla tutela della salute e alla prestazione di cure adeguate, anche qualora non sia in grado di rendersi conto, temporaneamente o definitivamente, del suo stato di malattia. Gli interventi di prevenzione, cura e riabilitazione relativi a malattie mentali sono attuati dai presìdi e dai servizi psichiatrici territoriali ed ospedalieri del Servizio sanitario nazionale (SSN), ivi comprese le strutture private convenzionate, secondo parametri definiti ...

Il Disegno di Legge

DDL d'iniziativa dei senatori CARRARA, BIANCONI e COLLI - Modifiche alla L. n. 833/'78 (giugno 2008)

... Piu' posti letto destinati ai malati psichiatrici, possibilita' di prolungare (anche a domicilio) il trattamento sanitario obbligatorio e terapia per il reinserimento nel mondo del lavoro sono solo alcuni dei punti della riforma proposta da Ciccioli, che la definisce ancora ''aperta a suggerimenti e miglioramenti''. Il testo, sottoscritto per ora da una quindicina di parlamentari del Pdl, dovrebbe essere discusso alla Commissione Affari sociali della Camera nel prossimo autunno. ''Per la prima volta - ha detto Ciccioli - ci si presenta l'occasione di una svolta, per via dei progressi scientifici e del nuovo clima culturale e politico. Spero che la discussione parlamentare porti a una riforma della legge 180 entro la fine del 2009. Ma se entro la prossima primavera non sara' ancora uscito un testo dalla Camera - ha concluso - chiedero' di intervenire con un decreto di legge'' (ANSA)

Il Disegno di Legge

I primi commenti:
Dacia Maraini: dal Corriere della Sera del 29 luglio 2008

ll sale sulla coda: Tenete i giudici lontano dai malati

E' la dimenticanza che porta a rifare gli errori di una volta? O c' è una volontà pertinace di disfare ciò che di buono è stato concepito e applicato dal pensiero sperimentale di questo Paese anche troppo immobilista? Che la legge Basaglia non funzioni fino in fondo lo sanno perfino i sassi. Ma perché troppo spesso manca la realizzazione di una parte della legge che prevede l' accoglienza dei malati nelle comunità terapeutiche, la cura assicurata, il recupero e la restituzione alla società degli individui più fragili e sconnessi. Un progetto coraggioso, non facile, certamente, ma che va comunque tentato, nel rispetto degli ammalati. Un progetto per niente utopistico. La prova sta nel fatto che in certe regioni, dove si è investito sul programma, la cosa funziona. Ma a qualcuno non è sembrato vero di mescolare le cose e chiamare errori della legge ciò che riguarda l' applicazione maldestra e parziale della legge stessa. Da qui una confusa proposta del nuovo governo chiamata «Modifiche della legge 23 dicembre 1978 n. 833 in materia di assistenza psichiatrica». Vi si parla dell' obbligatorietà dei trattamenti. Punto dolente di ogni legge sui malati di mente. Basaglia si è battuto perché i malati fossero liberi e curabili come qualsiasi altro infermo, strappandoli a quella violenza che consisteva nelle sbarre, nei letti di contenzione, nella camicia di forza, insomma nella detenzione forzata di chi veniva subito etichettato come «pericoloso per sé e per gli altri». Per quanto lodino la legge Basaglia nelle loro intenzioni, i modificatori si propongono di stravolgerne le basi con proposte che, come tante altre di questi giorni, rispondono ai sentimenti più egoistici e intolleranti della maggioranza (in questo caso la maggioranza dei sani di mente contro la minoranza degli ammalati). Voglio però ricordare che i famosi «raptus di follia» tanto frequenti, che spesso portano al delitto, travolgono persone sane di mente, che non hanno mai avuto a che fare coi centri di igiene mentale. In una prosa ingarbugliata e quasi incomprensibile, la proposta di legge si dice insoddisfatta del poco potere che ha il giudice tutelare rispetto alla parola dei medici. Che poi sono quelli che lavorano vicino ai malati. «Il giudice tutelare è stato privato di autonomia di giudizio ed è stato relegato a semplice ratificatore di decisioni altrui». Insomma come dire che c' è troppa indulgenza verso i malati che sono lasciati liberi di decidere di sé. Il punto dolente sta proprio in quel potere decisionale. Lo si vuole togliere al malato, per restituirlo alle istituzioni e al sistema detentivo. Da qui a riaprire i manicomi il passo è breve. E chi volete che protesti? Coloro che sono oppressi da depressione e angoscia mortale?

Venturini Ernesto: BREVI CONSIDERAZIONI SU DDL:

Ci troviamo di fronte a quanto temevamo, malgrado le posizioni scaramantiche di alcuni di noi, che pensavano che questa legge non sarebbe stata facilmente attaccata. E' un disegno di legge che ha, a mio modo di vedere, buone possibilità di raggiungere il suo obiettivo, quello cioè di snaturare completamente la filosofia della 180, rispondendo sostanzialmente a istanze di forte controllo sociale e dando un grande potere ( anche economico) al privato.

Che fare? Sarebbe opportuno sviluppare una capacità di contrasto tecnico scientifico molto serena (senza cadere nella trappole dello scontro "ideologico" che è quanto ci si  attende da noi!), ma anche molto ampia e agguerrita. Bisogna confutare come non terapeutiche, con dati alla mano, le modifiche proposte: la necessità di un solo e "qualsiasi" medico per avviare il TSO, la durata del periodo di TSO, il significato dei TSO extraospedalieri.

PD e il forum per la Salute Mentale devono lavorare congiuntamente e aprire un ampio e serrato dibattito nei prossimi giorni ( convegni, seminari, interviste, pareri di organizzazioni e personalità internazionali, spazio ai familiari e soprattutto agli utenti/pazienti). 

A caldo commento alcune frasi del disegno:

"...differenza, talvolta radicale, fra l'area di riferimento razionale in cui si muove il medico e quella in cui si muove il malato. Un'area, quest'ultima, caratterizzata dalla mancanza di critica di malattia, dalla gravissima frattura del rapporto di realta` e quindi, in una parola, dalla incapacita` del malato di esprimere sia un valido consenso sia un valido dissenso alla presa in carico terapeutica."

E' una frase emblematica di una posizione psichiatrocentrica che misconosce totalmente la capacità del paziente di esprimere i propri bisogni

".. .La nuova disciplina legislativa ha postulato un diverso approccio alla malattia mentale, modificando gli obiettivi fondamentali dell'intervento pubblico dal controllo sociale dei malati di mente alla promozione della salute e della prevenzione dei disturbi mentali, spostando l'asse portante delle istituzioni assistenziali dagli interventi fondati sul ricovero ospedaliero a quelli incentrati sui servizi territoriali."

 Non si può fare a meno di  un esplicito riconoscimento della validità della legge: perché modificarla?

"Il presente disegno di legge prevede una serie di modifiche alla suddetta legge che, in sintesi, mirano a:

a) snellire le procedure di trattamento sanitario obbligatorio psichiatrico;

b) istituire trattamenti sanitari extraospedalieri;

c) ristrutturare, in senso liberale, il sistema delle garanzie"

E' una dichiarazione furbescamente "garantista" ed efficiente, che  ( vedi trattamenti extra ospedalieri) sembrerebbe collimare con istanze progressiste nell'applicazione della legge.

"...medico psichiatra del SPDCO. Quest'ultimo puo` altresi`, sulla base della propria valutazione personale: dimettere il paziente annullando il TSO; trasformare il TSO in trattamento sanitario volontario oppure attuare il TSO come trattamento sanitario obbligatorio ospedaliero (TSOO). La durata del TSO viene fissata in trenta giorni..."

L'annullamento o la convalida del medico dell'SPDC presuppongono inevitabilmente che il paziente sia condotto in ospedale e quindi si è già attuato il meccanismo coattivo con tutta la sua portata negativa (stigma). E' evidente che la scelta maggiormente prudenziale per salvaguardare legalmente il medico diventerà la regola. Il tempo  del TSO è un tempo lunghissimo, che contrasta con tutti gli studi sulla durata della crisi e che ripropone i 30 giorni della legge 1904

"...i TSO extra-ospedalieri, pensati anche questi, essenzialmente, come obbligo di trattamento piuttosto che come obbligo di residenza. Trattamento significa un programma, significa un'entrata e un'uscita, significa controllo dei risultati onde evitare rischi di rimanicomializzazione legata al concetto di residenza e custodia."

Il concetto sarebbe condivisibile, se non fosse implicito la volontà di snaturamento la legge. Lasciando le cose come sono si potrebbe invece giustamente esigere che il DSM, nel momento della dimissione dall'SPDC, sia obbligato a formulare un dettagliato progetto terapeutico, vera garanzia di non manicomializzazione, da cui emerga lo sforzo fatto di coinvolgere il paziente e i suoi familiari, senza però che il loro parere sia determinate per la dimissione.

"La durata di tali trattamenti e` fissata in sei mesi, prorogabili a giudizio del medico psichiatra del CSM, previo parere del medico psichiatra responsabile della comunita` terapeutica nel caso di TSO extra ospedaliero riabilitativo residenziale comunitario"

Emerge tutta la mistificazione delle motivazioni del TSO extra ospedaliero: come si può tenere 6 mesi una persona in trattamento contro la sua volontà? Non si crede minimamente al valore dell'insight, alle imprescindibile esigenza di fare in modo che il paziente sia protagonista della sua cura, che possa esprimere i suoi bisogni e i suoi tempi. Tutto rimanda alla dichiarazione in premessa: il paziente è incapace di esprimere bisogni, non ha diritti!

"...L'istituzione di tale commissione e` importante al fine di creare un organismo super partes che contemperi le decisioni dei prescrittori ed esecutori del TSO e che sia effettivamente garante, rispondendo al giudice tutelare, dei diritti dei malati."

Malgrado le roboanti dichiarazioni emerge la filosofia "non liberare" della proposta. Chi rappresenta infatti  i diritti del paziente? Sarebbe auspicabile che nella commissione i diritti del paziente fossero difesi da un rappresentante/esperto delle Associazioni dei pazienti. Il giudice si esprimerà sulle problematiche conflittuali. In sostanza si reintroduce il concetto di irresponsabilità del paziente, che deve essere garantito nei suoi diritti dal giudice  e poiché per definizione non ha gli strumenti tecnici sarà di nuovo lo psichiatra ad assumere il ruolo di "total guaranteer".

"...su proposta motivata di qualsiasi medico autorizzato all'esercizio della professione sul territorio dello Stato.»;

Qualsiasi medico? la formulazione appare offensiva e squalificante  per il medico!

«I trattamenti sanitari obbligatori sono attuati dai presi`di e servizi sanitari pubblici e privati accreditati

La grande novità è il privato! E' il business il cemento del consenso della destra!

"... Puo` essere altresi` proposto nei confronti del malato che si sottrae attivamente alla valutazione medica e per il quale il medico possa motivare il ragionevole sospetto di stato di malattia psichica necessitante di urgenti cure psichiatriche."

Un passo indietro rispetto all'Accertamento Sanitario Obbligatorio

"...Copia dell'ordinanza e` inviata contestualmente al giudice tutelare di cui all'articolo 35-ter ed all'ufficio di coordinamento dei medici di medicina generale (CMMG) ...\La commissione psichiatrica di garanzia, di seguito denominata «commissione» e` presieduta e nominata dal giudice tutelare, mediante incarico non prorogabile conferito a due medici psichiatri specialisti, dipendenti dal Servizio sanitario regionale, in qualita` di titolari e da due medici psichiatri specialisti, dipendenti dal Servizio sanitario regionale, in qualita` di supplenti."

Ridicolo! La salvaguardia dei diritti rimane solo all'interno della categoria medica. Diceva Basaglia: "can non mangia can". Il sindaco è sparito. Non conta nulla, non ha funzioni garanti!

In conclusione il modello del trattamento e delle Comunità Terapeutiche ricalca il modello della legge sulle Tossicodipendenze, come è evidente il "favore" al privato. Essendosi Scapicchio già pronunciato a favore di modifiche della legge, è probabile che queste proposte rispecchino le sue attese.

Coraggio, rimbocchiamoci le maniche! Abbiamo da lavorare un bel po', insieme però a tanti amici!

Gisella Trincas (Presidente UNASAM):

L'ho letta ed è un pessimo articolato che non porterà nessun beneficio nè ai familiari (che tanto lo hanno invocato) e ancora meno alle persone con sofferenza mentale (anzi produrrebb maggiori contrasti e danni all'interno delle stesse famiglie). Introduce (vergognosamente) una sorta di "commissione di garanzia" i cui componenti medici percepirebbero una quota pari al 50% di ciò che percepisco i periti del Tribunale. Ha più l'aria di una operazione di polizia (leviamo i matti di torno) che sanitaria e di tutela. Bisogna pensare bene come affrontare la questione. Iniziamo a lavorarci!

Fabio Della Pietra - Coop. Soc. Itaca (PN)

Snellire le procedure del Tso, istituire trattamenti sanitari extraospedalieri e ristrutturare, in senso liberale, il sistema delle garanzie. Sono i tre assi principali su cui si fonda il disegno di legge n.348 per la riforma della Legge 180 presentato dal senatore del Pdl, Valerio Carrara. A 30 anni dalla storica Legge Basaglia, che restituì dignità e diritti alle persone con sofferenza mentale, il governo Berlusconi riparte dal Senato per tentare nuovamente la via della controriforma psichiatrica. Dopo i ben noti fallimenti delle varie versioni della proposta di legge Burani-Procaccini di qualche anno addietro (che raccolsero un dissenso diffuso all’interno dello stesso centro destra), il senatore Valerio Carrara (Pdl), con cofirmatarie le senatrici Laura Bianconi (Pdl) e Ombretta Colli (Pdl), ha presentato un nuovo disegno di legge, il n.348, denominato “Modifiche alla legge 23 dicembre 1978, n.833, in materia di assistenza psichiatrica”.
Assegnato alla 12^ Commissione permanente (Igiene e sanità) in sede referente il 27 maggio, il ddl Carrara – il cui esame non è ancora iniziato - dovrà sottostare ai pareri delle commissioni 1^ (Affari costituzionali), 2^ (Giustizia), 5^ (Bilancio), Questioni regionali. Primo firmatario del ddl 348 è Valerio Carrara – vice presidente della 4^ Commissione permanente Difesa – che ha ricevuto il sostegno delle senatrici Laura Bianconi – membro della 12^ Commissione permanente Igiene e sanità – e Ombretta Colli – membro della 5^ Commissione permanente Bilancio.

“La singolarità che ha da sempre caratterizzato la psichiatria rispetto alle altre specializzazioni della medicina è nella differenza, talvolta radicale, fra l’area di riferimento razionale in cui si muove il medico e quella in cui si muove il malato. Un’area, quest’ultima – si legge nell’incipit della relazione introduttiva al documento pubblicata sul portale del Senato della Repubblica-, caratterizzata dalla mancanza di critica di malattia, dalla gravissima frattura del rapporto di realtà e quindi, in una parola, dalla incapacità del malato di esprimere sia un valido consenso sia un valido dissenso alla presa in carico terapeutica”.
La Legge 180 “ha aperto la via a profondi cambiamenti culturali ed organizzativi a tutti i livelli delle istituzioni pubbliche preposte al settore –riconoscono i tre senatori del Pdl-. La nuova disciplina legislativa ha postulato un diverso approccio alla malattia mentale, modificando gli obiettivi fondamentali dell’intervento pubblico dal controllo sociale dei malati di mente alla promozione della salute e della prevenzione dei disturbi mentali, spostando l’asse portante delle istituzioni assistenziali dagli interventi fondati sul ricovero ospedaliero a quelli incentrati sui servizi territoriali”.
La Legge Basaglia “ha voluto affrontare con estrema cautela la materia rappresentata dall’obbligatorietà dei trattamenti, intuendo i sottesi rischi di rimanicomializzazione da un lato e di paralisi operativa nell’assistenza psichiatrica dall’altro. In effetti, una sorta di processo di rimanicomializzazione si può intravedere in quelle condotte operative che intendano correlare il dissenso, non validamente espresso dai malati di mente, con un intervento «sanitario» obbligatorio finalizzato al controllo soprattutto comportamentale dei malati stessi, controllo che, quando impossibile da ottenersi mediante la somministrazione di «terapie », deve comunque ottenersi in termini custodialistici, sfruttando cioè l’obbligo di residenza implicito nell’obbligo di trattamento residenziale, secondo il ragionamento, tutto manicomiale, per cui se i comportamenti malati non sono stati «guariti» dal trattamento, quel medesimo trattamento, ancorché inefficace, deve continuare e il malato deve rimanere rinchiuso. Dove non arrivano le cure, arrivano dunque i muri di recinzione, ovviamente solo ai fini di una pretesa tranquillità sociale”.

Nello specifico il ddl Carrara “prevede una serie di modifiche” alla Legge 180, identificabili lungo tre assi: “snellire le procedure di trattamento sanitario obbligatorio psichiatrico; istituire trattamenti sanitari extraospedalieri; ristrutturare, in senso liberale, il sistema delle garanzie”. Attualmente, infatti, secondo i tre firmatari del Pdl, “il procedimento di autorizzazione per i Tso psichiatrici è piuttosto complesso: la proposta motivata del medico deve essere convalidata da un altro medico dell’azienda sanitaria locale. Il provvedimento inoltre ha una validità di soli sette giorni, con la necessità di frequenti disposizioni di proroga”.
Una procedura “piuttosto gravosa e articolata”, pensata in origine “per evitare rischi di abuso e per assicurare all’infermo di mente idonea tutela giuridica nella fase della decisione amministrativa. Tuttavia tali rischi si sono dimostrati inesistenti e sicuramente contrastati sufficientemente dall’azione degli stessi psichiatri del Servizio psichiatrico di diagnosi e cura ospedaliero (Spdco), cosicché la procedura è divenuta solo un inutile ostacolo alla cura e all’assistenza obbligatoria del malato”.

Il ddl 348 all’articolo 3 “semplifica il procedimento relativo ai Tso in condizioni di degenza ospedaliera – sostengono i senatori Carrara, Bianconi e Colli-, prevedendo che il Tso ospedaliero venga disposto dal sindaco entro dodici ore dalla proposta medica motivata, eseguito entro e non oltre le successive quarantotto ore e annullato o convalidato dal medico psichiatra del Spdco. Quest’ultimo può altresì, sulla base della propria valutazione personale: dimettere il paziente annullando il Tso; trasformare il Tso in trattamento sanitario volontario oppure attuare il Tso come trattamento sanitario obbligatorio ospedaliero (Tsoo). La durata del Tso viene fissata in trenta giorni, trascorsi i quali, decade automaticamente anche se è soggetta a proroghe mensili sempre su proposta del medico psichiatra del Spdco con relativa ordinanza sindacale”.
Le modifiche del ddl Carrara intendono “garantire che i Tso, superando il dissenso del malato, trovino una loro ragion d’essere in un progetto continuamente riveduto, corretto e rifinalizzato al fine di scongiurare l’instaurarsi di una residenzialità vuota, deprofessionalizzata, senza risultati dichiarati e attesi, senza prospettive di osmosi verso un livello di minor disautonomia”.

Direzione in cui si muovono inoltre “le disposizioni previste dall’articolo 4 che istituisce i Tso extra-ospedalieri, pensati anche questi, essenzialmente, come obbligo di trattamento piuttosto che come obbligo di residenza. Trattamento significa un programma, significa un’entrata e un’uscita, significa controllo dei risultati onde evitare rischi di rimanicomializzazione legata al concetto di residenza e custodia”.
Due le tipologie di Tso extra- ospedalieri ipotizzate. Una “di tipo domiciliare, con l’obbligo per il paziente di seguire un programma ambulatoriale o semiresidenziale predisposto dal medico psichiatra del Centro di salute mentale”; una seconda “di tipo riabilitativo residenziale comunitario, con l’obbligo per il paziente di seguire un programma terapeutico riabilitativo di tipo residenziale, con sede principale presso una comunità terapeutica, anch’esso predisposto dal medico psichiatra del Csm”. Sei mesi la durata di tali trattamenti, “prorogabili a giudizio del medico psichiatra del Csm, previo parere del medico psichiatra responsabile della comunità terapeutica nel caso di Tso extra-ospedaliero riabilitativo residenziale comunitario”.

Infine il ddl 348 “ristruttura, in senso liberale, il sistema delle garanzie che ad oggi, in base all’attuale normativa, è risultato inefficace per la reale tutela del malato. Viene così ridefinito all’articolo 4 il ruolo del giudice tutelare che in pratica è stato privato di autonomia di giudizio e, oseremmo dire – sostengono i tre senatori del Pdl -, è stato relegato ad un semplice ratificatore di decisioni altrui, investendolo di maggiore potere decisionale in ordine all’attivazione della commissione psichiatrica di garanzia. L’istituzione di tale commissione è importante al fine di creare un organismo super partes che contemperi le decisioni dei prescrittori ed esecutori del Tso e che sia effettivamente garante, rispondendo al giudice tutelare, dei diritti dei malati”.

Il Programma di Governo del Popolo delle Libertà
Per quanto attiene la salute mentale cita: "riforma della Legge 180 del 1978 in particolare per ciò che concerne il trattamento sanitario obbligatorio dei disturbati psichici"   (il programma intero)

Guzzanti: al rogo la legge Basaglia (20.03.2008) Paolo Guzzanti, senatore di Forza Italia famoso per aver diretto la commissione Mitrokhin e per le sue sparate contro Romano Prodi ha deciso, per la campagna elettorale, di puntare sulla cancellazione della legge Basaglia. Guzzanti è in lista con il Pdl a Roma e come iniziativa di propaganda ha convocato a Palazzo Madama l'associazione dei parenti dei malati di mente Arap, associazione per la Riforma dell'Assistenza Psichiatrica che fa capo a Maria Luisa Zardini, per illustrare la sua volontà di picconare la legge 180, di cui il prossimo maggio ricorre il trentesimo anniversario della storica approvazione. Si tratta in effetti di una legge che ha fatto storia, non solo in Italia, che ha abolito i manicomi-lager e segnato una tappa fondamentale nella democrazia della cura di pazienti psicotici e dei disturbi mentali

  • Stefano CECCONI - Responsabile Politiche della Salute CGIL nazionale: Comunicato Stampa. La legge 180 è stata una conquista di civiltà, non solo un ottima riforma psichiatrica. “Gli accertamenti e i trattamenti sanitari sono volontari”, così inizia la legge 180, affermando dunque e innanzi tutto di voler interrompere secoli di abusi e di costrizioni nei confronti di migliaia di persone, private della libertà e della dignità e obbligate all’internamento nei manicomi. La possibilità di trattamento sanitario obbligatorio, con precise garanzie di tutela della persona, è stata limitata solo ai momenti più acuti, quando c’è un rifiuto delle cure, e non vi sono altre possibilità di intervento. La legge 180 è stata dunque una conquista di civiltà, non solo un ottima riforma psichiatrica, che ha dato un contributo fondamentale per lo sviluppo della democrazia e delle libertà nel nostro Paese. Per questo va respinta la minaccia di smantellare la 180 fatta dal senatore Paolo Guzzanti. Chiudere i manicomi, puntando sull’assistenza territoriale, e dare soggettività a chi era trattato come un oggetto, sono diventati oggi obbiettivi condivisi dalla stessa Organizzazione Mondiale della Sanità e dall’Unione Europea, con Libro verde sulla salute mentale approvato nell’ottobre 2005. Eppure, anche dopo trenta anni, troppo spesso i principi sono rimasti sulla carta e il diritto alla salute mentale non è garantito su tutto il territorio nazionale. Anzi rimangono forti differenze fra le diverse regioni. Rischia così di innalzarsi una barriera di inaccessibilità ai servizi per chi soffre di gravi disturbi psichiatrici. E questa situazioni, se non affrontate, portano all’abbandono di chi soffre e delle loro famiglie.Di qui l’esigenza di investire ancora oggi, con interventi preventivi e per migliorare la qualità della vita delle persone affette da malattie psichiche, grazie all’inclusione sociale e lavorativa. Così come rimane del tutto attuale la realizzazione diffusa della rete dei servizi nel territorio, per garantire la “presa in carico” delle persone e dei loro familiari, con Centri di Salute Mentale accoglienti, centri diurni, servizi domiciliari e residenziali, integrati con gli altri servizi e aperti al territorio. Occorre che l’assistenza sia garantita, con le adeguate dotazioni organiche, 24 ore e per 7 giorni alla settimana non solo dai servizi di ricovero e ospedalieri. Questo occorre, perché smantellare la 180 e tornare al manicomio, è una comoda e incivile scorciatoia proposta da chi non vuol riconoscere dignità e diritti a chi soffre di disagio mentale.

  • Agenzia Dire, 20 mar. Peppe Dell'Acqua: Guzzanti su 180? usa i più fragili. La legge non può violare limiti rispetto persona umana - "Io non riesco a capire perche' agli appuntamenti elettorali si utilizzino queste parole e queste falsificazione sulla testa di persone che sono fragili e di tutto hanno bisogno, tranne che di essere strumento di persone e situazioni che non hanno nulla a che vedere con la realta' dei fatti". E' indignato Peppe Dell'Acqua, responsabile del Distretto di salute mentale di Trieste, allievo e successore di Franco Basaglia (lo psichiatra che stabili' la chiusura dei manicomi e l'assistenza sul territorio ai malati psichiatrici).  Usa parole pesanti contro il senatore Paolo Guzzanti (Pdl) che ha annunciato oggi che lavorera' a un progetto di legge che porti alla cancellazione della legge 180 ("Una legge non riformabile- ha detto Guzzanti- che in questi anni ha provocato almeno 3.500 assassinati e 180.000 feriti").    "Se Guzzanti vuole parlare di smantellamento della legge 180- sottolinea Dell'Acqua- significa che vuole far diventare i malati mentali cittadini di serie B. Se c'e' una scuola fatiscente non significa che debba essere abolito il diritto all' istruzione delle persone". La legge 180, spiega Dell'Acqua, "ha semplicemente restituito, come previsto dall'articolo 32 della Costituzione, il diritto alle persone con disturbi mentali alla tutela della salute nel loro rispetto, perche' 'nessuno puo' essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge'. E la legge 'non puo' in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana' La legge 180, prosegue Dell'Acqua, "ha stabilito che le cure devono essere negoziate con i cittadini e le riporta ad un equilibrio democratico, che e' anche la ragione per cui altri Stati europei hanno assunto molte ispirazioni da questa legge". Dell'Acqua ricorda, quindi, a Guzzanti "che il nostro Paese, che si e' privato dei manicomi, ha un tasso medio di lesioni alle persone e omicidi assolutamente più basso di quelli che ci sono in Francia, in Inghilterra e soprattutto negli Stati uniti, dove i manicomi vivono e vegetano ancora, e dove ci sono forme di controllo improntare all'ordine pubblico". Se poi si vuole invece, prosegue lo psichiatra basagliano, "fare in modo che migliori l'assistenza nel campo della salute mentale si deve far si' che le regioni che sono titolari della sanita' vengano sostenute e obbligate a mettere in atto strategie che mettano in campo piu' risorse". Servono, dice, "centri di salute mentale aperti 24 ore su 24, servizi di diagnosi e cura accoglienti con porte aperte non collocati in strutture fatiscienti o nei sottoscala, strutture residenziali con non piu' di 8 posti letto, e che vengano chiusi istituti come il Giovanni XXIII in Calabria". Occorrono, aggiunge Dell'Acqua, "provvedimenti seri per il reinserimento lavorativo dei pazienti, interventi economici di sostegno e servizi di prossimita' a favore delle famiglie. Io chiederei a Guzzanti come si sentirebbe e che farebbe se avesse figlio con un disturbo come la schizofrenia. A Trieste, sottolinea lo psichiatra, "abbiamo numerosi programmi di sostegno per i famigliari e possiamo dire che viviamo gioiosamente la malattia mentale. Abbiamo 150 ragazzi all'anno che entrano nelle cooperative e sono avviati poi al reinserimento lavorativo e poi centri aperti 24 ore su 24. Nessun manicomio giudiziario, perche' ci prendiamo cura di questi pazienti prima che i fatti accadano". Guzzanti dice che il Tso e' indispensabile? "Certo che lo e', infatti e' gia' previsto dalla legge 180, e' eseguibile nel giro di venti minuti dove le cose funzionano, puo' durare 7 giorni se basta ma che possono essere aumentati a 14, 21, 30 quanti se ne vuole se serve". La verita', conclude, "e' che lo si vuole rendere uno strumento di controllo sociale, direttamente eseguibile solo su richiesta del medico, dandogli un potere assoluto e sottraendo alle istituzioni il compito di giustificare ed evitando di chiedere autorizzazioni settimanali per proseguire il trattamento".

Altri commenti:

  • Gisella Trincas: Se ogni tanto non ci fosse un "Guzzanti" di turno a frenare il progresso e minacciare di tornare indietro avremmo fatto molti più passi avanti. E invece ogni tanto, anzi spesso, troviamo un inciampo e dobbiamo stare attenti a non romperci la testa. Quindi cari tutti attenti a dove mettiamo i piedi e avanti con forza, coraggio e determinazione. Siamo tanti e dalla parte giusta, non lasciamoci distrarre troppo! Un abbraccio   

  • Nicola Pasa: Il PDL si occupa nel manifesto di propaganda elettorale chiamato programma di salute mentale, ecco come: riforma della Legge 180 del 1978 in particolare per ciò che concerne il trattamento sanitario obbligatorio dei disturbati psichici; A parte il linguaggio, (termini come disturbati psichici mi fanno quasi sorridere se non si trattasse di una cosa seria, ma è più forte di me, non riesco a prendere troppo sul serio Berlusconi) mi pare una cosa un po' vaga. Cosa significa riforma della legge 180? E in che senso il tso per i disturbati psichici va riformato(potevano usare la parola matti che era meglio)? Da queste due righe in cui non si ricava nulla se non un'implicita volontà di dedicarsi ad altro, vedi leggi ad personam e conflitti di interessi vari, Maria Grazia Giannichedda rileva un grandioso progetto di riforma, grandioso più che altro per gente come Cassano o quelle associazioni di famigliari che non fanno altro che rimpiangere i bei tempi della legge Giolitti. In realtà come ho già detto mi pare che tutto dovremo aspettarci dal governo Berlusconi (nel caso da noi non auspicato che vincesse) tranne che la riforma della legge 180. Sono d'accordo però sulla conclusione dell'articolo della Giannichedda, come sempre quando si parla di grandi principi gratta gratta trovi la roba (come diceva il grande Ernesto Rossi a proposito del Vaticano). La pista dei soldi, brava Giannichedda, anche se scrivi su un giornale con cui non ho affinità politica e culturale e che in genere si lancia in grandi campagne ideologiche senza costrutto (qui sono troppo severo, ma d'altronde siamo in campagna elettorale e io sostengo con molta forza il progetto di Veltroni) qui hai colto nel segno: l'unica cosa che interessa a Berlusconi e soci sono i soldi. Quando parlano di valori parlano di quello, non di altro. Ecco perché non toccheranno le leggi tanto vituperate dai reazionari. Concludo però maliziosamente: non è che non toccheranno la 180 perché tutto sommato l'assetto attuale della Salute Mentale italiana gioca a favore di quegli interessi privati di cui la Giannichedda parla nel suo intelligente e documentato articolo? Per cui: vinciamo le elezioni e poi facciamo noi una riforma coraggiosa della 180 nel senso opposto a quella auspicata dal fronte reazionario si intende, e cerchiamo di battere anche noi la pista dei soldi, la regione dovrà fare i conti anche con noi utenti, siamo sempre più vivaci e organizzati, presto la nostra voce diventerà assordante.  

  • Assunta Signorelli:  Ma, caro Nicola, se bastasse vincere le elezioni, come PD immagino!?, per avere, finalmente la possibillità di costruire servizi e pratiche corrette i salute mentale, andrei a votare non di corsa ma volando! Ma purtroppo così non è e non sarà! Mi sono letta le linee d'indirizzo nazionale per la salute Mentale emesse dal Ministero della Salute e dire che sono scandalizzata ed offesa è dir poco! Si, scandalizzata perchè è il trionfo dell'ovvietà e della banalità eretto a sistema, offesa perchè il meglio che si trova è il riferimento  al P.O. del 1998-2000 come se questi anni fossero passati invano,ma davvero lor signori e signore pensano d'avere a che fare con dei cretini, che bastano un paio di acronimi americani per dare scientificità ad un documento!? Mah, cosa deve ancora accadere per rimettere in moto le intelligenze di questo paese, che pure ci sono e numerose!? Una sola riflessione per tutte: sono anni che mi chiedo cosa significa Governo Clinico e l'unica risposta che riesco a darmi è "il nulla" se non si associa a governo di risorse, umane ed economiche certe, questo dovevano dare delle linee guida nazionali ma di questo nemmeno l'ombra (si riportano i parametri dei passati P.O. come riferimento senza ribadirli con forza come necessari ed essenziali). Ed allora continuiamo così facciamoci del male! Scusate lo sfogo ed il nichilismo che contiene ma assistere a quanto sta accadendo in una postazione solo apparentemente marginale (ormai sono convinta che la Calabria è "il nuovo che avanza") mi conferma nella rabbia e nell'indignazione: voglio continuare a scandalizzarmi, voglio che troviamo la forza di dire basta a mediazioni al ribasso e a perbenismi di maniera, è una classe politica inetta ed incapace diciamolo,contrastiamo il loro dire non solo con le nostre pratiche forti e consapevoli ma ricacciandoli nell'oscurità che si meritano ribattendo con certosina ossessività ad ogni sciocchezza che si permettono di dire!

  • vito inserra   bravo nicola pasa, son d'accordo con te; le nostre questioni sono davvero dei diamanti per tutti coloro che vogliono far soldi; beh insomma, facciamo sì che diventino diamanti da spendere e far valere solo per noi!;
    approfitto per segnalare di un documento approvato in Commissione Igiene (sic) e Sanità del Senato il 14 febbraio scorso, dove, tra le altre cose si parla di "attivazione estesa di strutture residenziali protette di medie dimensioni per la lungo degenza dei malati (risic) cronici" ed ancora a proposito di famigerato tso "un sostanziale snellimento delle procedure......... per pazienti non collaborativi e trattamenti per tutto il tempo necessario alla cura"; solo al termine del documento, dice la nota in mio possesso, si fa cenno alla "scarsità di percorsi mirati di inserimento/reinserimento sociale e lavorativo"; miei cari, chiederò ai miei amici parlamentari una copia integrale del documento e spero proprio di venir smentito e fare così l'ennesima figura del testa di cazzo qual sono; me lo auguro, ciao a nicola e ai forensi; bye,

  • Nicola Pasa: Cara Assunta, la mia era solo una battuta e a poco a poco che si avvicinano le elezioni il mio, peraltro abbastanza tiepido, entusiasmo si spegne. Il problema è che leggo poi cose come "cancelliamo la legge 180", oggi è il turno di Guzzanti (non Sabina e Corrado, ma il padre, quello rosso) e allora mi rianimo. Hai ragione a dire che le linee guida sono deludenti, non so nemmeno perché le chiamino guida visto che non c'è nulla di vincolante, ma perlomeno questo governo non ha in mente di cancellare la legge 180. E' il massimo che dobbiamo aspettarci dal PD ammesso che vinca le elezioni, cosa di cui comincio a dubitare. Una preoccupazione però la esprimo: se vincerà Berlusconi e applicherà il programma, le due righe sulla Salute Mentale cominceranno a prendere corpo e volto: sono quelli del sopracitato Guzzanti e figuri come De Marchi, Cassano e Kokopoulos (che in greco vuol dire pollo o qualcosa del genere), i quali interpretano le due misteriose righette del programma di marketing elettorale nel senso di tornare ai "bei tempi" della legge Giolitti come strutture e all'impostazione tutta biologista e disumanizzante spacciata per "scientifica" sul lato terapeutico. Questo significherebbe tornare a una concezione del disagio psichico come malattia mentale, trascurando tutte le parti non malate ma connesse al disagio sociale ed esistenziale. Come se un uomo fosse un'isola e riconducibile solo a neuroni, ormoni e sangue. Come se concepire la follia o il disagio come componenti della persona umana e quindi cercare di lavorare su di essi tenendo conto che la mente umana è complessa e pervasa di cose poco scientifiche come lo spirito, la cultura, la memoria emotiva ecc fosse un crimine o rinunciatario. Da utente basagliato come direbbe il Guzzanti "rosso malpelo" credo di aver capito che in me esistono varie parti: una malata, altre sane. Esse però non sono comparti stagni, come del resto sanno bene psichiatri e psicologi di altro spessore rispetto al De Marchi i cui deliri spesso ascolto a Radio Radicale e che definirei un megalomane delirante paranoide, con tutto il rispetto. Se il problema fosse solo la parte malata o comunque più fragile tutto sommato non sarebbe stato così difficile uscirne. In realtà le parti sane della mia mente, i tratti caratteriali comuni a tante persone, il mio vissuto esistenziale, la complessità delle relazioni sociali costruite e disfatte in trentasei anni, la mia cultura, le mie emozioni, e il disagio sociale connaturato a ritmi lavorativi poco umani o alla condizione di disoccupazione cronica degli ultimi anni, hanno agito sul mio disturbo e lo hanno nutrito come un tumore. Se sono "guarito" è perché ho lavorato su questi aspetti, il disturbo è sempre lì, solo che è un po' denutrito, è in agguato, pronto a balzarmi addosso appena la vita mi riserva qualcosa di doloroso o stressante, è una specie di vampiro che si nutre della mia sofferenza, che prima di tutto è sofferenza di vivere, non malattia. Prepariamoci dunque cara Assunta a una dura battaglia se vince Veltroni, ma prepariamoci a una lunga e sanguinosa guerra se vince Berlusconi. Tenendo sempre conto che questi sono interessati ai quattrini prima di tutto, come ben ha sottolineato Maria Grazia Giannichedda, e che dal punto di vista ideologico sono debolissimi. Aggiungo che le considerazioni politiche sono tutte mie e non dell'associazione di cui sono presidente che è apolitica e non ha mai flirtato con partiti o politici di qualsiasi fede. Viva Franco Basaglia!! Ps sono curioso di sapere quali utenti basagliati ascolterà il rosso malpelo. Io sono a disposizione se vuole, e credo che anche Alice o altri amici siano ansiosi come me di incontrarlo per esprimergli il nostro pensiero come utenti basagliati circa le sue considerazioni, maturate immagino a margine delle bufale che ha partorito negli anni (vedi dossier mitrokyn e Telekom serbia)

  • vito inserra  carissimi, io dico che un buon, sano, necessario pragmatismo ci vuole; e allora prescindiamo da posizioni che mi sembrano allo stato eccessivamenti radicali e davvero evitiamo di contribuire a confezionare risultati che prefigurino una "sanguinosa guerra" come dice nicola, ed evitiamo soprattutto che ciò accada; a mò di esempio vi dico che nella mia città per un malaugurato incidente di insipienza politica è venuta a "gestire" la cosa pubblica una nuova classe dirigente, vicinissima al sciur guzzanti; ebbene son quattro anni ormai che non riusciamo ad avere interlocutori validi sulla politica sociale, mentre invece prima facevamo a cazzotti un giorno sì e l'altro pure, con un'altra realtà di politici amministratori, però avevamo interlecutori con cui qualche volta si portava a casa qche risultato!; allora davvero partiamo da ciò che ci dovrebbe almeno interessare e cauteliamoci con le cose a portata di mano, per farle crescere per quanto ci riguarda; freddo realismo togliattiano?, forse, ma mi piace non fare solo testimonianza; ciao a nicola e ai forensi, come sempre

Si avvicina il trentennale della Legge 180 ....
I dubbi e le proposte a finire del 2007

Si avvicina l’anniversario della 180. Mi chiedo cosa abbiamo intenzione di fare?

Abbiamo l’occasione di scendere concretamente tutti in piazza, di organizzarci, rendere testimonianze di ciò che accade, di ciò che di realmente “diverso” si fa, funziona e quindi si può fare, parlare delle realtà positive e negative della psichiatria, dare nuovo valore a questa legge che è stata in questi anni interpretata e rigirata come una frittatina; urlare ed esigere che vengano una volta per tutte rispettati i nostri e altrui diritti, richiamare l’attenzione del mondo politico, culturale e dei mezzi di comunicazione. Non voglio che mi si risponda che questa è un’utopia. Non sono d’accordo, non inseguo un sogno irrealizzabile e credo fermamente nel cambiamento. Credo realmente che un giorno, il più vicino possibile, i diritti delle persone che soffrono di  disagio psichico vengano rispettati, che le porte degli S.P.D.C verranno tutte aperte e nessuno verrà più legato mani e piedi ad un letto. Questo, che agli occhi di molti può apparire un’utopia si può cominciare ad ottenere se siamo insieme. Altrimenti scenderò in piazza da sola con una bandierina e un fischietto… magari otterrò un t.s.o. Grazie a tutti, Alice Banfi.

  • Vito Inserra, Marche: no che non sarai sola, il prossimo 17 di maggio in piazza san giovanni a roma; e comunque, ma cherie alice, ci sarei di sicuro io al tuo fianco, con altrettanta bandierina e altrettanto fischietto, e vedremmo insieme come affrontare un simpatico, chè tale sarebbe, tso!; nessuna utopia, cara alice, sono cose concrete e pesantemente "politiche" e perciò affrontabili, con la determinazione e l'eventuale incazzatura necessaria all'uopo; sto anche organizzando, ovviamente con altri nella nostra provincia di PU, alcune scadenze itineranti sul territorio e spalmate lungo tutto il 2008, di cui vi terrò informati in corso d'opera; per quanto ti riguarda, mia cara, ricordati che hai un impegno d'onore avec moi per la terza biennale di cinematografia per il novembre 2008; ti comunicherò in tempo utile il tema che dovrai trattare, come già detto; per il resto vorrei sentire i miei amici tecnici e dir loro di lavorare soprattutto con i loro colleghi, chè è lì che troviamo naturali (chissà perchè poi) resistenze!; e ricordatevi il nostro motto dovrà essere: "Passepartout!"; ciao alice, un sonoro abbraccio

  • Roberto Mezzina, Trieste: Mi piacerebbe che si promuovesse una giornata (potrebbe essere il 13 maggio 2008) dove tutte le contenzioni vengono almeno sospese - MORATORIA DELLE CONTENZIONI! Il Forum, magari collegandosi con associazioni, ad esempio UNASAM, Psichiatria Democratica, potrebbe entrare almeno in tutti gli SPDC d'Italia. Per le cliniche private ci si può attrezzare.  

  • Anna Poma, Veneto: Promuovere una moratoria è una buona idea ma mi spaventa il rischio che una sospensione provvisoria  confermi l’assunto dell’ inevitabilità di queste pratiche.  Penso che sarebbe più significativo  costruire un documento comune  contro la contenzione e la violazione dei diritti  e che lo stesso giorno ( il 13 maggio ) tutti i forum regionali e locali, insieme alle associazioni “sincere” su questi temi,   dessero vita alla stessa iniziativa  di sensibilizzazione a partire dal documento con presidi fuori dagli spdc etc..  In questo modo sarebbe piuttosto difficile ignorarci  e far passare il trentennale sotto silenzio o dietro le parole che continuano a ripristinare chiusure, violenze e abbandoni in nome di una legge di cui hanno perduto completamente il senso. Insomma  potrebbe esserci un sacco di gente in piazza il 13 maggio: dobbiamo essere sicuri di non venir confusi con quelli dei“distinguo” , “degli stati di necessità” , della “carenza di personale” , quelli “del ragionevole uso della violenza e della violazione dei diritti” che della 180  continuano a dichiararsi  fieri sostenitori

  • Alessandro Sirolli, Abruzzo: Caro Roberto, condivido la tua proposta e mi chiedo perchè non anche "Porte aperte negli SPDC " con l'invito a tutte le associazioni ad entrare nei reparti  e dove ciò dovesse essere negato a  manifestare fuori le porte invitando gli operatori e i cittadini a discutere sulle pratiche ?

  • Noi del Mondo di Holden siamo pronti a scendere in piazza insieme ad Alice e a chi vorrà testimoniare e lottare per il cambiamento, la legge 180 ha trent'anni, per noi è ora che si metta mano ad una riforma. Ci sarà chi vorrà cambiarla per tornare indietro, chi vorrà cambiarla per non cambiare niente ma si saremo noi che ci batteremo perché qualcosa cambi davvero nella direzione che noi vogliamo: basta tso con i carabinieri a meno che i carabinieri non siano lì a difenderci dagli infermieri e dagli psichiatri, basta contenzione (fisica o chimica che sia), basta muri!

  • Andrea Meluso, Milano : Con grande piacere osservo che, con l'approssimarsi della data del trentennale della 180 qualcuno si muove e propone! Io resto convinto ancora dello spirito della proposta che è venuta fuori a Paola: una grande mobilitazione civile e un sit-in a Roma per portare un messaggio positivo e attivo in salute mentale. Ma soprattutto, quel giorno dovrà essere giorno di riscatto, di riconoscibilità e visibilità di migliaia e migliaia di persone che lottano da anni per rendere giustizia e dignità a persone umiliate, calpestate e rese prive di onore e negate della loro esistenze.Troviamoci quanto prima in un incontro nazionale che veda coinvolti i singoli forum regionali e quanti vogliano fare festa il 13 MAGGIO 2008!

  • Gisella Trincas, presidente Nazionale UNASAM: Sono assolutamente daccordo con Alice e quanti propongono che il 13 maggio non passi sotto silenzio. Dovremo pensare ad una iniziativa che si replica contestualmente in tutta Italia e che metta al centro la questione della contenzione,delle porte chiuse, della violazione dei diritti. Si può fare aggregando (come dicono Roberto Mezzina e Anna Poma) le Organizzazioni che già si muovono coerentemente su queste questioni. Unica raccomandazione: senza chiasso nè volgarità, ma con molta serietà e determinazione.

  • Lorenzo Toresini, Merano: Caro Roberto, condivido perfettamente e Tu sai quanto! Mi pare importantissimo tornare agli SPDC, e ciò non tanto per valorizzarne il ruolo in positivo, quanto per mettere in discussiono proprio il punto più trascurrato e che rappresenta esattamente il fallimento nell'applicazione della 180. La contenzione è esattamente questo: la continuità con il manicomio nel dopo 180. Inoltre, se è pur vero che il sovraffollamento da solo non giustifica la contenzione, è varo però che essa può rappresentare fra l'altro un indicatore dell'insufficinte finanziamento percentuale fra Salute Mentale e Sanità. Il famoso 5% che nemmeno Trieste ragghiunge. A Merano siamo al 2.7%. Cara Anna, non vedo perché non si potrebbero fare entrambe le cose: presidi davanti agli SPDeC e ANCHE chiedere la moratoria. Proporrei anche di coinvolgere onorevoli, senatori e consiglieri regionali, che hanno diritto di entrare negli SPDeC così come in carcere, che siano a ciò disponibili, di fare una visita a tappeto in tutti i 321 SPDC d'Italia per riferire sullo stato della contenzione. Tale gesto avrebbe il vantaggio di poter partire dall'assunto che si tratta comunque di una tortura (perchè per un detenuto politico che viene torturato o che venisse legato si muoverebbe Amnesty International e per un paziente psichiatrico non si muove nessuno?) e insieme di un indicatore dell'insufficiente finanziamento delle alternative esterne, case alloggio, strutture riabilitative e via dicendo. Facciamo parlare il 13 maggio agli onorevoli, ai senatori, agli Europarlamentari, ai consiglieri regionali, anche del 5%, indispensabile per costituire delle alternative credibili agli SPDC intasati!

  • Zico Perani, Bergamo: Anche noi abbiamo una memoria, rivendichiamo che nonostante tutto ciò che è stato sperimentato di nuovo e di vecchio, sotanze e corrente alta o bassa tensione, noi abbiamo una memoria, Io ho una memoria, tu hai una memoria, tutti i figli di Dio hanno una memoria, quando arriverò in piazza racconterò la mia memoria. Cielo cielo non tutti quelli che parlano del cielo si ricordano che siamo tutti uguali!  Preso a prestito un canto spiritual degli schiavi d'America e sussurrato ai nuovi imbrigliati,  bloccati nei reparti e nelle residenze obbligatorie, ci uniamo al cammino pacifico con uno slogan per ricordare la !80 " un po' di sale in testa ai nostri governanti e politici  per la salute mentale di ieri e di oggi. ( Marcia del sale del Mahatma Ghandj ebbe successo contro l'occupazione Inglese a incominciare anche da questo monopolio del sale). Se ci teniamo alla nostra Salute Mentale tutti in marcia perchè trentanni sono molti ma pochi per dimenticare.

  • Valerio Cellini, Presidente dell'Associazione dei Familiari "PORTEAPERTE" di Ravenna: Cari  Amici, da qualche mese  anche a Ravenna abbiamo cominciato a confrontarci (Associazioni di familiari, DSM e Comune di Ravenna) sul modo migliore di ricordare la Legge 180/78. Abbiamo condiviso di non promuovere iniziative a difesa della Legge Basaglia e nemmeno iniziative di semplice denuncia della sua non applicazione; siamo orientati a svolgere un convegno in cui diversi modelli di applicazione della Legge,  più o meno consolidati,  si confrontano. Si vuole mettere in evidenza soprattutto ciò che si sta facendo attualmente  e quindi fare un bilancio. Suggerisco   iniziative di questo  tipo almeno in ogni Regione.

  • virgilio baccalini, forum lombardo: facciamo pure tutto ciò che può essere utile in sede politica e parlamentare, ma quel che afferma anna poma, di bandire tutti i distinguo, mi sembra del tutto consdivisibile.

  • vito inserra: d'accordo, caro alessandro, facciamo davvero l'uno e l'altro; capirai da te che la manifestazione nazionale ha un aspetto politico determinante nel nostro rapporto con i livelli istituzionali, che per la verità è un pò "moscio", non trovi?; del resto possiamo stabilire due date, quella nazionale, già indicata, ed una successiva (non prima di quella nazionale, ovviamente) sul territorio dove ogni raggruppamento associativo (stesso giorno, stessa ora) si organizza in presidio innanzi a 'sti madonna di spdc, subito dopo a seguire (la settimana successiva?); parliamone, subito, ma agiamo per favore, chè mi sento immerso nella melassa;

  • Vito D'Anza, Pistoia: Cara Anna e caro Roberto  mi sembra proprio un'ottima proposta quella della Moratoria sulle contenzioni. Se fosse "capeggiata" dagli utenti e dalle loro reti, e poi il resto delle associazioni che ci stanno, sarebbe ancora più incisiva. Un abbraccio

  • Macio Fada, Brescia: dico anch'io la mia sulla proposta di una iniziativa a Roma(manifestazione al chiuso, corteo, presidio,happening,... questo si deciderà insieme)- Penso che la scelta di una iniziativa così impegnativa, ma secondo me decisiva, debba rappresentare l'esito di un percorso preparato a livello locale, con iniziative di coinvolgimento che ognuno potrà decidere autonomamente. Da subito indicare la data di una riunione nazionale per decidere il tipo di "contenitore", poi il contenuto sarà quello che ogni forum a livello locale produce. Il forum di brescia per quei giorni inaugurerà il Parco Basaglia, per cui dovremmo sapere se organizzare pullman per Roma o dedicare le nostre forze all'inaugurazione ( o tutte e due, bisogna però saperlo per tempo )

  • Gianni Martelli assoc. La Svolta Cinisello Balsamo Milano: si avvicina la ricorrenza della 180,spero che sarà una formidabile occasione per discutere di come stanno le cose entrando nel merito delle pratiche psichiatriche di come si opera (quasi sempre male) nei servizi territoriali C.S.M.  Centri Diurni,Comunità riabilitative ecc. dove le persone che li frequentano per lo più diventano dipendenti e cronici facendosi istituzonalizzare e mai dimissibili,e quei servizi a dei parcheggi a vita.La causa è la pochezza di risorse e di personale molte volte poco preparato e molto ripetitivo nelle pratiche. Discutiamo finalmente come (non)funzionano i Dipartimenti di Salute Mentale.

  • virgilio baccalini: vorrei ricapitolare un po' il tema che è esploso negli ultimi tempi:

  1. esiste il club no restraint costituito formalmente a merano, ma da tempo esistente sul territorio e che vede alcuni gruppi di operatori impegnati nel rifiuto della pratica illecita della contenzione

  2. da tempo nel territorio esistevano voci discordanti rispetto alla pratica illecita; anche in lombardia alcune voci debolissime erano comunque attive

  3. a Paola è stata formulata la proposta di manifestazione nazionale sulla 180

  4. la 180 non ha affrontato il nodo della contenzione, anche se normando il tso l'ha sfiorata

  5. non occorre mettere in discussione la 180, anzi è politicamente pericoloso

  6. va sottolineata in ogni sede l'illiceità di ogni comportamento violento contro i portatori di esperienza di disagio e disturbo psichico

  7. a violenza nasce quasi sempre fin dalle modalità applicative del tso (che la 180 attribuiva al personale sanitario e che invece nella maggior parte dei casi vede coinvolte le forze dell'ordine), ma è presente nei servizi sotto forma di minacce e altri comportamenti repulsivi nei confronti della sofferenza psichica

  8. poiché con le parole non si ottenuto finora quasi nulla (decisioni autonome dei gruppi no restraint a parte), scendiamo in piazza a roma e manifestiano fuori dagli spdc che non recepiscono l'illiceità della reclusione e della contenzione

  9. tutti gli spdc devono apririsi e smettere di contenere

  • Lorenzo Toresini: L'onorevole EU Joseph Kusstatscher, presente al convegno di Merano, è disposto a fare una visita agli SPDeC dell'Alto Adige il 13 maggio. Ci sono altri che sono disponibili a coinvolgere onorevoli, senatori e consiglieri regionali per un'azione sistematica in tutta Italia?   Fate girare 

  • Alice Banfi: Sono state fatte molte proposte importanti e credo che siano tutte conciliabili. Certamente non possiamo essere  presenti in piazza a Roma e contemporaneamente davanti agli s.p.d.c.. Personalmente credo che entrambe le iniziative debbano essere realizzate. Sono del parere di sostenere la proposta di Vito Inserra: quella di presidiare gli s.p.d.c  qualche giorno dopo la manifestazione del 13 maggio, magari il 20, per la moratoria, le porte aperte, ecc. Questo sarebbe anche un modo per distinguerci ma senza disperderci e ribadire, come ha detto Anna Poma, che le pratiche di contenzione e di violazione dei diritti non devono essere sospese ma ELIMINATE. Il 20 maggio potrebbe quindi essere la data in cui ci organizziamo ancora una volta, riunendoci nelle diverse regioni davanti agli s.p.d.c e dando così un significato di continuità alla nostra protesta che deve proseguire metodicamente finché la condizione delle persone portatrici di disagio psichico non si modificherà radicalmente (non basteranno certo due date)

L'eterna questione: Legge 180 sì, Legge 180 no
Siamo costretti ancora una volta a ridiscutere ..

.. e ad usare il nostro tempo per difendere il nostro lavoro e quanto è stato possibile realizzare in questi 25 anni, di fronte alla ripresa di attenzioni nei confronti della Legge 180 e, soprattutto, di fronte ad una incomprensibile virulenza che l’ARAP (ovvero la sua presidente) mostra nel manifestare entusiasmo per il programma del Polo sulla salute mentale e le dichiarazioni del ministro.

Siamo convinti che i cittadini ed i familiari che hanno aderito a questa associazione debbano essere avvertiti di quanto sta accadendo e su questo riesaminare le loro posizioni.  

CONFERENZA STAMPA UNASAM

Promuoviamo a Roma, presso la sede della CGIL in Via Leopoldo Serra n°31, PER IL GIORNO 11 MARZO ALLE ORE 11,30 una Conferenza Stampa per illustrare i contenuti della nostra posizione, rappresentata durante l’audizione in Commissione Sanità, che il documento conclusivo della relatrice non ha tenuto in nessuna considerazione. Rappresentiamo oltre 150  Associazioni di familiari impegnate su tutto il territorio nazionale (nessuna regione esclusa) e non possiamo permettere che venga data della situazione psichiatrica esistente nel nostro Paese una rappresentazione non corretta e fuorviante. Non possiamo permettere che un modello organizzativo (il Dipartimento di Salute Mentale) che ha dato ottimi risultati laddove è stato attuato, venga rimesso in discussione per essere sostituito da non meglio precisati “interventi specialistici” e da altrettanto non meglio specificate “strutture di alta specializzazione”. Non possiamo infine permettere che si utilizzi strumentalmente la protesta e preoccupazione dei familiari (che chiedono il rispetto dei diritti fondamentali della persona con sofferenza mentale) per coprire ritardi, inadempienze, cattive pratiche.

Da una Commissione Parlamentare ci saremo aspettati almeno (e non certamente a fine legislatura):

  • una ricognizione precisa delle carenze esistenti regione per regione in ordine a quanto già stabilito per Legge dello Stato (e che tutti sono chiamati a rispettare);
  • una denuncia precisa e severa degli abusi commessi contro la dignità delle persone sofferenti mentali;

Ci preoccupa inoltre, fortemente, che attraverso l’ipotesi di “snellimento delle procedure di attivazione del Trattamento Sanitario Obbligatorio” si tenti di vanificare le garanzie sancite dalla Legge di Riforma Sanitaria n°833, ed è oltremodo inaccettabile  qualunque “regolamentazione” di una pratica odiosa e dannosa quale la contenzione fisica. Noi che da decenni ci battiamo per il pieno riconoscimento del diritto alla salute mentale e a corrette pratiche terapeutiche non permetteremo nessun ritorno indietro.  

Bologna 07.03.2006                          La Presidente, Gisella Trincas

Paolo Peloso, Genova

Sono cose, credo, su cui riflettere. Ma non dobbiamo neppure dimenticare di avere letto, 24 anni dopo la legge 180, in una proposta parlamentare aspirante a diventare legge dello Stato (DdL Burni Procaccini, prima versione, 2002), che i "malati di mente" sono persone e malati a statuto speciale, curati da una disciplina medica che merita norme e luoghi diversi e separati dalle altre, per i quali, tra l'altro: "Alcune o tutte le strutture del DSM di cui al comma 3 (cioè residenziali) possono essere raggruppate in una unica zona o gruppo di edifici, qualora questo realizzi una migliore efficacia nella continuità dei trattamenti terapeutici (...). Il malato di mente deve ricevere dalla sua attività un emolumento corrispondente al valore economico del lavoro effettivamente svolto. Da tale emolumento possono essere detratte le spese per gli operatori adibiti alla cura del malato e per le strutture protette (...). Il malato di mente ha diritto al rispetto della propria personalità. La sua situazione di abbandono non costituisce motivo di un inserimento coatto in una struttura protetta, a meno che il proseguimento della sua vita abituale non comporti un serio pericolo per la sua salute o per le sue capacità intellettive o il malato stesso non costituisca pericolo per altri (...). Le strutture di terapia residenziale devono prevedere, pur nel rispetto delle regole di vita comunitaria, almeno quattro ore giornaliere di libera uscita, nonché permessi prolungati per viaggi o per visite presso familiari o amici, se da questi esplicitamente accettati. Le disposizioni del presente comma non si applicano in caso di TSO (...). I familiari non possono essere obbligati alla convivenza con malati di mente maggiorenni"

14 febbraio '06: La 12ª Commissione Igiene e sanità del Senato ha nuovamente affrontato l’indagine conoscitiva sull’assistenza psichiatrica in Italia
La commissione Sanità del Senato ha approvato ieri il documento conclusivo dell’indagine conoscitiva sullo stato dell’assistenza psichiatrica in Italia. Secondo la Commissione la legge Basaglia è incompleta e superata, pertanto va modificata
NUOVO DOCUMENTO CONCLUSIVO APPROVATO DALLA COMMISSIONE PER L'INDAGINE CONOSCITIVA SULLO STATO DELL'ASSISTENZA PSICHIATRICA IN ITALIA E SULL'ATTUAZIONE DEI PROGETTI OBIETTIVO PER LA TUTELA DELLA SALUTE MENTALE E APPROVATO DALLA COMMISSIONE (Doc. XVII, n. 30)

A distanza di trent’anni dall’entrata in vigore della legge 13 maggio 1978, n. 180, "Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori", la Commissione igiene e sanità del Senato, accogliendo le sollecitazioni provenienti dalle società scientifiche, dal mondo dell’associazionismo e dalle famiglie di malati psichiatrici, ha deciso di svolgere un’indagine conoscitiva sull’attuazione di tale legge, al fine di fotografare la situazione esistente, individuarne le criticità ed eventualmente proporre opportune modifiche

 

L' audizione Unasam del 17 gennaio 2006 alla Commissione Sanità del Senato

La Federazione che rappresento, l’Unasam, nasce con atto notarile a Roma nel 1993 per volontà delle Associazioni promotrici impegnate in gran parte del territorio nazionale; le stesse  che costituivano il Coordinamento Nazionale Salute Mentale. La storia delle nostre Associazioni inizia a Torino nel 1967 con la lotta al Manicomio di Grugliasco, si sviluppa sensibilmente nei primi anni 80 (dopo l’approvazione della Legge di Riforma Psichiatrica n°180), ma è negli anni 90 che la nostra organizzazione si diffonde e radica su tutto il territorio nazionale promuovendo azioni concrete e proposte per sensibilizzare le forze politiche e le istituzioni affinché sia rispettato il diritto alle cure dei nostri familiari e il diritto alla salute mentale di tutti i cittadini. Attualmente rappresentiamo oltre 150 Associazioni impegnate in tutte le Regioni d’Italia (e altre, non aderenti ad Associazioni Nazionali, fanno riferimento alle nostre organizzazioni locali). In una recente intervista a Il Resto del Carlino, il sottosegretario alla Sanità Cursi ha dichiarato che “le famiglie dei malati sono state sempre vicine alle istituzioni per far modificare la legge 180”. Non siamo noi e non permettiamo di essere strumentalizzati

L'intervento di Storace, alla Commissione, del 18 gennaio
 
La promozione della dignità umana non si attua attraverso i CPT e la riforma della legge Basaglia (febbr. 2006)

In queste ultime settimane il tema della 180, di una sua presunta inadeguatezza e di una altrettanto presunta necessità di contro-riforma è tornato alla ribalta. Prima con le affermazioni del ministro alla Salute, Francesco Storace, che ha espresso la volontà di modificare la legge Basaglia. Martedì 14 febbraio con l’approvazione, da parte della 12^ Commissione Igiene e Sanità del Senato, della relazione conclusiva dell’indagine conoscitiva sull’applicazione della legge. I lavori della Commissione, relatrice Rossana Boldi (Ln), hanno visto l’approvazione del documento. A favore la maggioranza, critiche le opposizioni del centro-sinistra, anche se con un atteggiamento che suscita, a dir poco, alcune perplessità. La 180 è una legge "intrinsecamente incompleta", che "è stata parzialmente superata" e che a trent’anni dalla sua approvazione ha bisogno di essere modificata per realizzare "una vera riforma dell’assistenza psichiatrica". È quanto si afferma nella relazione conclusiva dell’indagine conoscitiva sull’applicazione della legge, approvata ieri dalla Commissione Sanità del Senato

(Ansa 14.2.06): Psichiatria: indagine Senato,180 incompleta e superata/I punti dell'indagine

"La legge Basaglia si è rivelata intrinsecamente incompleta ed è stata parzialmente superata", a trent'anni dalla sua approvazione è necessaria una modifica e "una vera riforma dell'assistenza psichiatrica".
La relazione conclusiva dell'indagine sull'applicazione della legge 180 approvata questo pomeriggio in commissione Sanità del Senato chiede esplicitamente di rimettere mano all'attuale normativa in campo psichiatrico per superare alcune criticità, anche se la relatrice Rossana Boldi (Lega) assicura che "nel documento non c'è nessuna volontà di disfare la legge Basaglia"

Il Resto del Carlino intervista Peppe Dell'Acqua (di Lorenzo Sani )

<E’ davvero singolare che ben 28 anni dopo si parli della legge 180 come se fosse ieri. Che nessuno abbia la capacità di valutare nei fatti concreti che cosa è successo in tutto questo tempo. La legge 180 restituisce diritto alle persone con disturbo mentale, dice che i malati mentali sono cittadini come tutti noi e che hanno diritto alla cura, così come prevede l’articolo 32 della Costituzione. E nel dire questo, già nel 1978 dà mandato alle Regioni di operare per le cure, i servizi, i percorsi di riabilitazione. Questo dice la legge 180>. A Peppe Dell’Acqua, direttore del Dsm di Trieste, città di Franco Basaglia, il padre della legge, sfugge il perché di tanta agitazione. Gira e rigira, si torna sempre lì. La Commissione di Salute Mentale che si è appena insediata sotto la guida di Nicola Carlesi (An), fra gli altri compiti avrà anche quello della valutazione del quadro normativo  per capire i punti deboli della legge e delle strutture che funzionano in Italia.

<Non esiste un solo paese, anche quello più sperduto, in cui il principio della legge non sia stato applicato>, replica Dell’acqua. <Una persona probabilmente un po’ più seria di Storace, come il filosofo Norberto Bobbio, alla domanda che cos’è una riforma ha risposto che la riforma ideale, quella che poteva immaginare, era stata fatta nella psichiatria. Perché finalmente, da un giorno all’altro, la vita delle persone è cambiata da così a così

1 febbr. 06: COMINCIATA DISCUSSIONE SU INDAGINE LEGGE 180 Non si parla più di psichiatria ma di salute mentale

Roma, 1 feb. (Apcom) - E' cominciata oggi pomeriggio la discussione generale sul testo dell'indagine sullo stato dell'assistenza psichiatrica in Italia e sull'attuazione dei progetti obiettivo per la tutela della salute mentale. Il documento finale dell'indagine, assegnata alla commissione Igiene e Sanità del Senato a fine novembre, verrà votato la prossima settimana. Secondo il documento ci sono alcuni punti di criticità riguardante la legge 180 che vanno modificati, soprattutto alla luce del fatto che ormai questa legge "ha compiuto 30 anni". Tra le novità principali proposte dall'inchiesta quella di non parlare di "psichiatria ma di salute mentale. L'assistenza ai malati dovrà puntare sulla prevenzione e sulla diagnosi precoce. Infine non ci si dovrà limitare ad intervenire in casi di malattie croniche o agli episodi acuti della patologia psichiatrica, ma dovranno essere prese in considerazione tutti i disturbi mentali delle diverse fasce della popolazione a rischio come l'infanzia e l'adolescenza, gli anziani, i tossicodipendenti e gli alcolisti".

La questione (sempre aperta) della Legge 180:

Ansa 18 genn. 2006:  PSICHIATRIA: STORACE, 25% ITALIANI CON DISTURBI, CURATI 2-3% 

  • ROMA - Circa il 20-25% degli italiani con più di 18 anni soffre di disturbi mentali almeno una volta nel corso di un anno ma solo il 2-3% viene trattato dai servizi psichiatrici. E' stato il ministro della Salute Francesco Storace a riferirlo in commissione Sanità del Senato durante un'audizione per un'indagine conoscitiva sull'assistenza psichiatrica in Italia. "Ciò significa - ha aggiunto il ministro - che i servizi psichiatrici trattano solo il 10% delle persone che in un anno presentano disturbi". E fra bambini e adolescenti almeno l'8% soffre di un qualche disturbo mentale. Storace con la sua relazione ha riferito che per la malattia psichiatrica "più grave ed inquietante", la schizofrenia, è possibile affermare che lo 0,5% della popolazione presenta un disturbo di questo tipo, in tutto circa 250.000 persone. "In Italia circa 2.200.000 persone lamentano soggettivamente un disturbo psichico, con grande incremento della depressione - ha poi aggiunto - del disturbo d'ansia e dei disturbi alimentari psicogeni". E tutto ciò ricade sulle spalle delle famiglie: sono 600.000 quelle che vivono il dramma di un familiare da assistere e fra queste 200.000 vivono "un dramma nel dramma" con un familiare ammalato che non risponde alle cure oppure non vuole curarsi, "Queste famiglie - ha detto il ministro - vivono spesso in uno stato di perenne e continuato allarme, e il più delle volte sono sole". 

e, qualche settimana pima:
I fatti:
  • 28 dic. '05, ROMA (Reuters):- Il governo ha intenzione di rivedere la legge 180 sulle strutture e i servizi psichiatrici per la cura dei malati di mente.
    Lo ha detto oggi il ministro della Salute Francesco Storace, specificando poi in una nota che si tratta di "ipotesi di programma per il futuro, che saranno precedute da un'ampia, seria e approfondita consultazione con tutti i soggetti interessati". "Credo sia giunta l'ora di mettere mano alla legge 180, perché si tratta di dare una prospettiva di sicurezza alle famiglie . Non metto in discussione l'impalcatura della legge, ma probabilmente ci sono cose che trent'anni dopo vanno ridiscusse", ha detto il ministro
  • 29 dic. '05, Adnkronos Salute:  ''Riaprire i manicomi? Roba da pazzi solo pensarlo''. Cosi' il ministro della Salute, Francesco Storace, torna sulle polemiche seguite alle sue dichiarazioni di ieri quando, a margine della cerimonia di insediamento del nuovo presidente nazionale della Croce rossa italiana, ha espresso la volonta' di ''mettere mano alla legge 180'' sulla tutela del disagio mentale

Il Comunicato Stampa della senatrice Elisabetta Alberti Casellati, sottosegretario alla Salute:

  • “Della salute mentale la sinistra non faccia una questione ideologica. Non ha senso arroccarsi su posizioni preconcette e dal sapore elettorale quando si tratta di salute e del recupero sociale dei malati di mente. La carenza di strutture intermedie che agiscono da collante tra i malati e le famiglie che li accolgono e assistono è stato il grave limite di una legge importante, una lacuna che va colmata e che la sinistra evidentemente e colpevolmente ignora” (29 dic)

La rassegna stampa:

  • 28 dic. Corriere della Sera
  • 28 dic. Rai.it
  • 28 dic. La Repubblica
  • 28 dic. Per Il Manifesto, Maria Grazia Giannichedda
  • 28 dic. Il Comunicato UNASAM
  • 29 dic. Il Comunicato di Psichiatria Democratica

  • 29 dic. Comunicato FP CGIL Comparto Sanità’: A Storace la 194 non basta, ora vuole metter mano alla 180!  

  • 29 dic. Il Manifesto: Matteo Moder intervista Dell'Acqua

  • 29 dic. Il Piccolo: Da Trieste Rotelli direttore dell’ASS e Dell’Acqua direttore del DSM. Legge 180: i padri della nuova psichiatria dicono no alla controriforma di Storace
  • 29 dic. Il Messaggero: Storace: rivedremo la 180 In tanti aspettano da anni di Luigi Cancrini
  • 29 dic. Corriere della Sera: Virginia Piccolillo: " La Legge Basaglia ? Ora va riformata"-  Storace: Più sicurezza alle famiglie. La Bindi: Propaganda

  • 30 dic. Corriere della Sera: Francesco di F.: Battaglia: Il centro destra ha aumentato i ricoveri nelle strutture private - Scontro sulla legge 180 -a regione contro Storace- Il ministro: ci metteremo mano. La giunta: Più fondi - L'assessore Brachetti: Bisogna fare di più di quanto non ha fatto il Polo per aiutare le famiglie - Scrive Giuseppina Gabriele: " Non servono affermazioni politiche strumentali ma atti concreti e finanziamenti adeguatiche sono mancati da parte del governo"

  • 29 dic. Il Tirreno: Scrive Carmine Munizza Presidente della SIP: "Fondamentale mettere  mano alle attuali disfunzioni del sistema, attraverso progetti obbiettivo mirati, piuttosto che pensare a un intervento sulla 180. Non sarà certo una nuova legge a garantire che i servizi psichiatrici funzionino"

  • 29 dic. Metropoli: Le associazioni dei familiari sono divise: mentre l'ARAP "saluta con gioia" l'iniziativa del Ministro, Ernesto Muggia, presidente onorario dell'UNASAM sostiene: "Si tratta di una stupidaggine soprattutto a un mese dalla scadenza delle Camere, una  manovra elettorale. Non ha senso modificare la legge 180" che è una legge quadro  e che, addirittura, precorre i  tempi riconoscendo alle Rgioni autonomia organizzativa.

  • 29 dic. L'Avvenire: "Opposte le reazioni sul piano politico: se il senatore di FI Valerio Carrara condivide la liena di Storace, il verde Paolo Cento la boccia, definendo la legge "una conquista basilare dell amoderna psichiatria"

  • 29 dic. Il Messaggero: Emanuele Perugini: A favore Calderoli, contrario il centro sinistra. Marco Rizzo, copogruppo alla camera dei Pdci: "La legge rimane un mirabile esempio di come ci possa essere rispetto della dignità del malato anche nelle fasi più delicate. Lo psichiatra Lupo: "La legge è da applicare non da cambiare. - Burani Procaccini: Vanno aiutate di più le famiglie"

  • 29 dic. Il Giornale (Francesco Angeli) Scrive Giuseppe Fioroni della Margherita: "Con meno di 15 giorni lavorativi della Camera  prima dello scioglimento, questo governo passa dal sollevare un polverone, senza aver rispetto della delicatezza della materia". "Storace non replica agli attacchi - sostiene Angeli _ ma in serata fornisce una precisazione tramite il suo portavoce, che inevitabilmente suona come  una parziale retromarcia". Si tratta, dice il portavoce, di ipotesi di programma che saranno precedute da ampie consultazioni " Una consultazione che però rischia di risultare fine a se stessa visto che il 29 gennaio si sciolgono le camere e si potrà lavorare solo all'ordinaria amministrazione"

  • 29 dic. La Stampa (Marco Neirotti) Gli operatori pronti a discutere per andare avanti sui principi ma non per tornare al passato - Giovan Battista Cassano: " Si è messo un punto fermo: Ed è il diritto del malato di mente a un trattamento uguale agli altri" -"Vogliamo ricominciare? Lo possiamo fare solo investendo con costi notevoli" Vittorino Andreoli: "Non servono norme vecchie  o nuove sono necessari soldi e molta fiducia" Annibale Crosignani: "La 180 ha creato una psichiatria civile ma tanti manicomietti privati"

  • 29 dic. Libero (Alessandra Mori) Storace promette di rivedere la legge che ha chiuso i manicomi

  • 29 dic. Liberazione (Piero Sansonetti) Il Ministro Storace annuncia che metterà mano alla mitica legge Basaglia sulla psichiatria, uno dei vanti della cultura e della politica italiana degli anni '70. E' in atto una ondata reazionaria dinnanzi alla quale una parte ella sinistra vacilla Aborto, droghe, carceri, e ora i manicomi. L'italia sta tornando agli anni '50 (Frida Nacinovich) Intervista al professor Gigi Attanasio, psichiatra di lungo corso, sulle ultime esternazioni del ministro delle Salute. "Difendo la legge Basaglia , una conquista di civiltà !" - Storace non tocchi la 180, l'Europa ce la invidia".

  • 30 dic. L'Unità  Nico Pitrelli: Quel matto di Franco Basaglia, L'uomo che non aveva paura della follia. Franco Basaglia, la sua esperienza e le sue idee sulla cura dei malati di mente: Storia di uno psichiatra che ha messo in discussione il proprio sapere e il potere dei medici e ha dimostrato che chiudere i manicomi è un dovere della medicina. Con lui viene meno il concetto di pericolosità su cui era fondato il "trattamento" delle persone con disturbi psichici. Concetto che invece viene riproposto nelle ipotesi di riforma della 180: innalzare mura intorno ai matti e "non vederli"

sul DDL 2584 Sen Danieli ed altri:

"Disposizioni in materia di assistenza psichiatrica"

sul DDL Burani-Procaccini Al. ,

“Nuove norme per la prevenzione, la cura e la  riabilitazione delle  malattie psichiche”

I commenti al disegno di legge: